RIVISTA BIMESTRALE
Organo ufficiale della Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche
Guglielmo Imbriaco Dottorato di Ricerca in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università Degli Studi di Roma Tor Vergata, Roma, Centrale Operativa 118 Area Omogenea Emilia Est, ospedale Maggiore “Carlo Alberto Pizzardi”, Bologna, Italia
Francesco Limonti Dottorato di Ricerca in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università Degli Studi di Roma Tor Vergata, Roma, Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Anna, Ferrara, Italia
Nicola Ramacciati Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione (DFSSN), Università della Calabria, Rende (CS), Italia
Introduzione: I poster rappresentano uno strumento diffuso ma spesso sottovalutato per la comunicazione scientifica in ambito infermieristico. Oltre a presentare dati, consentono di diffondere risultati di ricerca, stimolare il dialogo professionale e valorizzare il contributo infermieristico in contesti clinici, formativi, organizzativi e di ricerca. Tuttavia, non di rado i poster mancano di efficacia comunicativa a causa di testi eccessivi, layout poco chiari o scelte grafiche inadeguate. Questo articolo propone una guida pratica alla progettazione di poster scientifici efficaci, basata sui principi di design, accessibilità e comunicazione visiva. Vengono affrontati aspetti chiave quali l’organizzazione dei contenuti, la scelta dei formati, l’uso appropriato di font e colori, l’importanza del contrasto e dello “white space”, e l’integrazione di immagini, grafici e tabelle come veri strumenti di comunicazione. Particolare attenzione è dedicata agli errori più comuni da evitare e agli strumenti digitali oggi disponibili, da software tradizionali come PowerPoint o Keynote a piattaforme web come Canva, Genially o Adobe Express, che permettono anche a chi non ha competenze grafiche di realizzare prodotti di qualità professionale. Infine, viene sottolineata l’importanza della presentazione orale che accompagna il poster, intesa come un breve “elevator pitch” capace di riassumere obiettivi, risultati e implicazioni dello studio, rafforzando l’impatto comunicativo complessivo.
Obiettivi: L’obiettivo è fornire agli infermieri, in particolare ai giovani ricercatori, indicazioni pratiche per strutturare un poster e comunicare in modo più chiaro e incisivo i risultati delle proprie ricerche, valorizzandone la visibilità nei contesti accademici e professionali.
Parole chiave: Comunicazione; presentazione congressuale; ricerca infermieristica; poster.
Communicating research: a practical guide to designing scientific posters
ABSTRACT
Introduction: Academic posters are a widely used yet often underestimated tool for scientific communication in nursing. Beyond simply displaying data, posters can effectively disseminate research findings, promote professional dialogue, and enhance the visibility of nursing contributions in clinical, educational, and research contexts. However, many posters fail to engage their audience due to excessive text, poor layout, or lack of visual clarity. This article offers a practical guide to designing effective scientific posters, drawing on principles from graphic design, accessibility, and communication. Key aspects include structuring content effectively, choosing appropriate formats, optimizing readability through typography and contrast, and using images, graphs, and visual elements to support the message. Attention is also given to modern tools for poster creation, such as PowerPoint, Keynote, and web-based platforms like Canva, which allow for greater personalization and a user-friendly interface. The importance of preparing a brief oral presentation, or “elevator pitch”, to accompany the poster is also emphasized. By mastering these strategies, nurses can enhance the communicative power of their posters, turning them into tools for engagement, collaboration, and influence.
Objectives: This contribution aims to support nurses, especially early-career researchers, in making their work more visible and impactful in academic and professional settings.
Key words: Communication; Conference presentation; Nursing research; Poster; Visual graphic.
Alissa Borner BSc, MSc Student, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Vincenzina De Luca BSc, MSc Student, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Elena Corina Luca PhD Candidate, MSc, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Monica Bianchi PhD, MSc, EMBA, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Loris Bonetti PhD, MSc, RN University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Cinzia Gradellini PhD, MSc, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Introduzione: La pandemia da SARS-CoV-2 ha portato grande attenzione mediatica alla professione infermieristica, spesso raffigurata come eroica, ma accompagnata da stereotipi dannosi per la professione. La percezione pubblica degli infermieri, influenzata dai mass media, ha subito una trasformazione significativa durante questo periodo.
Obiettivi: Questa scoping review si propone di esplorare come i mass media hanno rappresentato la professione infermieristica prima e dopo la pandemia da SARS-CoV-2 e di indagare l’influenza di queste rappresentazioni sull’attrattività della professione.
Materiali e metodi: La revisione è stata condotta seguendo le linee guida del Joanna Briggs Institute e la checklist PRISMA ScR. Sono stati inclusi articoli pubblicati dal 2010 al 2023 in quattro lingue, analizzati secondo il mnemonic PCC (Population, Concept, Context). Le banche dati consultate sono: Medline, CINAHL, Livivo e Web of Science.
Risultati: Sono stati selezionati 14 articoli che evidenziano un cambiamento nella rappresentazione degli infermieri, da figure sottovalutate a eroi mediatici. Tuttavia, permangono stereotipi che limitano la percezione delle competenze infermieristiche e ostacolano l’attrattività della professione.
Discussione e conclusioni: Questa revisione evidenzia l’importanza di promuovere una rappresentazione accurata della professione infermieristica nei media, per migliorarne la percezione pubblica e l’attrattività. La pandemia offre un’opportunità unica per ridefinire l’immagine degli infermieri come professionisti autonomi e competenti.
Parole chiave: Infermieri, Mass media, Immagine professionale, Scoping review.
Impact of the SARS-COV-2 pandemic on the nursing profession image and attractiveness in the media system: a scoping review
ABSTRACT
Introduction: The SARS-CoV-2 pandemic has amplified media attention on nursing, often depicting nurses as heroic figures while reinforcing harmful stereotypes. Public perceptions of nurses, shaped by mass media, underwent a notable transformation during this period.
Objectives: This scoping review aims to examine how the nursing profession has been portrayed in the mass media before and after the SARS-CoV-2 pandemic, and to explore the impact of these portrayals on the profession’s appeal.
Materials and methods: The review followed Joanna Briggs Institute guidelines and the PRISMA ScR checklist. Articles published between 2010 and 2023 in four languages were included and analyzed using the PCC mnemonic (Population, Concept, Context). Data were collected from Medline, CINAHL, Livivo, and Web of Science databases.
Results: Fourteen articles were selected, revealing a shift in the representation of nurses from undervalued figures to media heroes. However, enduring stereotypes limit the public’s perception of nursing skills and hinder the profession’s overall appeal.
Discussion and conclusions: This review underscores the importance of promoting accurate portrayals of the nursing profession in the media to enhance public perception and career attractiveness. The pandemic offers a unique opportunity to redefine nurses as autonomous, competent professionals.
Key words: Nurses, Mass media, Professional image, Scoping review.
Beatrice Birello Infermiera, UOC Medicina Interna Ospedale dell’Angelo Mestre, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Maria Gabriella Procacci Infermiere Coordinatore, UOC Medicina Interna Ospedale dell’Angelo Mestre, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Claudia Piras Infermiera, UOC Medicina Interna Ospedale dell’Angelo Mestre, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Ilenia Chinellato Infermiera Tutor Didattico, Corso di Laurea in Infermieristica, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Introduzione: Il passaggio delle consegne infermieristiche è fondamentale per garantire continuità, sicurezza e qualità dell’assistenza, ponendo la comunicazione come elemento centrale nella relazione di cura. Una trasmissione chiara e strutturata riduce errori clinici, migliorando efficacia e sicurezza. Il metodo bedside, che coinvolge il paziente direttamente al letto, favorisce partecipazione, riduce l’ansia e aumenta la fiducia verso gli infermieri, pur richiedendo attenzione a privacy e formazione specifica. Sebbene gli studi siano prevalentemente internazionali, risulta utile valutare l’applicabilità di questo approccio nel contesto italiano.
Obiettivi: Descrivere la soddisfazione del paziente riguardo l’applicazione del metodo Bedside nursing handover.
Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale trasversale su un campione di convenienza costituito da pazienti ricoverati presso l’Unità di Medicina Interna. La raccolta dati è avvenuta tramite la somministrazione di un questionario nel periodo compreso tra maggio e agosto 2024.
Risultati: Lo studio ha coinvolto 75 pazienti ricoverati in Medicina Interna (40% donne, 60% uomini), con prevalenza di anziani oltre i 76 anni. I risultati hanno mostrato un alto gradimento per le consegne al letto del paziente. La maggioranza ha evidenziato benefici in termini di sicurezza, chiarezza delle informazioni, partecipazione attiva e rafforzamento della relazione con l’infermiere. Complessivamente, il 98,7% ha apprezzato il metodo e il 96% lo ha preferito al modello tradizionale.
Discussione e conclusioni: Le consegne a letto del paziente si dimostrano efficaci per promuovere la sicurezza, la centralità del paziente e la qualità dell’assistenza infermieristica.
Parole chiave: Al letto del paziente; consegne cliniche; Comunicazione; Assistenza infermieristica; Assistenza centrata sul paziente.
Patient satisfaction following the introduction of the bedside nursing handover method in a hub hospital: a cross-sectional study
ABSTRACT
Introduction: Nursing handover is essential to ensure continuity, safety, and quality of care, with communication at the center of the nurse-patient relationship. Clear and structured information transfer reduces clinical errors, improving both effectiveness and safety. The bedside method, involving the patient directly at the bedside, promotes participation, reduces anxiety, and increases trust in nurses, while requiring attention to privacy and specific training. Although most studies are international, evaluating its applicability in the Italian context is useful.
Objectives: To describe patient satisfaction with the implementation of the Bedside Nursing Handover method.
Materials and methods: A cross-sectional observational study was conducted on a convenience sample of patients admitted to the Internal Medicine Unit. Data were collected through a questionnaire administered between May and August 2024.
Results: The study included 75 patients (40% female, 60% male), with a predominance of elderly patients over 76 years. Results showed high satisfaction with bedside handovers, with benefits in terms of safety, clarity of information, active participation, and strengthening of the nurse-patient relationship. Overall, 98.7% of participants appreciated the method, and 96% preferred it over the traditional handover model.
Discussion and conclusions: Bedside nursing handovers are effective in promoting patient safety, patient-centered care, and the overall quality of nursing assistance.
Key words: Bedside; Clinical handover; Communication; Nursing; Patient-centred care.
Emily Alini Infermiera Pronto Soccorso ASST Sette Laghi, Varese, Italia
Adele Talamona Coordinatore Area Sviluppo e Ricerca Clinical Practice ASST Sette Laghi, Varese, Docente di Infermieristica Clinica Applicata Università degli Studi dell’Insubria Varese, Italia
Introduzione: I cambiamenti demografici e la variazione dei pattern epidemiologici di questo secolo sono alla base della necessità di potenziamento della Rete di Cure Palliative. Coerentemente con il bisogno crescente di cure palliative, è necessario fare chiarezza sul ruolo degli Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC), in quanto identificati come professionisti fondamentali per garantire un’assistenza precoce e continuativa al paziente.
Obiettivi: Descrivere gli atteggiamenti degli IFeC nei confronti dell’assistenza di fine vita.
Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale descrittivo utilizzando il Frommentel Attitudes toward Care of the Dying Scale (FACTOD Form B-I), somministrato agli IFeC di quattro diverse sedi dell’ASST dei Sette Laghi.
Risultati: Hanno partecipato allo studio 33 IFeC, maggiormente di sesso femminile e con un’età compresa tra 25 e 60 anni. Dalla somministrazione del FACTOD-B è emerso che il campione ha avuto un punteggio medio di 118,61 (DS 15,19). Non sono emerse correlazioni statisticamente significative con i dati socio anagrafici e professionali.
Discussione e conclusioni: I risultati dello studio evidenziano un atteggiamento complessivamente positivo da parte degli IFeC verso l’assistenza ai pazienti in fase terminale. Tuttavia, investire nella formazione specifica, in particolare su alcuni ambiti, è indispensabile.
Parole chiave: Cure Palliative, Assistenza Domiciliare, Valutazione dei Bisogni, Infermieristica.
The attitude of family and community nurses toward end-of-life care: a descriptive observational study
ABSTRACT
Introduction: The demographic changes and shifting epidemiological patterns of this century underpin the need to strengthen the Palliative Care Network. In line with the growing demand for palliative care, it is necessary to clarify the role of Family Nurses, as they are identified as key professionals in ensuring early and continuous patient care.
Objectives: To describe the attitudes of Family Nurses towards end-of-life care.
Materials and methods: A descriptive observational study was conducted using the Frommentel Attitudes toward Care of the Dying Scale (FACTOD Form B-I), administered to Family Nurses from four different sites of the ASST dei Sette Laghi.
Results: A total of 33 Family Nurses participated in the study, the majority of whom were female and aged between 25 and 60 years. The administration of the FACTOD-B revealed that the sample had an average score of 118.61 (SD 15.19). No statistically significant correlations emerged with socio-demographic or professional data.
Discussion and conclusions: The results of the study highlight an overall positive attitude from Family Nurses towards caring for terminally ill patients. However, investing in specific training, particularly in certain areas, is essential.
Key words: Palliative Care, Home Care Services, Needs Assesment Nursing.
Francesco Zaghini PhD, MSN, RN, Ricercatore, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Italia ORCID: 0000-0002-3327-5751
Valeria Caponnetto PhD, MSN, RN Ricercatrice, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della vita e dell’Ambiente, Università degli Studi dell’Aquila, Italia ORCID: 0000-0003-4573-6110
Marco Di Nitto PhD, MSN, RN Ricercatore Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Genova, Italia ORCID: 0000-0001-8951-622X
Paolo Iovino PhD, MSN, RN Ricercatore, Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli studi di Firenze, Italia ORCID: 0000-0001-5952-881X
Ilaria Marcomini PhD, MSN, RN Assegnista di Ricerca, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano, Italia ORCID: 0000-0001-8096-0199
Valentina Vanzi PhDs, MSc, RN, ped RN, Assegnista di Ricerca, Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica c/o OPI Roma, Centro Interdipartimentale per la Ricerca e la Formazione (CIFAPPS), Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Italia ORCID: 0000-0002-7386-7532
Alessandra Burgio Dirigente di Ricerca, Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), Roma, Italia ORCID: 0000-0001-8017-7452
Stefano Domenico Cicala PhD UOSD Statistica e Flussi Informativi sanitari, AGENAS – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Roma, Italia
ORCID: 0000-0002-2087-3437
Annamaria Bagnasco PhD, MSN, RN, MEdSc, FFNMRCSI Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Ordinario Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Genova, Italia ORCID: 0000-0002-9079-8460
Giancarlo Cicolini PhD, MSN, RN Professore Ordinario, Dipartimento di Tecnologie Innovative in Medicina e Odontoiatria, Università degli Studi “G.d’Annunzio” Chieti – Pescara, Italia ORCID: 0000-0002-2736-1792
Loreto Lancia MSN, RN Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI ,Professore Ordinario Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della vita e dell’Ambiente, Università degli Studi dell’Aquila, Italia ORCID: 0000-0002-2345-1731
Duilio Fiorenzo Manara MSN, RN Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Associato Università Vita-Salute San Raffaele, Milano, Italia ORCID: 0000-0001-5182-6994
Laura Rasero MSN, RN Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Associato Dipartimento di Scienze della Salute Università di Firenze, Italia ORCID: 0000-0003-4460-8002
Gennaro Rocco PhD, MSN, RN, FAAN, FFNMRCSI Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Direttore Scientifico Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica c/o OPI Roma, Italia ORCID: 0000-0002-9211-3752
Loredana Sasso MSN, MEdSc, RN, FAAN, FFNMRCSI Direttore Scientifico CERSI-FNOPI, già Professore Ordinario Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Genova, Italia ORCID: 0000-0001-5886-5937
Rosaria Alvaro MSN, RN, FAAN, FESC Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Ordinario Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Italia ORCID: 0000-0002-4659-1569
Barbara Mangiacavalli MSN, RN Presidente Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche FNOPI, Rome, Italia
Introduzione: L’attività infermieristica ambulatoriale garantisce continuità delle cure e migliori esiti clinici ma non sono chiari i percorsi della loro erogazione ai cittadini e attribuzione dei costi. Tutto ciò dà origine al fenomeno delle “Hidden Nursing Care”.
Obiettivi: Censire, descrivere e misurare le attività infermieristiche erogate nei servizi ambulatoriali in Italia.
Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale descrittivo cross-sectional attraverso un’indagine strutturata composta da 30 domande somministrate a coordinatori/referenti infermieristici e da interviste web semi-strutturate ai dirigenti infermieristici.
Risultati: Lo studio ha coinvolto 23 aziende in 12 regioni italiane, censendo 220 ambulatori. Nel 2023 sono state erogate 1.380.337 prestazioni a 449.224 pazienti. Gli ambulatori hanno prevalentemente sede negli ospedali e sono stati attivati con Delibere Aziendali o Documenti Organizzativi di Dipartimento (N = 57; 28,5% ciascuno). Il 42,3% (N = 93) degli ambulatori afferisce a specialistiche mediche. L’“Ambulatorio Infermieristico Generale” risulta la categoria più rappresentata (N = 103; 46,8%). Il Prelievo di sangue venoso è la prestazione più frequente (N = 471.836; 34,2%). Dalle 12 interviste effettuate ai dirigenti di 8 diverse regioni, è emerso che la responsabilità degli ambulatori infermieristici spesso non è attribuita ai dirigenti infermieristici e non esiste un sistema di attribuzione dei costi e dei ricavi sostenuti/ottenuti.
Discussione e conclusioni: I dati raccolti di questa restituzione preliminare pur rappresentando un contributo conoscitivo delle “Hidden Nursing Care”, hanno evidenziato la mancanza di specifici percorsi standardizzati per la loro erogazione e attribuzione. L’introduzione di un tariffario condiviso potrebbe migliorare l’allocazione delle risorse, ottimizzare i processi e ridurre le liste d’attesa.
Parole chiave: Ambulatori ospedalieri; Servizi infermieristici; Amministrazione dei servizi sanitari; Utilizzo delle risorse sanitarie; Qualità dell’assistenza sanitaria.
Hidden Nursing Care (HNC) in Nurse-Led Outpatient Clinics: Preliminary Results of a Multicentre Exploratory Descriptive Observational Study on the Italian Territory (ENLIGHT-Amb)
ABSTRACT
Introduction: Nursing activities in outpatient settings ensure continuity of care and improved clinical outcomes but the ways in which they are delivered to citizens and the common system of attribution are not clear. This leads to the phenomenon known as Hidden Nursing Care.
Objectives: To record, describe and measure the nursing activities provided in outpatient services in Italy.
Materials and methods: A cross-sectional descriptive observational study was conducted using a structured survey consisting of 30 questions administered to nursing coordinators/leads and through semi-structured web interviews with nursing managers.
Results: The study involved 23 healthcare organizations across 12 Italian regions, surveying a total of 220 outpatient clinics. In 2023, 1.380.337 services were provided to 449.224 patients. Most of the clinics are located within hospital and were officially established through Corporate Resolutions or Departmental Organizational Documents (N = 57; 28,5% each). 42,3% (N = 93) of the clinics fall under medical specialties. “General Nursing Outpatient Clinic” emerged as the most represented category (N = 103; 46,8%). Venous blood sampling was the most frequently provided service (N = 471.836; 34,2%). From the 12 interviews conducted with managers from 8 different regions, it emerged that responsibility for nursing outpatient clinics is often not assigned to nursing managers, and there is no system in place for attributing the costs incurred and revenues generated.
Discussion and conclusions: The collected data of this preliminary report, while representing a knowledge contribution of the Hidden Nursing Care pointed out the absence of specific standardized procedures for their delivery and allocation. The introduction of a recognized fee schedule could improve resource allocation, streamline processes, and potentially reduce waiting times.
Key words: Outpatient Clinics; Nursing Services; Health Services Administration; Health Resource Utilisation; Quality of Health Care.
Alberto Gibellato Dipartimento di Scienze Biomediche, Università Humanitas, Pieve Emanuele, Milano, Italia
Edoardo Manzoni Direttore Generale Istituto Palazzolo, Bergamo, Italia
Beatrice Mazzoleni Dipartimento di Scienze Biomediche, Università Humanitas, Pieve Emanuele, Milano, Italia
Barbara Sappa Direzione Assistenziale Professioni Sanitarie e Sociali, ASST Rhodense, Milano, Italia
Lo scopo di questo progetto di ricerca storica è esplorare il contributo di Camillo de Lellis nella ridefinizione dell’assistenza infermieristica durante il Rinascimento italiano, un’epoca di profonde trasformazioni sociali, culturali ed economiche. L’indagine si concentra sulla transizione dalle istituzioni medievali agli ospedali pubblici, come la Ca’ Granda di Milano, evidenziando l’impatto della “Compagnia delli Servi delli Infermi”, fondata da Camillo, sull’approccio alla cura e sull’organizzazione sanitaria.
Utilizzando il metodo storico di Federico Chabod e il Modello delle Prestazioni Infermieristiche di Marisa Cantarelli come chiave interpretativa, sono stati analizzati 16 documenti selezionati da un corpus di 144 fonti, provenienti da tre archivi italiani, da una raccolta di trascrizioni e da una biografia contemporanea. L’analisi ha evidenziato numerosi bisogni di assistenza infermieristica: dalla cura del corpo e l’igiene personale, perseguiti attraverso la pulizia quotidiana, il cambio della biancheria e il mantenimento della dignità del malato; l’alimentazione e l’idratazione, garantite con pasti adeguati e attenzione alle condizioni dei malati; e l’assistenza al fine vita, con pratiche di accompagnamento spirituale e conforto umano. Camillo promosse un’assistenza centrata sulla persona, fondata su presenza continua, sensibilità morale e strutturazione gerarchica dei ruoli.
Questa ricerca identifica temi centrali come le innovazioni nelle pratiche cliniche globali, l’educazione infermieristica e l’organizzazione sanitaria. In sintesi, lo studio evidenzia come Camillo de Lellis abbia avuto un ruolo cruciale nell’evoluzione dell’assistenza infermieristica, affermandosi come figura chiave nella storia della sanità italiana.
Parole chiave: Storia dell’infermieristica, XVI secolo, XVII secolo, Infermieristica/organizzazione & amministrazione, Italia.
The legacy of Camillo de Lellis: Compassionate care and the organization of assistance in the Italian Renaissance
ABSTRACT
The aim of this historical research project is to explore the contribution of Camillo de Lellis in redefining nursing care during the Italian Renaissance, a period of profound social, cultural, and economic transformations. The investigation focuses on the transition from medieval institutions to public hospitals, such as the Ca’ Granda in Milan, highlighting the impact of the “Compagnia delli Servi delli Infermi”, founded by Camillo, on the approach to care and healthcare organization.
Using Federico Chabod’s historical method and Marisa Cantarelli’s Nursing Performance Model as interpretative tools, 16 documents were analyzed, selected from a corpus of 144 sources, drawn from three Italian archives, a collection of transcriptions, and a contemporary biography.
The analysis highlighted several nursing care needs: from body care and personal hygiene, achieved through daily cleaning, changing of linen, and maintaining the dignity of the sick; to nutrition and hydration, ensured by appropriate meals and attention to the patients’ conditions; and end-of-life care, with practices of spiritual accompaniment and human comfort. Camillo promoted a person-centered care approach, based on continuous presence, moral sensitivity, and hierarchical structuring of roles.
This research identifies central themes such as innovations in global clinical practices, nursing education, and healthcare organization. In summary, the study emphasizes how Camillo de Lellis played a crucial role in the evolution of nursing care, establishing himself as a key figure in the history of Italian healthcare.
Key words: History of Nursing, 16th Century, 17th Century, Nursing/organization & administration, Italy.
Erica Busca Dipartimento di Medicina Traslazionale, Università del Piemonte Orientale, Novara, Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità di Novara, Novara, Italia
Gaetano Auletta Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità di Novara, Novara, Italia
Elena Mussio Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità di Novara, Novara, Italia
Doriana Montani Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità di Novara, Novara, Italia
Fabrizio Faggiano Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica, Vercelli, Italia
Introduzione
Con l’istituzione dei Corsi di Laurea (CdS) Magistrali in Scienze Infermieristiche e Ostetriche (SCIO) ad indirizzo clinico si vuole formare dei professionisti in grado di acquisire conoscenze e competenze per specifiche aree cliniche. Il piano di studi del CdS Magistrale SCIO dell’Università del Piemonte Orientale (UPO) è stato revisionato, prevedendo due indirizzi clinici.
Obiettivi
Valutare l’ambiente di apprendimento e descrivere i punti di forza e gli aspetti migliorabili del CdS Magistrale SCIO ad indirizzo clinico.
Materiali e metodi
È stata condotta un’indagine somministrando un questionario online agli studenti del 2° anno del CdS Magistrale SCIO dell’UPO (N=60). I dati raccolti riguardano: informazioni socio-demografiche, la percezione dell’ambiente di apprendimento (Dundee Ready Education Environment Measure (DREEM)) e gli aspetti positivi, nonché le criticità nel frequentare il nuovo corso di studi attraverso domande aperte. I dati quantitativi sono stati analizzati con statistiche descrittive, mentre per l’analisi delle domande aperte è stata condotta una summative content analysis.
Risultati
L’87% del campione ha risposto al questionario. Il punteggio medio complessivo del DREEM (135/200) indica una percezione positiva rispetto all’ambiente di apprendimento. Tra i punti di forza rilevati rientrano: una didattica di qualità (anche mediante l’uso della simulazione), interazioni sociali positive, una crescita professionale e personale, e le risorse messe a disposizione degli studenti. Gli aspetti da migliorare sono riferibili prevalentemente all’organizzazione della didattica e del tirocinio.
Discussione e conclusioni
La revisione del CdS Magistrale SCIO ad indirizzo clinico richiede un’analisi continua dei punti di forza e delle criticità. L’indagine evidenzia un ambiente di apprendimento positivo, con aree ancora da ottimizzare. Il coinvolgimento delle strutture sanitarie e un monitoraggio costante dei percorsi formativi sono essenziali per garantire una preparazione adeguata alle sfide della pratica clinica avanzata.
Parole chiave: Ambiente di apprendimento, educazione post-base, sviluppo professionale, competenze professionali, assistenza infermieristica avanzata.
The learning environment in the clinically-oriented Master’s Degree in Nursing and Midwifery Science: an exploratory study
ABSTRACT
Introduction
With the establishment of the clinically-oriented Master’s Degree Courses in Nursing and Midwifery Sciences (MSN), the aim is to train professionals capable of assuming advanced roles across various healthcare settings. The MSN curriculum at the University of Piemonte Orientale (UPO) has recently been revised, introducing two specialized clinical tracks.
Objectives
To assess the learning environment and identify both the strengths and areas for improvement of the clinically-oriented MSN program.
Materials and methods
A survey was conducted by administering an online questionnaire to second-year students enrolled in the UPO MSN program (N=60). The data collected included socio-demographic information, perception of the learning environment (Dundee Ready Education Environment Measure (DREEM)) and students’ feedback on the strengths and challenges of the revised curriculum through open-ended questions. Descriptive statistics were used to analyze quantitative data, while a summative content analysis was applied to the open-ended responses.
Results
A response rate of 87% was achieved. The overall average DREEM score (135/200) indicates a positive perception of the learning environment. Key strengths identified include high-quality teaching (enhanced by simulation-based learning), positive social interactions, professional and personal growth, and available resources. Areas for improvement primarily concern the organization of courses and internships.
Discussion and conclusions
The transition toward specialized training pathways requires a thorough understanding of both the strengths and challenges of the educational programs to effectively support the adaptation process. The study highlights a positive learning environment, with areas still needing optimization. The involvement of healthcare institutions and continuous monitoring of training programs are essential to ensure adequate preparation for the challenges of advanced clinical practice.
Key words: Learning environment, postgraduate education, professional development, professional competencies, advanced practice nursing.
Roberta Ferraro S.C. Medicina di Emergenza-Urgenza, Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria, Italia
Daniela Cattani IRCCS Humanitas Research Hospital Rozzano Milano, Italia
Roberta Di Matteo Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI), Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria, Italia
Alex Amariglio S.C. Emergenza Sanitaria Territoriale 118, Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria, Dipartimento di Medicina Traslazionale, Università del Piemonte Orientale, Novara, Italia
Patrizia Boido S.C. Medicina di Emergenza-Urgenza, Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria, Italia
Simona Arcidiacono S.C. Direzione delle Professioni Sanitarie, Azienda Ospedaliero-Universitaria SS Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria, Italia
Antonio Maconi Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI), Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria, Italia
Tatiana Bolgeo Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI), Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria, Italia
Beatrice Mazzoleni Dipartimento di Scienze Biomediche, Università Humanitas, Milano, Italia
Introduzione
Il passaggio di consegna infermieristica è un momento fondamentale per la continuità assistenziale. La letteratura scientifica evidenzia che la principale causa di eventi avversi è dovuta ad una comunicazione inefficace.
Obiettivi
Valutare l’impatto dell’implementazione di uno strumento standardizzato per la consegna infermieristica nel Pronto Soccorso dell’AOU di Alessandria, esaminando la percezione degli infermieri riguardo la completezza, la chiarezza delle consegne, la sicurezza del paziente e la soddisfazione del personale.
Materiali e metodi
Studio monocentrico pre – post. Si è valutato il percepito degli infermieri relativamente alla completezza e chiarezza delle consegne erogate ed effettuate, la sicurezza del paziente e la soddisfazione del personale. L’intervento applicato è stato l’implementazione di uno strumento standardizzato per la consegna infermieristica, precedentemente validato per contenuto e facciata.
Risultati
L’introduzione di uno strumento standardizzato per la trasmissione delle consegne migliora significativamente la percezione della corretta identificazione del paziente sia tra gli infermieri che erogano sia tra coloro che ricevono le consegne. L’implementazione dello strumento standardizzato sembra migliorare la percezione della completezza e della chiarezza delle consegne rispetto alla trasmissione libera. Inoltre, fra gli infermieri eroganti sembra esserci un miglioramento della soddisfazione, un minor numero di interruzioni e una migliore ottimizzazione dei tempi.
Discussione e conclusioni
L’introduzione dello strumento standardizzato, migliorando la percezione dell’identificazione del paziente, agisce in un aspetto cruciale per la sicurezza delle cure. Sono necessari ulteriori studi per individuare strategie di implementazione o modifiche allo strumento maggiormente adeguate al contesto.
Parole chiave: Pronto soccorso, consegne cliniche, sicurezza dei pazienti, soddisfazione lavorativa.
Implementation of a standardized tool for nursing handover in the emergency department: a pre post study
ABSTRACT
Introduction
Nursing handover is a crucial process to ensure continuity of patient care. Scientific literature highlights that ineffective communication is a leading cause of adverse events.
Objectives
To evaluate the impact of implementing a standardized nursing handover tool in the Emergency Department of University Hospital in Alessandria, focusing on nurses’ perceptions of handover completeness and clarity, patient safety, and staff satisfaction.
Materials and methods
A single-center pre-post study was conducted. Nurses’ perceptions were assessed regarding the completeness and clarity of both given and received handovers, patient safety, and staff satisfaction. The intervention involved the implementation of a standardized handover tool, previously validated for content and face validity.
Results
The introduction of a standardized handover tool leads to a statistically significant increase in the perceived accuracy of patient identification between the nurse giving the handover and the one receiving it. Implementation of the standardized tool improved nurses’ perceptions of handover completeness and clarity compared to unstructured handovers. Additionally, nurses reported increased satisfaction, fewer interruptions, and better time management when using the tool.
Discussion and conclusions
Improved patient identification is a significant finding in terms of patient safety. Further studies are needed to explore alternative implementation strategies or context-specific adaptations of the tool.
Key words: Emergency department, clinical handover, patient safety, job satisfaction.
Alessandro Spagnoli RN, Università degli studi di Roma Tor Vergata, Roma, Italia
Giuseppina Elisa Pitrone RN, Università degli studi di Roma Tor Vergata, Roma, Italia
Adele Giannettoni MD, Università degli studi di Roma Tor Vergata, Roma, Italia
Concettina Donzelli MSN, Infermiere Case Manager Senior Urologia, Ambulatorio Infermieristico delle Cronicità, Policlinico Tor Vergata, Roma, Italia
Jacopo Fiorini PhD, Infermiere di Ricerca, UOC Direzione Infermieristica, Policlinico Tor vergata, Roma, Italia
Simone Albisinni MD, PhD, FEBU, Policlinico Tor vergata, Roma, Italia
& Alessandro Sili PhD, Direttore UOC Direzione Infermieristica, Policlinico Tor vergata, Roma, Italia
Introduzione
Il carcinoma vescicale non muscolo-invasivo (NMIBC) presenta alti tassi di recidiva e progressione e spesso viene trattato con instillazioni intravescicali di Bacillus Calmette-Guérin (BCG). Tuttavia, l’impatto di questa terapia sulla qualità di vita (QoL) dei pazienti è poco esplorato, soprattutto in relazione a interventi educativi.
Obiettivi
Valutare l’impatto di un intervento educativo sulla QoL dei pazienti con NMIBC sottoposti a instillazioni di BCG.
Materiali e metodi
È stato condotto uno studio quasi-sperimentale a due bracci paralleli presso il Policlinico Tor Vergata, arruolando pazienti con NMBIC e sottoposti ad instillazione con BCG. Nel gruppo sperimentale, i partecipanti hanno ricevuto un intervento educativo nell’Ambulatorio Infermieristico delle Cronicità. Il gruppo controllo ha seguito il comune iter assistenziale. La QoL è stata misurata utilizzando strumenti validati e i dati sono stati analizzati e confrontati tra i due gruppi con tecniche inferenziali.
Risultati
35 pazienti sono stati arruolati nello studio, di cui 15 nel gruppo sperimentale e 20 nel controllo. La QoL del gruppo sperimentale era migliore rispetto a quella del gruppo controllo, registrando un miglioramento nei domini “Salute Fisica”, con un punteggio di 80 nel gruppo di controllo e di 87 nel gruppo sperimentale (p = 0,004), e “Salute Mentale”, con un punteggio di 79 nel gruppo di controllo e di 85 nel gruppo sperimentale (p = 0,022).
Discussione e conclusioni
L’intervento educativo fornito ai soggetti con NMIBC contribuisce a migliorare la loro QoL. Studi futuri, con campioni più ampi e follow-up prolungati, sono necessari per permettere di generalizzare e convalidare i risultati ottenuti.
Parole chiave: Neoplasie della vescica urinaria, Bacillo di Calmette Guerin intravescicale, qualità della vita.
Therapeutic Education and Quality of Life in Patients with Non-Muscle-Invasive Bladder Cancer: A Quasi-Experimental Study
ABSTRACT
Introduction
Non-muscle-invasive bladder cancer (NMIBC) is characterized by high recurrence and progression rates, often requiring intravesical instillations of Bacillus Calmette-Guérin (BCG). However, the impact of this therapy on patients’ quality of life (QoL) has been poorly studied, particularly in terms of educational interventions.
Objectives
To evaluate the impact of educational intervention on the QoL of NMIBC patients undergoing BCG instillations.
Materials and methods
A quasi-experimental two-arm parallel study was conducted at Policlinico Tor Vergata, enrolling patients with NMIBC undergoing BCG instillations. Participants in the experimental group received an educational intervention at the chronic care nursing clinic. The control group followed the standard care pathway. QoL was assessed using validated instruments and data were analyzed and compared between groups through inferential statistical techniques.
Results
A total of 35 patients were enrolled in the study, 15 in the experimental group and 20 in the control group. The experimental group reported better QoL compared to the control group, showing improvements in the domains “Physical Health” (control group score: 80; experimental group score: 87; p = 0.004) and “Mental Health” (control group score: 79; experimental group score: 85; p = 0.022).
Discussion and conclusions
An educational intervention provided to NMIBC patients contributed to an improvement in their QoL. Further studies with larger samples and extended follow-up are needed to generalize and validate these findings.
Key words: Urinary Bladder Neoplasms, Intravesical Bacillus Calmette Guerin, Quality of Life.
Angela Cuoco PhD, IRCSS Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna, Italia
Angela Durante Ricercatrice, Centro Interdisciplinare Health Science, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e SITRA, Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, Pisa e Massa, Italia
La ricerca con metodo misto (RMM) è un approccio all’indagine che prevede la raccolta di dati sia quantitativi che qualitativi, l’integrazione delle due forme di dati e l’utilizzo di progetti distinti che possono coinvolgere presupposti filosofici e quadri teorici. Essa può consentire ai ricercatori infermieri di esplorare e comprendere i complessi processi relativi alla salute umana. I quattro disegni di MM più comuni proposti in letteratura sono: il convergent parallel design (disegno convergente parallelo); l’explanatory sequential design (disegno sequenziale esplicativo); l’exploratory sequential design (disegno sequenziale esplorativo) e l’embedded design (disegno incorporato). L’integrazione dei risultati quantitativi e qualitativi nei MM è un passaggio fondamentale e rientra tra i principi cardine che qualificano uno studio come metodo misto. Le meta-inferenze sono le intuizioni derivate dall’integrazione delle inferenze quantitative e qualitative alla fine di uno studio, sono cruciali per ottenere valore aggiunto e sinergia nella ricerca con metodi misti. I Joint display, strumenti visuali d’integrazione, possono essere considerati concettualmente come uno strumento per integrare e presentare simultaneamente i dati quantitativi e qualitativi di uno studio ed includendo il risultato della loro interpretazione (meta-inferenze). Sebbene l’importanza e l’appropriatezza dell’utilizzo dei metodi misti (MM) in ambito sanitario, e in particolare nel campo infermieristico, siano ampiamente riconosciute, costruire un disegno di ricerca rigoroso che produca un’effettiva integrazione dei metodi risulta tuttavia complesso. Errori comuni vengono commessi e non rendono un MM puramente misto. Questo lavoro si prefigge di fornire una guida alla definizione di metodo misto e delle sue componenti fondamentali.
Parole chiave: Ricerca infermieristica, metodi misti, integrazione, ricerca qualitativa, ricerca quantitativa.
The essence of the mixed method and the need for integration to make it so: definitions, types, and examples of mixed methods in nursing research
ABSTRACT
Mixed method research (MMR) is an approach to inquiry that involves collecting both quantitative and qualitative data, integrating the two forms of data, and using distinct designs that may involve philosophical assumptions and theoretical frameworks. It can enable nurse researchers to explore and understand complex processes related to human health. The four most common MM designs proposed in the literature are convergent parallel design; explanatory sequential design; exploratory sequential design; and embedded design. The integration of quantitative and qualitative results into MM is a key step and is among the cardinal principles that qualify a study as a mixed method. Meta-inferences are the insights derived from integrating quantitative and qualitative inferences at the end of a study; they are crucial to achieving added value and synergy in mixed methods research. Joint displays, visual integration tools, can be conceptually considered as a means of simultaneously integrating and presenting quantitative and qualitative data from a study and including the result of their interpretation (meta-inferences).Although the importance and appropriateness of using mixed methods (MM) in health care, and particularly in nursing, are widely recognized, constructing a rigorous research design that produces effective integration of methods is nevertheless complex. Common mistakes are made and do not make a purely mixed MM. This paper aims to provide guidance on the definition of mixed methods and its key components.
Key words: Nursing research, mixed methods, integration, qualitative research, quantitative research.

RIVISTA BIMESTRALE
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