RIVISTA BIMESTRALE
Organo ufficiale della Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche
Letteria Consolo Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Corso di Laurea in Infermieristica, Milano, Italia
Sara Falbo ASST Melegnano e della Martesana – Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Milano, Italia
Silvia Gasparini Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Corso di Laurea in Infermieristica, Milano, Italia
Valentina Farè ASST Melegnano e della Martesana – Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Milano, Italia
Anna Rita La Torre ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Milano, Italia
Stefania Celeste Rippa ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Milano, Italia
Vincenza Aloia ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Milano, Italia
Massimiliano D’Elia ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Milano, Italia
Luca Giuseppe Re ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Milano, Italia
Chiara Cartabia ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Milano, Italia
Valentina Tommasi ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Corso di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Milano, Italia
Introduzione: Nei contesti sanitari contemporanei, l’enfasi su produttività ed efficienza tende a marginalizzare le dimensioni relazionali della cura. Il Fundamentals of Care (FoC) Framework, propone un modello teorico che integra gli aspetti fisici, psicologici e relazionali dell’assistenza, ponendo la relazione infermiere–persona come nucleo dell’agire professionale. Nonostante la sua rilevanza, nella formazione infermieristica italiana le FoC restano spesso implicite, con limitate opportunità di apprendimento esperienziale e riflessivo.
Obiettivi: Esplorare come gli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Milano, appartenenti alle tre sedi didattiche coinvolte, descrivono la loro esperienza formativa condivisa, costruita in modo esplicito sul Fundamentals of Care Framework e sviluppata attraverso attività basate su un caso clinico e sul role playing.
Materiali e metodi: Studio qualitativo descrittivo-esplorativo. I dati, raccolti tramite interviste semi-strutturate a un campione di studenti dopo una giornata formativa sulle Fundamentals of Care, sono stati analizzati mediante Analisi Tematica Riflessiva con supporto di NVivo V1.6.2. La raccolta è proseguita fino alla saturazione tematica; l’interpretazione è stata condotta in modo collegiale e riflessivo dal gruppo di ricerca.
Risultati: Dall’analisi delle interviste (n = 15) sono emersi quattro temi: interiorizzazione del significato delle FoC, apprendimento esperienziale, tensioni tra formazione e pratica clinica e consolidamento professionale.
Discussione e conclusioni: L’esperienza formativa ha rafforzato negli studenti la consapevolezza del valore relazionale dell’assistenza, mostrando come tale approccio possa rappresentare un riferimento concreto per integrare teoria e pratica. Il Framework si conferma una guida solida per orientare la formazione e la pratica infermieristica verso una cura riflessiva, coerente e centrata sulla persona.
Parole chiave: Fundamentals of Care; formazione infermieristica; apprendimento esperienziale; relazione di cura; assistenza centrata sulla persona.
A learning experience based on the Fundamentals of Care in nursing education: a qualitative study
ABSTRACT
Introduction: In contemporary healthcare settings, the emphasis on productivity and efficiency often marginalizes the relational dimensions of care. The Fundamentals of Care (FoC) Framework provides a theoretical model that integrates the physical, psychological, and relational aspects of nursing, positioning the nurse–person relationship as the core of professional practice. Despite its relevance, the FoC remains largely implicit in Italian nursing education, with limited opportunities for experiential and reflective learning.
Objectives: To explore how undergraduate nursing students from University of Milan across three teaching sites, describe their shared educational experience explicitly grounded in the Fundamentals of Care Framework and developed through case-based and role playing activities.
Materials and methods: A qualitative descriptive–exploratory study was conducted. Data were collected through semi-structured interviews with a purposive sample of students following a one-day training session on the Fundamentals of Care. Transcripts were analyzed using Reflexive Thematic Analysis with the support of NVivo software V1.6.2. Data collection continued until thematic saturation was achieved, and interpretation was developed through collegial discussion and continuous reflexivity within the research team.
Results: Four main themes emerged from the analysis (n = 15): internalization of the meaning of FoC, experiential learning, tensions between education and clinical practice, and professional consolidation.
Discussion and conclusions: The educational experience strengthened students’ awareness of the relational value of care, demonstrating how this approach can serve as a concrete reference for integrating theory and practice. The Framework represents a robust guide for shaping nursing education and practice toward a reflective, coherent, and person-centred model of care.
Key words: Models, Nursing; Education, Nursing; Learning; Nurse-Patient Relations; Patient-Centered Care.
Paola Arcadi RN, PhD – ASST Melegnano e della Martesana; Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Stefano Maiandi RN, PhD – ASST di Lodi, Italia
Matteo Martinato RN, PhD – Università degli Studi di Padova; Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Alessia Sorrenti RN – IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; Accademia Scienze Infermieristiche
Claudio Maliziola RN, MSc – ASL di Asti; Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Antonella Demarchi RN, MSc – ASST Rhodense; Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Cinzia Botter RN – Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Miriam Villani RN, MSc – ASST di Lodi; Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Laura Vittoria Camillen RN – Libera professionista; Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Enza Anemolo RN, MSc – Libera professionista; Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Debora Biemmi RN – Libera professionista; Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Antonietta Fortunato RN – ASST Melegnano e della Martesana; Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Eleonora Cason PsyD, MSc, MA – Università degli Studi di Padova, Italia
Stefano Terzoni RN, PhD – Università degli Studi di Milano, Italia
Loris Bonetti RN, PhD – Ente Ospedaliero Cantonale; Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, Svizzera; Accademia Scienze Infermieristiche, Italia
Introduzione: L’invecchiamento e la cronicità richiedono il rafforzamento dell’assistenza territoriale. Nel setting domiciliare, l’Infermiere di Famiglia e Comunità coordina interventi orientati alla prossimità e continuità. In Italia, tuttavia, il significato delle cure fondamentali (FoC) a domicilio è poco esplorato.
Obiettivi: Esplorare la percezione e il significato attribuiti alle FoC da infermieri, pazienti e caregiver nelle cure domiciliari.
Materiali e metodi Protocollo di studio qualitativo descrittivo basato su interviste semi-strutturate individuali in tre regioni del Nord Italia. Campionamento propositivo di: (a) infermieri con ≥6 mesi di esperienza domiciliare; (b) pazienti adulti con almeno una patologia cronica; (c) caregiver informali. Analisi con direct (deductive) content analysis guidata dal FoC Framework; categorie organizzate lungo le tre dimensioni: relazione di fiducia, integrazione dei bisogni fisici-psicologici-relazionali, influenza del contesto. Il rigore sarà garantito secondo criteri di trustworthiness. Saturazione tematica a guida della numerosità.
Discussione e conclusioni: Ci si attende una mappa condivisa di significati e pratiche FoC al domicilio, con l’identificazione di barriere/abilitatori organizzativi e relazionali. I risultati informeranno: (i) strumenti di valutazione FoC per il domicilio; (ii) formazione degli IFeC; (iii) modelli organizzativi territoriali orientati a prossimità e continuità.
Parole chiave: Cure fondamentali; Assistenza domiciliare; Infermiere di Famiglia e Comunità; Analisi del contenuto; Ricerca qualitativa; Continuità assistenziale.
Fundamentals of care in home nursing: qualitative study protocol (FOC_DOM)
ABSTRACT
Introduction: Population ageing and chronic conditions call for a strengthening of community-based care. In the home-care setting, the Family and Community Nurse coordinates interventions aimed at proximity and continuity. In Italy, however, the meaning of Fundamentals of Care (FoC) in home care remains underexplored.
Objectives: To explore the perception and meaning attributed to FoC by nurses, patients, and informal caregivers in home-care settings.
Materials and methods: Descriptive qualitative study protocol based on individual semi-structured interviews conducted in three regions of Northern Italy. Purposive sampling will include: (a) nurses with ≥6 months of home-care experience; (b) adult patients with at least one chronic condition; (c) informal caregivers. Data will be analysed through direct (deductive) content analysis guided by the FoC Framework; categories will be organised according to its three dimensions: trust-based relationships, integration of physical–psychological–relational needs, and contextual influences on care delivery. Rigor will be ensured according to trustworthiness criteria. Thematic saturation will guide sample size.
Discussion and conclusions: The study is expected to generate a shared conceptual map of FoC meanings and practices in home care, identifying relational and organisational barriers and enablers. Findings will inform: (i) FoC assessment tools tailored to home care; (ii) training for Family and Community Nurses; and (iii) organisational models of community care oriented toward proximity and continuity.
Key words: Fundamentals of Care; Home care; Family and Community Nursing; Content analysis; Qualitative research; Continuity of care.
Monica Di Gaetano Infermiere, Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche ASL 3, Genova, Italia
Iraf Sajjad Infermiere, Laurea Infermieristica Casa della Salute di Genova.Italia
Introduzione: Il digiuno del Ramadan rappresenta una sfida nella presa in carico delle persone con diabete di tipo 2, soprattutto nei contesti multiculturali, dove l’assistenza deve integrare bisogni clinici, culturali e spirituali.
Obiettivi: Esplorare l’esperienza degli operatori sanitari nella gestione di persone musulmane con diabete durante il Ramadan, utilizzando il framework dei Fundamentals of Care (FoC) come cornice interpretativa.
Materiali e metodi Studio qualitativo descrittivo a sensibilità fenomenologica, orientato alla comprensione dei significati attribuiti dagli operatori alle situazioni di cura. Il campione comprende 54 professionisti dei servizi territoriali distrettuali (49 infermieri e 5 operatori socio-sanitari). I dati sono stati raccolti tra febbraio e marzo 2025 tramite questionario online (Microsoft Forms) con domande aperte, volto a esplorare percezioni, difficoltà e strategie assistenziali. Le risposte sono state analizzate mediante analisi tematica induttiva secondo Braun e Clarke (2006); i temi emersi sono stati successivamente riletti alla luce delle tre dimensioni del FoC (relazione, integrazione della cura, contesto).
Risultati: La relazione di fiducia, l’ascolto e il riconoscimento dell’identità religiosa risultano centrali per un’assistenza efficace. L’integrazione tra indicazioni cliniche e pratiche religiose è percepita come possibile ma complessa, spesso affidata alla sensibilità individuale. Il contesto organizzativo appare carente di formazione, linee guida e strumenti di mediazione culturale.
Discussione e conclusioni: Nei setting territoriali multiculturali, un uso consapevole del FoC può sostenere una cura centrata sulla persona e culturalmente competente durante il Ramadan. Sono raccomandati interventi formativi e organizzativi per ridurre disomogeneità e promuovere equità assistenziale.
Parole chiave: Fundamentals of Care, Diabete di tipo 2, Ramadan, Assistenza infermieristica transculturale.
Caring beyond clinical need: healthcare providers’ perspective on diabetes management during Ramadan through the Fundamentals of Care Framework.
ABSTRACT
Introduction: Fasting during Ramadan poses challenges in caring for people with type 2 diabetes, particularly in multicultural settings where healthcare must integrate clinical, cultural, and spiritual needs.
Objectives: To explore healthcare professionals’ experiences in managing Muslim people with diabetes during Ramadan, using the Fundamentals of Care (FoC) framework as an interpretive lens.
Materials and methods: A qualitative descriptive study with phenomenological sensitivity, aimed at understanding the meanings professionals attribute to care situations. The sample included 54 district-based community healthcare workers (49 nurses and 5 healthcare assistants). Data were collected between February and March 2025 through an online questionnaire (Microsoft Forms) with open-ended questions exploring perceptions, challenges, and care strategies. Responses were analysed using inductive thematic analysis (Braun & Clarke, 2006); themes were subsequently interpreted according to the three FoC dimensions (relationship, integration of care, context).
Results: Trust-building, active listening, and acknowledging the patient’s religious identity were reported as central to effective care. Integrating clinical recommendations with religious practices was perceived as possible but complex, often relying on the individual professional’s sensitivity. The organisational context was described as lacking structured training, guidelines, and cultural mediation tools.
Discussion and conclusions: In multicultural community settings, the FoC framework can support person-centred and culturally competent nursing care during Ramadan. Educational and organisational initiatives are recommended to reduce variability and promote equity in care delivery.
Key words: Fundamentals of Care, Type 2 Diabetes, Ramadan, Transcultural Nursing Care.
Valentina Salomoni Dipartimento delle professioni infermieristiche, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Pisa, Italia
Antonella Napolitano Dipartimento delle professioni infermieristiche, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Pisa, Italia
Marilena Pradal Dipartimento delle professioni infermieristiche, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Pisa, Italia
Federica Pancetti Dipartimento delle professioni infermieristiche, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Pisa, Italia
Rossella Giunti Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Pisa, Italia
Alison Kitson College of Nursing and Health Sciences, Flinders University, Adelaide, Australia
Kathy Mott Wardliparingga Aboriginal Health Equity, South Australian Health and MedicalResearch Institute, Adelaide, South Australia, Australia
Nicola Pagnucci Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa, Pisa, Italia
Introduzione: Favorire la centralità del paziente come principio fondante della qualità delle cure rappresenta una sfida strategia nei moderni setting ospedalieri. Il progetto FOC&CARE, basato sul framework Fundamentals of Care, mira a migliorare la qualità percepita dell’assistenza, rafforzare la continuità della cura e sostenere il benessere professionale del personale infermieristico.
Obiettivi: L’obiettivo dello studio sarà valutare l’efficacia dell’implementazione del progetto FOC&CARE nel migliorare la soddisfazione percepita da pazienti e infermieri, con particolare attenzione alla qualità dell’assistenza, alla relazione terapeutica e al benessere organizzativo. Gli obiettivi secondari comprenderanno l’analisi dell’impatto su esiti clinico-assistenziali sensibili all’assistenza infermieristica e su indicatori organizzativi e gestionali.
Materiali e metodi Lo studio adotterà un disegno mixed-methods articolato in tre fasi: la prima prevedrà l’analisi del contesto, la formazione dei referenti e il co-design degli strumenti; la seconda consisterà nell’implementazione del modello in due reparti, con monitoraggio continuo di qualità, soddisfazione, benessere e raccolta di dati clinici e gestionali; la terza fase riguarderà la valutazione dell’efficacia, il consolidamento del modello nei processi organizzativi e la disseminazione dei risultati tramite raccomandazioni e strumenti formativi validati. Il modello teorico di riferimento sarà I-PARIHS.
Risultati attesi e conclusioni: Si prevede un miglioramento della qualità e della continuità dell’assistenza, un incremento della soddisfazione di pazienti e operatori, una riduzione dello stress lavorativo e un miglioramento degli esiti clinico-assistenziali. Il modello potrà favorire efficienza organizzativa e sostenibilità del sistema di cura, consolidando una cultura assistenziale basata su relazione, sicurezza e qualità delle cure.
Parole chiave: Fundamentals of Care”, infermiere, assistenza centrata sulla persona, qualità dell’assistenza, I-PARIHS.
FOC&CARE – the care that connects: Implementing the Fundamentals of Care framework in the clinical practice of the Pisa University Hospital based on the I-PARIHS model. Study Protocol
ABSTRACT
Introduction: Promoting patient-centered care as a fundamental principle of healthcare quality represents a strategic challenge in modern hospital settings. The FOC&CARE project, based on the Fundamentals of Care framework, aims to improve the perceived quality of care, strengthen continuity of care, and support the professional well-being of nursing staff.
Objectives: The main objective of the study is to evaluate the effectiveness of implementing the FOC&CARE project in improving satisfaction perceived by patients and nurses, with particular attention to care quality, the therapeutic relationship, and organizational well-being. Secondary objectives will include analyzing the impact on clinical and nurse sensitive outcomes, as well as organizational and managerial indicators.
Materials and methods: The study will adopt a mixed-methods design structured in three phases: the first will involve context analysis, training of key personnel, and co-design of tools; the second will consist of implementing the model in two wards, with continuous monitoring of quality, satisfaction, well-being, and collection of clinical and managerial data; the third phase will focus on evaluating effectiveness, consolidating the model into organizational processes, and disseminating results through validated recommendations and training tools. The theoretical framework guiding the implementation will be I-PARIHS.
Expected results and conclusions: Improvements are expected in the quality and continuity of care, increased satisfaction among patients and staff, reduced work-related stress, and enhanced clinical and care outcomes. The adoption of the model may promote organizational efficiency and sustainability of the healthcare system, contributing to the consolidation of a care culture based on relationships, safety, and quality of care.
Key words: Fundamentals of Care, nurse, person-centered care, quality of care, I-PARIHS.
Guglielmo Imbriaco Dottorato di Ricerca in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università Degli Studi di Roma Tor Vergata, Roma, Centrale Operativa 118 Area Omogenea Emilia Est, ospedale Maggiore “Carlo Alberto Pizzardi”, Bologna, Italia
Francesco Limonti Dottorato di Ricerca in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università Degli Studi di Roma Tor Vergata, Roma, Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Anna, Ferrara, Italia
Nicola Ramacciati Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione (DFSSN), Università della Calabria, Rende (CS), Italia
Introduzione: I poster rappresentano uno strumento diffuso ma spesso sottovalutato per la comunicazione scientifica in ambito infermieristico. Oltre a presentare dati, consentono di diffondere risultati di ricerca, stimolare il dialogo professionale e valorizzare il contributo infermieristico in contesti clinici, formativi, organizzativi e di ricerca. Tuttavia, non di rado i poster mancano di efficacia comunicativa a causa di testi eccessivi, layout poco chiari o scelte grafiche inadeguate. Questo articolo propone una guida pratica alla progettazione di poster scientifici efficaci, basata sui principi di design, accessibilità e comunicazione visiva. Vengono affrontati aspetti chiave quali l’organizzazione dei contenuti, la scelta dei formati, l’uso appropriato di font e colori, l’importanza del contrasto e dello “white space”, e l’integrazione di immagini, grafici e tabelle come veri strumenti di comunicazione. Particolare attenzione è dedicata agli errori più comuni da evitare e agli strumenti digitali oggi disponibili, da software tradizionali come PowerPoint o Keynote a piattaforme web come Canva, Genially o Adobe Express, che permettono anche a chi non ha competenze grafiche di realizzare prodotti di qualità professionale. Infine, viene sottolineata l’importanza della presentazione orale che accompagna il poster, intesa come un breve “elevator pitch” capace di riassumere obiettivi, risultati e implicazioni dello studio, rafforzando l’impatto comunicativo complessivo.
Obiettivi: L’obiettivo è fornire agli infermieri, in particolare ai giovani ricercatori, indicazioni pratiche per strutturare un poster e comunicare in modo più chiaro e incisivo i risultati delle proprie ricerche, valorizzandone la visibilità nei contesti accademici e professionali.
Parole chiave: Comunicazione; presentazione congressuale; ricerca infermieristica; poster.
Communicating research: a practical guide to designing scientific posters
ABSTRACT
Introduction: Academic posters are a widely used yet often underestimated tool for scientific communication in nursing. Beyond simply displaying data, posters can effectively disseminate research findings, promote professional dialogue, and enhance the visibility of nursing contributions in clinical, educational, and research contexts. However, many posters fail to engage their audience due to excessive text, poor layout, or lack of visual clarity. This article offers a practical guide to designing effective scientific posters, drawing on principles from graphic design, accessibility, and communication. Key aspects include structuring content effectively, choosing appropriate formats, optimizing readability through typography and contrast, and using images, graphs, and visual elements to support the message. Attention is also given to modern tools for poster creation, such as PowerPoint, Keynote, and web-based platforms like Canva, which allow for greater personalization and a user-friendly interface. The importance of preparing a brief oral presentation, or “elevator pitch”, to accompany the poster is also emphasized. By mastering these strategies, nurses can enhance the communicative power of their posters, turning them into tools for engagement, collaboration, and influence.
Objectives: This contribution aims to support nurses, especially early-career researchers, in making their work more visible and impactful in academic and professional settings.
Key words: Communication; Conference presentation; Nursing research; Poster; Visual graphic.
Alissa Borner BSc, MSc Student, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Vincenzina De Luca BSc, MSc Student, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Elena Corina Luca PhD Candidate, MSc, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Monica Bianchi PhD, MSc, EMBA, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Loris Bonetti PhD, MSc, RN University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Cinzia Gradellini PhD, MSc, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Introduzione: La pandemia da SARS-CoV-2 ha portato grande attenzione mediatica alla professione infermieristica, spesso raffigurata come eroica, ma accompagnata da stereotipi dannosi per la professione. La percezione pubblica degli infermieri, influenzata dai mass media, ha subito una trasformazione significativa durante questo periodo.
Obiettivi: Questa scoping review si propone di esplorare come i mass media hanno rappresentato la professione infermieristica prima e dopo la pandemia da SARS-CoV-2 e di indagare l’influenza di queste rappresentazioni sull’attrattività della professione.
Materiali e metodi: La revisione è stata condotta seguendo le linee guida del Joanna Briggs Institute e la checklist PRISMA ScR. Sono stati inclusi articoli pubblicati dal 2010 al 2023 in quattro lingue, analizzati secondo il mnemonic PCC (Population, Concept, Context). Le banche dati consultate sono: Medline, CINAHL, Livivo e Web of Science.
Risultati: Sono stati selezionati 14 articoli che evidenziano un cambiamento nella rappresentazione degli infermieri, da figure sottovalutate a eroi mediatici. Tuttavia, permangono stereotipi che limitano la percezione delle competenze infermieristiche e ostacolano l’attrattività della professione.
Discussione e conclusioni: Questa revisione evidenzia l’importanza di promuovere una rappresentazione accurata della professione infermieristica nei media, per migliorarne la percezione pubblica e l’attrattività. La pandemia offre un’opportunità unica per ridefinire l’immagine degli infermieri come professionisti autonomi e competenti.
Parole chiave: Infermieri, Mass media, Immagine professionale, Scoping review.
Impact of the SARS-COV-2 pandemic on the nursing profession image and attractiveness in the media system: a scoping review
ABSTRACT
Introduction: The SARS-CoV-2 pandemic has amplified media attention on nursing, often depicting nurses as heroic figures while reinforcing harmful stereotypes. Public perceptions of nurses, shaped by mass media, underwent a notable transformation during this period.
Objectives: This scoping review aims to examine how the nursing profession has been portrayed in the mass media before and after the SARS-CoV-2 pandemic, and to explore the impact of these portrayals on the profession’s appeal.
Materials and methods: The review followed Joanna Briggs Institute guidelines and the PRISMA ScR checklist. Articles published between 2010 and 2023 in four languages were included and analyzed using the PCC mnemonic (Population, Concept, Context). Data were collected from Medline, CINAHL, Livivo, and Web of Science databases.
Results: Fourteen articles were selected, revealing a shift in the representation of nurses from undervalued figures to media heroes. However, enduring stereotypes limit the public’s perception of nursing skills and hinder the profession’s overall appeal.
Discussion and conclusions: This review underscores the importance of promoting accurate portrayals of the nursing profession in the media to enhance public perception and career attractiveness. The pandemic offers a unique opportunity to redefine nurses as autonomous, competent professionals.
Key words: Nurses, Mass media, Professional image, Scoping review.
Beatrice Birello Infermiera, UOC Medicina Interna Ospedale dell’Angelo Mestre, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Maria Gabriella Procacci Infermiere Coordinatore, UOC Medicina Interna Ospedale dell’Angelo Mestre, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Claudia Piras Infermiera, UOC Medicina Interna Ospedale dell’Angelo Mestre, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Ilenia Chinellato Infermiera Tutor Didattico, Corso di Laurea in Infermieristica, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Introduzione: Il passaggio delle consegne infermieristiche è fondamentale per garantire continuità, sicurezza e qualità dell’assistenza, ponendo la comunicazione come elemento centrale nella relazione di cura. Una trasmissione chiara e strutturata riduce errori clinici, migliorando efficacia e sicurezza. Il metodo bedside, che coinvolge il paziente direttamente al letto, favorisce partecipazione, riduce l’ansia e aumenta la fiducia verso gli infermieri, pur richiedendo attenzione a privacy e formazione specifica. Sebbene gli studi siano prevalentemente internazionali, risulta utile valutare l’applicabilità di questo approccio nel contesto italiano.
Obiettivi: Descrivere la soddisfazione del paziente riguardo l’applicazione del metodo Bedside nursing handover.
Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale trasversale su un campione di convenienza costituito da pazienti ricoverati presso l’Unità di Medicina Interna. La raccolta dati è avvenuta tramite la somministrazione di un questionario nel periodo compreso tra maggio e agosto 2024.
Risultati: Lo studio ha coinvolto 75 pazienti ricoverati in Medicina Interna (40% donne, 60% uomini), con prevalenza di anziani oltre i 76 anni. I risultati hanno mostrato un alto gradimento per le consegne al letto del paziente. La maggioranza ha evidenziato benefici in termini di sicurezza, chiarezza delle informazioni, partecipazione attiva e rafforzamento della relazione con l’infermiere. Complessivamente, il 98,7% ha apprezzato il metodo e il 96% lo ha preferito al modello tradizionale.
Discussione e conclusioni: Le consegne a letto del paziente si dimostrano efficaci per promuovere la sicurezza, la centralità del paziente e la qualità dell’assistenza infermieristica.
Parole chiave: Al letto del paziente; consegne cliniche; Comunicazione; Assistenza infermieristica; Assistenza centrata sul paziente.
Patient satisfaction following the introduction of the bedside nursing handover method in a hub hospital: a cross-sectional study
ABSTRACT
Introduction: Nursing handover is essential to ensure continuity, safety, and quality of care, with communication at the center of the nurse-patient relationship. Clear and structured information transfer reduces clinical errors, improving both effectiveness and safety. The bedside method, involving the patient directly at the bedside, promotes participation, reduces anxiety, and increases trust in nurses, while requiring attention to privacy and specific training. Although most studies are international, evaluating its applicability in the Italian context is useful.
Objectives: To describe patient satisfaction with the implementation of the Bedside Nursing Handover method.
Materials and methods: A cross-sectional observational study was conducted on a convenience sample of patients admitted to the Internal Medicine Unit. Data were collected through a questionnaire administered between May and August 2024.
Results: The study included 75 patients (40% female, 60% male), with a predominance of elderly patients over 76 years. Results showed high satisfaction with bedside handovers, with benefits in terms of safety, clarity of information, active participation, and strengthening of the nurse-patient relationship. Overall, 98.7% of participants appreciated the method, and 96% preferred it over the traditional handover model.
Discussion and conclusions: Bedside nursing handovers are effective in promoting patient safety, patient-centered care, and the overall quality of nursing assistance.
Key words: Bedside; Clinical handover; Communication; Nursing; Patient-centred care.
Emily Alini Infermiera Pronto Soccorso ASST Sette Laghi, Varese, Italia
Adele Talamona Coordinatore Area Sviluppo e Ricerca Clinical Practice ASST Sette Laghi, Varese, Docente di Infermieristica Clinica Applicata Università degli Studi dell’Insubria Varese, Italia
Introduzione: I cambiamenti demografici e la variazione dei pattern epidemiologici di questo secolo sono alla base della necessità di potenziamento della Rete di Cure Palliative. Coerentemente con il bisogno crescente di cure palliative, è necessario fare chiarezza sul ruolo degli Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC), in quanto identificati come professionisti fondamentali per garantire un’assistenza precoce e continuativa al paziente.
Obiettivi: Descrivere gli atteggiamenti degli IFeC nei confronti dell’assistenza di fine vita.
Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale descrittivo utilizzando il Frommentel Attitudes toward Care of the Dying Scale (FACTOD Form B-I), somministrato agli IFeC di quattro diverse sedi dell’ASST dei Sette Laghi.
Risultati: Hanno partecipato allo studio 33 IFeC, maggiormente di sesso femminile e con un’età compresa tra 25 e 60 anni. Dalla somministrazione del FACTOD-B è emerso che il campione ha avuto un punteggio medio di 118,61 (DS 15,19). Non sono emerse correlazioni statisticamente significative con i dati socio anagrafici e professionali.
Discussione e conclusioni: I risultati dello studio evidenziano un atteggiamento complessivamente positivo da parte degli IFeC verso l’assistenza ai pazienti in fase terminale. Tuttavia, investire nella formazione specifica, in particolare su alcuni ambiti, è indispensabile.
Parole chiave: Cure Palliative, Assistenza Domiciliare, Valutazione dei Bisogni, Infermieristica.
The attitude of family and community nurses toward end-of-life care: a descriptive observational study
ABSTRACT
Introduction: The demographic changes and shifting epidemiological patterns of this century underpin the need to strengthen the Palliative Care Network. In line with the growing demand for palliative care, it is necessary to clarify the role of Family Nurses, as they are identified as key professionals in ensuring early and continuous patient care.
Objectives: To describe the attitudes of Family Nurses towards end-of-life care.
Materials and methods: A descriptive observational study was conducted using the Frommentel Attitudes toward Care of the Dying Scale (FACTOD Form B-I), administered to Family Nurses from four different sites of the ASST dei Sette Laghi.
Results: A total of 33 Family Nurses participated in the study, the majority of whom were female and aged between 25 and 60 years. The administration of the FACTOD-B revealed that the sample had an average score of 118.61 (SD 15.19). No statistically significant correlations emerged with socio-demographic or professional data.
Discussion and conclusions: The results of the study highlight an overall positive attitude from Family Nurses towards caring for terminally ill patients. However, investing in specific training, particularly in certain areas, is essential.
Key words: Palliative Care, Home Care Services, Needs Assesment Nursing.
Francesco Zaghini PhD, MSN, RN, Ricercatore, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Italia ORCID: 0000-0002-3327-5751
Valeria Caponnetto PhD, MSN, RN Ricercatrice, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della vita e dell’Ambiente, Università degli Studi dell’Aquila, Italia ORCID: 0000-0003-4573-6110
Marco Di Nitto PhD, MSN, RN Ricercatore Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Genova, Italia ORCID: 0000-0001-8951-622X
Paolo Iovino PhD, MSN, RN Ricercatore, Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli studi di Firenze, Italia ORCID: 0000-0001-5952-881X
Ilaria Marcomini PhD, MSN, RN Assegnista di Ricerca, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano, Italia ORCID: 0000-0001-8096-0199
Valentina Vanzi PhDs, MSc, RN, ped RN, Assegnista di Ricerca, Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica c/o OPI Roma, Centro Interdipartimentale per la Ricerca e la Formazione (CIFAPPS), Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Italia ORCID: 0000-0002-7386-7532
Alessandra Burgio Dirigente di Ricerca, Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), Roma, Italia ORCID: 0000-0001-8017-7452
Stefano Domenico Cicala PhD UOSD Statistica e Flussi Informativi sanitari, AGENAS – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Roma, Italia
ORCID: 0000-0002-2087-3437
Annamaria Bagnasco PhD, MSN, RN, MEdSc, FFNMRCSI Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Ordinario Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Genova, Italia ORCID: 0000-0002-9079-8460
Giancarlo Cicolini PhD, MSN, RN Professore Ordinario, Dipartimento di Tecnologie Innovative in Medicina e Odontoiatria, Università degli Studi “G.d’Annunzio” Chieti – Pescara, Italia ORCID: 0000-0002-2736-1792
Loreto Lancia MSN, RN Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI ,Professore Ordinario Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della vita e dell’Ambiente, Università degli Studi dell’Aquila, Italia ORCID: 0000-0002-2345-1731
Duilio Fiorenzo Manara MSN, RN Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Associato Università Vita-Salute San Raffaele, Milano, Italia ORCID: 0000-0001-5182-6994
Laura Rasero MSN, RN Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Associato Dipartimento di Scienze della Salute Università di Firenze, Italia ORCID: 0000-0003-4460-8002
Gennaro Rocco PhD, MSN, RN, FAAN, FFNMRCSI Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Direttore Scientifico Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica c/o OPI Roma, Italia ORCID: 0000-0002-9211-3752
Loredana Sasso MSN, MEdSc, RN, FAAN, FFNMRCSI Direttore Scientifico CERSI-FNOPI, già Professore Ordinario Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Genova, Italia ORCID: 0000-0001-5886-5937
Rosaria Alvaro MSN, RN, FAAN, FESC Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Ordinario Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Italia ORCID: 0000-0002-4659-1569
Barbara Mangiacavalli MSN, RN Presidente Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche FNOPI, Rome, Italia
Introduzione: L’attività infermieristica ambulatoriale garantisce continuità delle cure e migliori esiti clinici ma non sono chiari i percorsi della loro erogazione ai cittadini e attribuzione dei costi. Tutto ciò dà origine al fenomeno delle “Hidden Nursing Care”.
Obiettivi: Censire, descrivere e misurare le attività infermieristiche erogate nei servizi ambulatoriali in Italia.
Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale descrittivo cross-sectional attraverso un’indagine strutturata composta da 30 domande somministrate a coordinatori/referenti infermieristici e da interviste web semi-strutturate ai dirigenti infermieristici.
Risultati: Lo studio ha coinvolto 23 aziende in 12 regioni italiane, censendo 220 ambulatori. Nel 2023 sono state erogate 1.380.337 prestazioni a 449.224 pazienti. Gli ambulatori hanno prevalentemente sede negli ospedali e sono stati attivati con Delibere Aziendali o Documenti Organizzativi di Dipartimento (N = 57; 28,5% ciascuno). Il 42,3% (N = 93) degli ambulatori afferisce a specialistiche mediche. L’“Ambulatorio Infermieristico Generale” risulta la categoria più rappresentata (N = 103; 46,8%). Il Prelievo di sangue venoso è la prestazione più frequente (N = 471.836; 34,2%). Dalle 12 interviste effettuate ai dirigenti di 8 diverse regioni, è emerso che la responsabilità degli ambulatori infermieristici spesso non è attribuita ai dirigenti infermieristici e non esiste un sistema di attribuzione dei costi e dei ricavi sostenuti/ottenuti.
Discussione e conclusioni: I dati raccolti di questa restituzione preliminare pur rappresentando un contributo conoscitivo delle “Hidden Nursing Care”, hanno evidenziato la mancanza di specifici percorsi standardizzati per la loro erogazione e attribuzione. L’introduzione di un tariffario condiviso potrebbe migliorare l’allocazione delle risorse, ottimizzare i processi e ridurre le liste d’attesa.
Parole chiave: Ambulatori ospedalieri; Servizi infermieristici; Amministrazione dei servizi sanitari; Utilizzo delle risorse sanitarie; Qualità dell’assistenza sanitaria.
Hidden Nursing Care (HNC) in Nurse-Led Outpatient Clinics: Preliminary Results of a Multicentre Exploratory Descriptive Observational Study on the Italian Territory (ENLIGHT-Amb)
ABSTRACT
Introduction: Nursing activities in outpatient settings ensure continuity of care and improved clinical outcomes but the ways in which they are delivered to citizens and the common system of attribution are not clear. This leads to the phenomenon known as Hidden Nursing Care.
Objectives: To record, describe and measure the nursing activities provided in outpatient services in Italy.
Materials and methods: A cross-sectional descriptive observational study was conducted using a structured survey consisting of 30 questions administered to nursing coordinators/leads and through semi-structured web interviews with nursing managers.
Results: The study involved 23 healthcare organizations across 12 Italian regions, surveying a total of 220 outpatient clinics. In 2023, 1.380.337 services were provided to 449.224 patients. Most of the clinics are located within hospital and were officially established through Corporate Resolutions or Departmental Organizational Documents (N = 57; 28,5% each). 42,3% (N = 93) of the clinics fall under medical specialties. “General Nursing Outpatient Clinic” emerged as the most represented category (N = 103; 46,8%). Venous blood sampling was the most frequently provided service (N = 471.836; 34,2%). From the 12 interviews conducted with managers from 8 different regions, it emerged that responsibility for nursing outpatient clinics is often not assigned to nursing managers, and there is no system in place for attributing the costs incurred and revenues generated.
Discussion and conclusions: The collected data of this preliminary report, while representing a knowledge contribution of the Hidden Nursing Care pointed out the absence of specific standardized procedures for their delivery and allocation. The introduction of a recognized fee schedule could improve resource allocation, streamline processes, and potentially reduce waiting times.
Key words: Outpatient Clinics; Nursing Services; Health Services Administration; Health Resource Utilisation; Quality of Health Care.
Alberto Gibellato Dipartimento di Scienze Biomediche, Università Humanitas, Pieve Emanuele, Milano, Italia
Edoardo Manzoni Direttore Generale Istituto Palazzolo, Bergamo, Italia
Beatrice Mazzoleni Dipartimento di Scienze Biomediche, Università Humanitas, Pieve Emanuele, Milano, Italia
Barbara Sappa Direzione Assistenziale Professioni Sanitarie e Sociali, ASST Rhodense, Milano, Italia
Lo scopo di questo progetto di ricerca storica è esplorare il contributo di Camillo de Lellis nella ridefinizione dell’assistenza infermieristica durante il Rinascimento italiano, un’epoca di profonde trasformazioni sociali, culturali ed economiche. L’indagine si concentra sulla transizione dalle istituzioni medievali agli ospedali pubblici, come la Ca’ Granda di Milano, evidenziando l’impatto della “Compagnia delli Servi delli Infermi”, fondata da Camillo, sull’approccio alla cura e sull’organizzazione sanitaria.
Utilizzando il metodo storico di Federico Chabod e il Modello delle Prestazioni Infermieristiche di Marisa Cantarelli come chiave interpretativa, sono stati analizzati 16 documenti selezionati da un corpus di 144 fonti, provenienti da tre archivi italiani, da una raccolta di trascrizioni e da una biografia contemporanea. L’analisi ha evidenziato numerosi bisogni di assistenza infermieristica: dalla cura del corpo e l’igiene personale, perseguiti attraverso la pulizia quotidiana, il cambio della biancheria e il mantenimento della dignità del malato; l’alimentazione e l’idratazione, garantite con pasti adeguati e attenzione alle condizioni dei malati; e l’assistenza al fine vita, con pratiche di accompagnamento spirituale e conforto umano. Camillo promosse un’assistenza centrata sulla persona, fondata su presenza continua, sensibilità morale e strutturazione gerarchica dei ruoli.
Questa ricerca identifica temi centrali come le innovazioni nelle pratiche cliniche globali, l’educazione infermieristica e l’organizzazione sanitaria. In sintesi, lo studio evidenzia come Camillo de Lellis abbia avuto un ruolo cruciale nell’evoluzione dell’assistenza infermieristica, affermandosi come figura chiave nella storia della sanità italiana.
Parole chiave: Storia dell’infermieristica, XVI secolo, XVII secolo, Infermieristica/organizzazione & amministrazione, Italia.
The legacy of Camillo de Lellis: Compassionate care and the organization of assistance in the Italian Renaissance
ABSTRACT
The aim of this historical research project is to explore the contribution of Camillo de Lellis in redefining nursing care during the Italian Renaissance, a period of profound social, cultural, and economic transformations. The investigation focuses on the transition from medieval institutions to public hospitals, such as the Ca’ Granda in Milan, highlighting the impact of the “Compagnia delli Servi delli Infermi”, founded by Camillo, on the approach to care and healthcare organization.
Using Federico Chabod’s historical method and Marisa Cantarelli’s Nursing Performance Model as interpretative tools, 16 documents were analyzed, selected from a corpus of 144 sources, drawn from three Italian archives, a collection of transcriptions, and a contemporary biography.
The analysis highlighted several nursing care needs: from body care and personal hygiene, achieved through daily cleaning, changing of linen, and maintaining the dignity of the sick; to nutrition and hydration, ensured by appropriate meals and attention to the patients’ conditions; and end-of-life care, with practices of spiritual accompaniment and human comfort. Camillo promoted a person-centered care approach, based on continuous presence, moral sensitivity, and hierarchical structuring of roles.
This research identifies central themes such as innovations in global clinical practices, nursing education, and healthcare organization. In summary, the study emphasizes how Camillo de Lellis played a crucial role in the evolution of nursing care, establishing himself as a key figure in the history of Italian healthcare.
Key words: History of Nursing, 16th Century, 17th Century, Nursing/organization & administration, Italy.

RIVISTA BIMESTRALE
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