Un’esperienza formativa basata sulle Fundamentals of Care nella formazione infermieristica: uno studio qualitativo

ISSN: ISSN 2038-0712 – L’Infermiere 2026,63:1, e17 – e27 - DOI: 10.57659/SSI.2026.07 - © Autore/i 2026. Riutilizzo consentito con CC BY-NC. Nessun riutilizzo commerciale. Pubblicato da FNOPI.

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Riassunto

Introduzione: Nei contesti sanitari contemporanei, l’enfasi su produttività ed efficienza tende a marginalizzare le dimensioni relazionali della cura. Il Fundamentals of Care (FoC) Framework, propone un modello teorico che integra gli aspetti fisici, psicologici e relazionali dell’assistenza, ponendo la relazione infermiere–persona come nucleo dell’agire professionale. Nonostante la sua rilevanza, nella formazione infermieristica italiana le FoC restano spesso implicite, con limitate opportunità di apprendimento esperienziale e riflessivo.

Obiettivi: Esplorare come gli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Milano, appartenenti alle tre sedi didattiche coinvolte, descrivono la loro esperienza formativa condivisa, costruita in modo esplicito sul Fundamentals of Care Framework e sviluppata attraverso attività basate su un caso clinico e sul role playing.

Materiali e metodi: Studio qualitativo descrittivo-esplorativo. I dati, raccolti tramite interviste semi-strutturate a un campione di studenti dopo una giornata formativa sulle Fundamentals of Care, sono stati analizzati mediante Analisi Tematica Riflessiva con supporto di NVivo V1.6.2. La raccolta è proseguita fino alla saturazione tematica; l’interpretazione è stata condotta in modo collegiale e riflessivo dal gruppo di ricerca.

Risultati: Dall’analisi delle interviste (n = 15) sono emersi quattro temi: interiorizzazione del significato delle FoC, apprendimento esperienziale, tensioni tra formazione e pratica clinica e consolidamento professionale.

Discussione e conclusioni: L’esperienza formativa ha rafforzato negli studenti la consapevolezza del valore relazionale dell’assistenza, mostrando come tale approccio possa rappresentare un riferimento concreto per integrare teoria e pratica. Il Framework si conferma una guida solida per orientare la formazione e la pratica infermieristica verso una cura riflessiva, coerente e centrata sulla persona.

Parole chiave: Fundamentals of Care; formazione infermieristica; apprendimento esperienziale; relazione di cura; assistenza centrata sulla persona.

A learning experience based on the Fundamentals of Care in nursing education: a qualitative study
ABSTRACT

Introduction: In contemporary healthcare settings, the emphasis on productivity and efficiency often marginalizes the relational dimensions of care. The Fundamentals of Care (FoC) Framework provides a theoretical model that integrates the physical, psychological, and relational aspects of nursing, positioning the nurse–person relationship as the core of professional practice. Despite its relevance, the FoC remains largely implicit in Italian nursing education, with limited opportunities for experiential and reflective learning.

Objectives: To explore how undergraduate nursing students from University of Milan across three teaching sites, describe their shared educational experience explicitly grounded in the Fundamentals of Care Framework and developed through case-based and role playing activities.

Materials and methods: A qualitative descriptive–exploratory study was conducted. Data were collected through semi-structured interviews with a purposive sample of students following a one-day training session on the Fundamentals of Care. Transcripts were analyzed using Reflexive Thematic Analysis with the support of NVivo software V1.6.2. Data collection continued until thematic saturation was achieved, and interpretation was developed through collegial discussion and continuous reflexivity within the research team.

Results: Four main themes emerged from the analysis (n = 15): internalization of the meaning of FoC, experiential learning, tensions between education and clinical practice, and professional consolidation.

Discussion and conclusions: The educational experience strengthened students’ awareness of the relational value of care, demonstrating how this approach can serve as a concrete reference for integrating theory and practice. The Framework represents a robust guide for shaping nursing education and practice toward a reflective, coherent, and person-centred model of care.

Key words: Models, Nursing; Education, Nursing; Learning; Nurse-Patient Relations; Patient-Centered Care.

 


INTRODUZIONE
Negli ultimi anni, l’attività sanitaria si è sviluppata in contesti caratterizzati da una crescente attenzione alla produttività all’efficienza e all’uso ottimale delle risorse  (Grønkjær et al., 2023; Kaldal, Laugesen, et al., 2025). Parallelamente, la letteratura evidenzia, una crescente distanza tra la formazione e la pratica clinica, con implicazioni rilevanti per la qualità e la sicurezza delle cure (Feo, Kitson and Conroy, 2018). In questo scenario, garantire cure fondamentali sicure e personalizzate rappresenta oggi una priorità, ma gli aspetti relazionali risultano spesso meno visibili pur essendo essenziali per una presa in carico rispettosa della dignità della persona (Jangland et al., 2018; Kitson, 2018; Grønkjær et al., 2023; Bagnasco et al., 2025). Nella pratica quotidiana, carichi di lavoro elevati e carenza di personale possono infatti limitare lo spazio per un’assistenza realmente personalizzata, contribuendo a rendere meno visibili le dimensioni relazionali e comunicative della persona (Feo and Kitson, 2016; Orique et al., 2017; Jangland et al., 2018; Palese et al., 2018; Ekermo, Ronnås and Muntlin, 2023; Grønkjær et al., 2023; Bagnasco et al., 2025).
Per rispondere a  queste  criticità, Kitson e colleghi (Kitson et al., 2010; Kitson and Athlin, 2013) hanno sviluppato il Foundamentals of Care (FoC) Framework, un modello che integra in modo sistemico le dimensioni fisiche, relazionali e psicosociali dell’assistenza. Il Framework propone una comprensione unitaria del processo di cura e sottolinea come la relazione terapeutica, l’integrazione dell’assistenza, e le condizioni del contesto organizzativo influenzino l’esperienza di cura e gli esiti assistenziali (Alderman et al., 2018; Feo, Kitson and Conroy, 2018; Grønkjær et al., 2023). Nonostante la sua diffusione internazionale, la letteratura evidenzia come le cure fondamentali non siano sempre garantite in modo coerente ai bisogni degli assistiti, con esiti clinici negativi e costi aggiuntivi per i sistemi sanitari (Alderman et al., 2018).
Sul piano formativo emergono ulteriori  elementi di complessità, poiché il FoC Framework  pur  spesso introdotto  nel  primo anno del percorso universitario, non sempre viene ripreso in modo esplicito negli anni successivi (Alderman et al., 2018; Kaldal, Laugesen, et al., 2025). Questa discontinuità può influenzare la capacità degli studenti di riconoscere i principi delle cure fondamentali e di integrarli nelle esperienze cliniche, come mostrano  diversi studi che segnalano conoscenze e abilità ancora parziali in questo ambito (Gronkaier, 2022; Jangland, 2018; Kaldal, 2025). Nei tirocini clinici infatti, gli studenti osservano talvolta modelli assistenziali che rendono meno visibili le cure fondamentali, contribuendo alla costruzione di un “hidden curriculum” in cui gli aspetti relazionali appaiono subordinati a quelli tecnici (Bagnasco et al., 2017; Alderman et al., 2018; Feo, Kitson and Conroy, 2018). Alla luce di queste criticità, la formazione è chiamata  a sostenere processi di apprendimento progressivo e riflessivo, capaci di rendere più espliciti i principi delle FoC e di favorire una maggiore integrazione tra teoria e pratica (Christianson, 2020; Westerdahl et al., 2022). Diversi studi mostrano come metodologie attive  quali simulazione, role playing, consentano di sviluppare fiducia, consapevolezza e integrazione tra teoria e pratica (Huisman-de Waal et al., 2018; Bodil et al., 2022; Røssland, Svellingen and Røykenes, 2022; Kalanlar and Akkaya, 2024; Kaldal, Laugesen, et al., 2025). In parallelo, il lavoro di gruppo e la riflessione collettiva promuovono la costruzione di significati condivisi e la formazione dell’identità professionale all’interno della comunità di apprendimento (Cant and Cooper, 2017; Feo et al., 2018; Foronda et al., 2020; Mägi et al., 2024).
Nel panorama internazionale le FoC sono state integrate nei curricula attraverso iniziative eterogenee sviluppate in Paesi come Australia, Danimarca, Nuova Zelanda e Svezia (Kaldal, Voldbjerg, et al., 2025). In Italia il Framework è oggetto di crescente interesse ed è sostenuto da iniziative che ne promuovono la diffusione nei percorsi universitari (Bagnasco et al., 2025). Studi precedenti mostrano tuttavia che, anche in presenza di iniziative educative ispirate al Framework, non è ancora chiaro come gli studenti comprendano e attribuiscano significato ai principi delle FoC quando questi vengono proposti in modo esplicito all’interno di attività formative attive e riflessive (Alderman et al., 2018; Feo, Kitson and Conroy, 2018). Approfondire questo aspetto può offrire elementi utili per favorire una maggiore coerenza tra contenuti teorici ed esperienze maturate nei tirocini clinici. In questa prospettiva si inserisce il progetto multicentrico FoC-FORM, coordinato dall’Università di Genova, al quale ha partecipato anche il Corso di Laurea in Infermieristica dell’X X X. Tale progetto ha promosso l’integrazione del Fundamentals of Care Framework nella formazione infermieristica, valutandone l’impatto sugli esiti formativi e assistenziali (Bagnasco et al., 2024). Sulla base di questa esperienza, il Corso di Laurea in Infermieristica dell’X X X ha progettato una giornata formativa centrata sul Framework, coinvolgendo studenti e tutor delle diverse sedi didattiche, e adottando il caso e le attività di role playing sviluppati nell’ambito di FoC-FORM. Il Framework è stato utilizzato come riferimento per guidare la riflessione, favorire il collegamento tra i contenuti teorici e le esperienze cliniche e rendere più riconoscibili i principi delle FoC all’interno del percorso formativo.

OBIETTIVI
Lo studio mira a esplorare come gli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Milano, appartenenti alle tre sedi didattiche coinvolte, descrivono la loro esperienza formativa condivisa, costruita in modo esplicito sul Fundamentals of Care e sviluppata attraverso attività basate su un caso clinico e sul role playing.

MATERIALI E METODI
Disegno dello studio
È stato adottato un disegno qualitativo descrittivo-esplorativo (Hunter, Mccallum and Howes, 2019) appropriato per indagare le descrizioni degli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica relative a una giornata formativa centrata sulle Fundamentals of Care (FoC). Lo studio si colloca in un paradigma qualitativo interpretativo-descrittivo ed è stato condotto secondo la Reflexive Thematic Analysis, utilizzata nella sua applicazione descrittiva per organizzare e rappresentare i contenuti emergenti dalle narrazioni degli studenti. Questo approccio è stato scelto per la sua capacità di indagare i significati soggettivi attribuiti a un’esperienza formativa simulata, finalizzata a promuovere la riflessione e la consapevolezza relazionale. La conduzione dello studio si è ispirata ai principi di trasparenza, riflessività e coerenza epistemologica propri dell’approccio di Analisi Tematica Riflessiva (Braun et al., 2025).

Contesto
Lo studio ha coinvolto tre sedi del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Milano: la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e l’ASST Melegnano e della Martesana. La giornata formativa si è svolta in presenza nel mese di luglio 2025, riunendo studenti e tutor delle tre sedi in un’unica sessione congiunta svolta nelle aule universitarie dell’Università degli Studi di Milano. L’attività, parte di un progetto formativo innovativo dedicato alle FoC, mirava a stimolare una riflessione condivisa sulle dimensioni fisiche, psicologiche e relazionali della cura infermieristica, in linea con il Fundamentals of Care Framework (Kitson et al., 2010; Feo, Kitson and Conroy, 2018).

Struttura e contenuti dell’esperienza formativa
L’attività è stata organizzata in più momenti integrati e complementari. In apertura, una sessione plenaria ha introdotto i principi teorici delle Fundamentals of Care e ha favorito la condivisione di finalità e aspettative comuni tra studenti e tutor didattici delle tre sedi. Alla sessione ha partecipato anche una neolaureata in Infermieristica che, negli anni precedenti, aveva preso parte al progetto FoC-FORM sull’integrazione del FoC Framework nella formazione infermieristica universitaria (Bagnasco et al., 2024). La sua testimonianza ha offerto agli studenti una prospettiva concreta sull’applicazione del modello nella pratica clinica, creando un collegamento significativo tra il percorso accademico e la realtà professionale. Successivamente, gli studenti sono stati suddivisi in piccoli gruppi, ciascuno guidato da due tutor della didattica, per analizzare il caso clinico “La Signora Maria”. Il caso, utilizzato come parte integrante del progetto FoC-FORM, rappresentava una situazione assistenziale caratterizzata da bisogni fisici, psicologici e relazionali interconnessi. A partire dal caso, gli studenti hanno partecipato a una simulazione mediante role playing centrata sulla gestione di una relazione assistenziale complessa, nella quale la paziente manifestava frustrazione e rabbia legate al mancato soddisfacimento dei bisogni fondamentali di cura. L’attività ha permesso agli studenti di mettere in pratica e approfondire le competenze comunicative, relazionali ed etiche al centro delle FoC, favorendo la consapevolezza del ruolo infermieristico nel riconoscere e rispondere ai bisogni insoddisfatti della persona assistita. La simulazione si è conclusa con un debriefing riflessivo, guidato dai tutor, finalizzato alla rielaborazione critica delle dinamiche emerse e alla condivisione delle esperienze tra pari. L’integrazione di momenti collettivi e attività in piccoli gruppi ha garantito un confronto inter-sede strutturato, utile a promuovere la partecipazione attiva e la riflessione condivisa sui principi fondamentali della cura infermieristica.

Partecipanti e reclutamento
Al termine della giornata formativa è stata avviata la fase qualitativa dello studio. Il reclutamento è avvenuto attraverso un campionamento propositivo con adesione volontaria, rivolto agli studenti del secondo anno delle tre sedi didattiche che avevano partecipato all’intera attività formativa. Sono stati inclusi gli studenti che dopo aver completato la giornata, hanno espresso interesse e fornito il consenso informato scritto. Il campione comprendeva partecipanti provenienti da tutte le sedi coinvolte, con presenza sia femminile sia maschile e con un’età corrispondente alla fascia tipica del secondo anno del Corso di Laurea in Infermieristica. Non si sono registrati rifiuti né ritiri.

Raccolta dati
Le interviste semi-strutturate sono state condotte entro dieci giorni dall’esperienza, per consentire agli studenti una riflessione ancora ancorata al momento formativo vissuto. La scelta di questo intervallo temporale mirava a mantenere la vicinanza all’esperienza, preservando percezioni ed emozioni ancora vive, e al tempo stesso a offrire uno spazio di elaborazione utile a una narrazione più consapevole. Sono state realizzate da un ricercatore esterno all’attività, al fine di favorire un clima di apertura e spontaneità nelle risposte. Le interviste si sono svolte in presenza, in aule riservate delle sedi universitarie coinvolte, per garantire un ambiente tranquillo e privo di interferenze. Ogni colloquio è stato audio-registrato mediante un dispositivo digitale e successivamente trascritto in forma integrale. La traccia di intervista semi-strutturata è stata elaborata a partire da una revisione della letteratura sulle esperienze formative basate sul FoC Framework e sull’apprendimento riflessivo in simulazione. Essa comprendeva domande aperte volte a esplorare le percezioni, le emozioni e le riflessioni degli studenti sull’esperienza formativa, articolate in tre aree principali: la percezione generale dell’esperienza, la comprensione del modello concettuale e le implicazioni per la pratica e la formazione. Tra gli esempi più rappresentativi figurano: “Quali sono state le tue impressioni generali rispetto all’esperienza formativa sulle FoC?”, “In che modo il caso studio e lo scenario proposto ti hanno aiutato a comprendere meglio il concetto di FoC?” e “Quali aspetti delle FoC pensi siano più difficili da applicare nella pratica clinica quotidiana?”. Le interviste, condotte in lingua italiana, sono state registrate in formato audio, trascritte integralmente e anonimizzate.

Analisi dei dati e rigorosità
L’analisi dei dati è stata condotta secondo l’approccio dell’Analisi Tematica Riflessiva (Braun and Clarke, 2006, 2019; Braun, V., & Clarke, 2020), con il supporto del software NVivo V1.6.2 (Dhakal, 2022) per la codifica e l’organizzazione sistematica delle trascrizioni. Il metodo è stato scelto per la sua coerenza con un disegno qualitativo esplorativo e per la capacità di valorizzare i significati attribuiti dai partecipanti. L’Analisi Tematica Riflessiva è risultata particolarmente adeguata poiché consente un approccio flessibile e riflessivo all’interpretazione dei dati, in linea con gli obiettivi dello studio (Braun and Clarke, 2019). La codifica iniziale è stata condotta da due ricercatrici che hanno lavorato in modo indipendente leggendo ripetutamente le trascrizioni per acquisire una visione d’insieme, individuando successivamente unità di significato e codici descrittivi. Le eventuali discrepanze interpretative sono state discusse collegialmente fino a raggiungere una convergenza, in coerenza con l’approccio riflessivo proposto da Braun & Clarke. Nel corso del processo analitico, ciascuna ricercatrice ha mantenuto un breve diario riflessivo per annotare impressioni, intuizioni analitiche e potenziali influenze del proprio posizionamento professionale. Queste annotazioni hanno sostenuto il confronto interpretativo e favorito la trasparenza del processo analitico. La codifica è stata condotta in modo induttivo, consentendo ai temi di emergere direttamente dai dati (Cypress, 2018). I codici iniziali sono stati progressivamente aggregati in sottotemi e temi principali. La raccolta dei dati è stata guidata dal criterio di adeguatezza e ricchezza dei dati, raggiunto quando le interviste hanno espresso  una complessità ritenuta adeguata per rispondere agli obiettivi dello studio (Braun and Clarke, 2021). L’intero processo analitico è stato accompagnato da momenti di confronto collegiale volti a garantire coerenza interpretativa, trasparenza e fedeltà alle esperienze raccontate. La qualità metodologica è stata assicurata applicando i criteri di credibilità, trasferibilità e confermabilità (Lincoln & Guba, 1985) e mantenendo costante la riflessività del gruppo di ricerca. Alcuni elementi del MIRACLE framework (Younas et al., 2023) sono stati utilizzati per sostenere la presentazione dei risultati, in particolare per organizzare la thick description, favorire la contestualizzazione delle esperienze riportate e rendere più chiara la costruzione narrativa dei temi emersi.

Considerazioni etiche
Lo studio non ha richiesto l’approvazione di un comitato etico, poiché ha coinvolto esclusivamente studenti universitari e non ha previsto la raccolta di dati clinici o di categorie particolari di dati personali. Tuttavia, sono stati adottati tutti gli standard etici previsti dalla normativa vigente. La partecipazione è avvenuta su base volontaria, previa informativa dettagliata e consenso scritto. L’anonimato è stato garantito in ogni fase mediante attribuzione di codici alfanumerici e rimozione di qualsiasi dato identificativo dalle trascrizioni. La gestione, l’archiviazione e l’analisi dei dati sono avvenute nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. 196/2003, come modificato dal D.Lgs. 101/2018, con conservazione dei file in archivi protetti e accessibili esclusivamente al team di ricerca. Particolare attenzione è stata posta alla potenziale asimmetria relazionale tra studenti e docenti: le interviste sono state condotte da un ricercatore non coinvolto nella valutazione accademica degli studenti, per ridurre ogni possibile condizionamento e tutelare la libertà di espressione.

RISULTATI
Il campione era composto da quindici studenti, provenienti da tre sedi formative dell’Università degli Studi di Milano: cinque dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, sei dall’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e quattro dall’ASST Melegnano e della Martesana. In Tabella 1 sono riportate le caratteristiche del campione.

Tabella 1 – Caratteristiche del campione di studenti partecipanti allo studio (n = 15).

Caratteristiche n %
Sede formativa
– Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori 5 33,3
– ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda 6 40,0
– ASST Melegnano e della Martesana 4 26,7
Genere
– Femminile 11 73,3
– Maschile 4 26,7
Età (media ± DS) 22,4 ± 3,6 anni

 

I 245 codici emersi dall’analisi sono stati raggruppati in quattro temi principali, ciascuno articolato in due sottotemi che ne approfondiscono le dimensioni di significato. La mappa tematica emersa dall’analisi è riportata in Tabella 2.

Tabella 2 – Temi principali e sottotemi.

Tematiche principali e sottotemi presi in esame durante le interviste
Interiorizzazione del significato delle FoC – La scoperta della centralità relazionale

– Valore formativo e trasformativo dell’esperienza

Apprendimento attraverso l’esperienza simulata – Assumere il ruolo professionale

– Vulnerabilità e crescita personale

Tensioni tra formazione e pratica clinica – Vincoli organizzativi osservati

– Modelli professionali dissonanti

Consolidamento formativo e coerenza professionale – Rafforzare la dimensione esperienziale

– Continuità tra università e contesto clinico

 

Tema 1. Visione strategica e culturale della leadership
Il primo tema riflette il processo attraverso cui gli studenti hanno riconosciuto il valore delle Fundamentals of Care fondamento della relazione infermieristica e della qualità dell’assistenza. Come sintetizzato da una studentessa, “E’ stato rilevante ricordarci che la parte appunto di relazione col paziente era la parte fondamentale perché da là tu riesci a capire cosa puoi far raggiungere a quella persona” (Studente 6). Questo passaggio esprime con chiarezza l’emergere di una maggiore consapevolezza del ruolo relazionale nella pratica infermieristica.

Sottotema 1.1 La scoperta della centralità relazionale
L’esperienza formativa ha stimolato negli studenti una riflessione profonda sulla dimensione relazionale dell’assistenza, riconosciuta come elemento fondante della qualità della cura. Molti studenti hanno riscoperto, attraverso le FoC, l’importanza di un approccio consapevole e centrato sulla persona.

“Le FoC sono alla base della relazione con il paziente […] sembrano semplici, ma richiedono molta consapevolezza.” (Studente 3)

“Quando si parla di pratica clinica si pensa che sia tutto tecnico, ma in realtà la relazione è la base.” (Studente 5)

La riflessione condivisa ha messo in luce come la comunicazione, l’ascolto e la fiducia rappresentino elementi essenziali del prendersi cura.

Sottotema 1.2 Valore formativo e trasformativo dell’esperienza

La giornata formativa è stata percepita come un’occasione di apprendimento autentico, capace di integrare teoria, confronto e riflessione personale. Gli studenti l’hanno descritta come un’esperienza attiva e significativa.

Non solo teoria, ma occasione di confronto, utile per lavorare in gruppo e riflettere.” (Studente 2)

“Mi ha formata perché mi ha fatto capire chi non voglio essere.” (Studente 3)

L’attività ha assunto un valore trasformativo, rafforzando la consapevolezza del ruolo infermieristico e l’importanza della dimensione relazionale nella cura.

Tema 2. Apprendimento attraverso
Il secondo tema mette in luce il valore dell’esperienza simulata come spazio di apprendimento riflessivo, in cui gli studenti hanno potuto esplorare la complessità della relazione di cura, assumendo attivamente il ruolo professionale e confrontandosi con le proprie emozioni. Come ha osservato uno studente, “attività del genere secondo me sono abbastanza utili, anche semplicemente per capire gli errori che si fanno, cosa ci serve per fare meglio” (Studente 8), evidenziando come il role playing abbia reso tangibile l’impatto relazionale dell’agire infermieristico.

Sottotema 2.1 Assumere il ruolo professionale

Il role playing ha permesso agli studenti di immedesimarsi nel ruolo dell’infermiere, sperimentando concretamente la complessità della relazione di cura. Hanno compreso come ogni gesto, parola o atteggiamento possa influenzare la percezione del paziente.

“Interpretare il ruolo dell’infermiera mi ha fatto capire che ogni gesto, ogni parola che utilizziamo può influenzare in modo positivo o negativo come vive il paziente la cura.” (Studente 9)

“Mi sono resa conto che, anche se era una simulazione, le mie parole hanno fatto in modo che la persona si fidasse un po’ di me, ed è stato appagante.” (Studente 3)

L’esperienza è stata vissuta come un’occasione di apprendimento attivo, che ha permesso di riconoscere l’impatto comunicativo del proprio agire e di consolidare la consapevolezza del ruolo professionale.

Sottotema 2.2 Vulnerabilità e crescita personale

La simulazione ha esposto gli studenti a situazioni emotivamente impegnative, generando inizialmente disagio e insicurezza, ma anche un’importante occasione di crescita.

“Siamo andati leggermente in panico, però l’ho vista come una cosa positiva.” (Studente 5)

“L’importanza di poter provare anche prestando attenzione ad ascoltare l’altra persona e a capire quali erano le reali necessità e quindi provare anche ad immedesimarsi”. (Studente 11)

La vulnerabilità sperimentata è diventata un passaggio di consapevolezza, trasformando l’incertezza in apprendimento professionale e rafforzando la capacità di immedesimarsi nella prospettiva dell’altro.

Tema 3. Tensione tra formazione e pratica clinica
Il terzo tema mette in evidenza la distanza percepita dagli studenti tra la formazione teorica e la realtà dei contesti clinici. Come sintetizzato da uno studente, “Siamo principalmente concentrati sul tempo che non c’è oppure diamo priorità a cose diverse rispetto ai bisogni dei pazienti” (Studente 13), esprimendo con immediatezza il senso di disallineamento che caratterizza l’esperienza clinica. Dalle loro riflessioni emergono le difficoltà legate ai vincoli organizzativi e la presenza di modelli professionali non sempre coerenti con i principi del FoC Framework.

Sottotema 3.1 Vincoli organizzativi osservati
Durante le esperienze di tirocinio, gli studenti hanno evidenziato come le condizioni organizzative possano ostacolare l’applicazione dei principi delle FoC. Tra i principali limiti sono stati citati la carenza di personale, il tempo insufficiente e l’elevato numero di persone assistite.

“L’infermiere non è che non voglia ascoltare, ma deve compensare troppe cose nello stesso tempo.” (Studente 6)

“Mi è capitato di vedere poca attenzione alla comunicazione, ma era dovuto alla fretta, alla carenza di personale e ai carichi di lavoro elevati.” (Studente 2)

Queste osservazioni mettono in luce come i vincoli organizzativi possano compromettere la qualità relazionale dell’assistenza, rendendo difficile un approccio realmente centrato sulla persona, come proposto dal FoC Framework.

Sottotema 3.2 Modelli professionali dissonanti
Oltre ai limiti organizzativi gli studenti hanno riflettuto sui modelli professionali osservati nei contesti clinici, evidenziando talvolta discrepanze tra i valori appresi in aula e le pratiche reali.

“Il tempo è sempre un po’ una scusa, forse è più la stanchezza o i problemi personali che ci fanno perdere la pazienza.” (Studente 15)

“Penso che è la pazienza che manca, il tempo, il personale … sono tante le cose che purtroppo nella nostra professione non stanno andando.” (Studente 1)

Queste riflessioni mostrano la capacità degli studenti di osservare con lucidità la distanza tra formazione ideale e realtà operativa. La mancanza di tempo, pur riconosciuta come barriera, viene interpretata anche come segnale di un atteggiamento più profondo: non è la quantità di tempo a determinare la qualità dell’assistenza, ma la capacità di essere presenti nella relazione di cura.

Tema 4. Consolidamento formativo e coerenza professionale
Il quarto tema raccoglie le riflessioni degli studenti sul valore dell’esperienza vissuta e sulle prospettive future della formazione infermieristica. Come sintetizzato da uno studente, “Oltre alla parte teorica, secondo me è importante ritagliare un momento per fare queste simulazioni pratiche, cioè anche riflessioni su casi, come quello che abbiamo fatto durante il corso delle FoC” (Studente 10), evidenziando il desiderio di una maggiore coerenza tra università e contesti clinici nella diffusione dei principi delle FoC. Dalle loro parole emerge il desiderio di consolidare gli apprendimenti attraverso modalità più esperienziali e la consapevolezza della necessità di una maggiore continuità tra università e pratica clinica, per rendere i principi delle FoC parte integrante della cultura professionale.

Sottotema 4.1 Rafforzare la dimensione esperienziale
Gli studenti hanno espresso il desiderio di consolidare quanto appreso attraverso attività formative più pratiche e immersive. La simulazione è stata percepita come particolarmente utile per comprendere la complessità dei bisogni assistenziali e per tradurre la teoria in comportamenti professionali concreti.

“Sarebbe importante per la formazione universitaria fare più simulazioni di pratica, anche tra noi compagni, tra esseri umani, non solo con un manichino.” (Studente 4)

“Magari che ci siano più incontri di questo genere, che sia più frequente: simulazioni, lavoro sui casi.” (Studente 6)

Le riflessioni convergono sull’importanza di affiancare alla didattica teorica momenti di esercitazione, confronto e riflessione guidata, in grado di potenziare la consapevolezza relazionale e la capacità di integrare i principi delle FoC nella pratica professionale.
Tali considerazioni suggeriscono la necessità di orientare le future strategie didattiche verso approcci formativi esperienziali, continuativi e basati sulla riflessione.

Sottotema 4.2 Continuità tra Università e contesto clinico
Nel passaggio dalla formazione alla pratica, gli studenti hanno riconosciuto la necessità di una maggiore coerenza tra quanto appreso e quanto osservato nei contesti clinici, sottolineando l’importanza di una cultura professionale condivisa.

“Il tema delle FoC nella pratica clinica non in tutti i reparti è molto accentuato.” (Studente 3)

“È un fondamento da integrare in tutto il personale sanitario.” (Studente 14)

Le loro riflessioni evidenziano l’esigenza di costruire un continuum formativo che colleghi università e realtà cliniche, favorendo la traduzione dei principi delle FoC in comportamenti coerenti, osservabili e sostenibili nella quotidianità assistenziale. In questa prospettiva, la connessione tra formazione accademica e pratica clinica rappresenta non solo un obiettivo pedagogico, ma una condizione essenziale per promuovere un’identità professionale matura e una cultura dell’assistenza centrata sulla relazione e sulla persona.

DISCUSSIONE
L’esperienza formativa basata sulle FoC ha consentito agli studenti di riflettere in modo profondo sulla dimensione relazionale dell’assistenza, riconosciuta come nucleo essenziale della cura infermieristica. I risultati mostrano un’evoluzione nella consapevolezza: da una visione prevalentemente tecnico-procedurale dell’assistenza verso un approccio più integrato e centrato sulla persona (Jangland et al., 2018). L’incontro con le FoC ha reso evidente il valore dei gesti, delle parole e delle attenzioni quotidiane, spesso considerate secondarie ma determinanti per la qualità dell’assistenza. Questa prospettiva si colloca nei principi del FoC Framework, che sottolinea l’interconnessione tra dimensioni fisiche, psicologiche e relazionali del prendersi cura (Kitson et al., 2010; Feo, Kitson and Conroy, 2018), offrendo un orientamento teorico e valoriale capace di sostenere una pratica infermieristica riflessiva centrata sulla persona. La simulazione effettuata con l’utilizzo dei role playing ha costituito un momento formativo di particolare intensità. Essa ha permesso agli studenti di immedesimarsi nel ruolo professionale, sperimentando la complessità della relazione infermiere-paziente e la gestione di situazioni emotivamente impegnative. Le iniziali sensazioni di disagio e vulnerabilità si sono rivelate occasioni di apprendimento profondo, contribuendo allo sviluppo di competenze relazionali e riflessive (Bodil et al., 2022; Røssland, Svellingen and Røykenes, 2022; Kalanlar and Akkaya, 2024; Kaldal, Laugesen, et al., 2025). Il confronto tra pari e la condivisione delle esperienze all’interno del gruppo hanno inoltre contribuito a rafforzare la consapevolezza relazionale e il senso di appartenenza alla comunità professionale, sostenendo processi di apprendimento collaborativo e riflessivo. Lo studio ha evidenziato anche alcune difficoltà nel trasferire i principi delle FoC nella pratica clinica quotidiana. La scarsità di tempo, la carenza di personale e la pressione organizzativa sono state percepite come ostacoli già ampiamente documentati in letteratura (Bagnasco et al., 2017; Palese et al., 2018). Questi elementi confermano la distanza che talvolta separa la formazione universitaria dalla realtà assistenziale, dove i vincoli strutturali e organizzativi possono limitare lo spazio per la relazione e la riflessione  (Kitson et al., 2010; Feo and Kitson, 2016; Ekermo, Ronnås and Muntlin, 2023). Nonostante tali criticità, gli studenti hanno evidenziato il valore dell’apprendimento esperienziale e della riflessività, auspicando una maggiore integrazione di simulazioni, casi clinici e momenti di confronto guidato (Huisman-de Waal et al., 2018). Questa visione è coerente con le prospettive educative che valorizzano l’apprendimento attivo e la co-costruzione del sapere, promuovendo lo sviluppo di un pensiero critico e riflessivo (Christianson, 2020; Westerdahl et al., 2022). I  risultati di questo studio,  suggeriscono che il FoC Framework possa essere ulteriormente valorizzato nei curricula infermieristici, non solo come riferimento teorico, ma come guida trasversale per la progettazione didattica (Alderman et al., 2018; Feo et al., 2018; Nowell et al., 2023). Strategie educative basate sull’apprendimento esperienziale e sul debriefing riflessivo possono rafforzare la connessione tra sapere e agire, sostenendo la formazione di professionisti consapevoli del valore relazionale della cura. Il coinvolgimento  diretto degli assistenti di tirocinio e dei contesti clinici nella co-progettazione di tali percorsi potrebbe rappresentare  inoltre un elemento chiave per favorire una cultura condivisa del “prendersi cura”, fondata su valori comuni e su pratiche coerenti (Nowell et al., 2023). La collaborazione tra sedi formative, identificata come punto di forza, ha sottolineato l’importanza del dialogo tra contesti educativi diversi nel consolidare processi riflessivi e l’identità professionale. Questo studio offre un contributo alla letteratura italiana sulle Fundamentals of Care descrivendo come gli studenti attribuiscono significato a un’attività formativa costruita in modo esplicito sul FoC Framework. L’analisi mette in luce alcune dimensioni della comprensione delle FoC e della consapevolezza relazionale degli studenti che risultano poco documentate nel contesto nazionale, fornendo spunti utili alla riflessione sul modo in cui tali principi vengono recepiti durante il percorso formativo. Tale evidenza, tuttavia, deve essere interpretata considerando alcuni limiti metodologici dello studio, tra cui il numero ristretto di partecipanti e il contesto formativo specifico. Anche, la raccolta dei dati in un periodo ravvicinato all’esperienza potrebbe aver privilegiato l’immediatezza emotiva delle riflessioni, limitando la possibilità di cogliere elaborazioni più distanziate e mature. Inoltre, il campione era relativamente omogeneo per anno di corso e composto prevalentemente da studentesse, caratteristiche che possono aver influenzato il modo in cui l’esperienza è stata vissuta e narrata. Nonostante questi limiti, la ricchezza e l’autenticità delle narrazioni raccolte hanno permesso di delineare con chiarezza i processi di apprendimento e consapevolezza maturati dagli studenti durante l’esperienza, offrendo spunti concreti per il miglioramento della formazione infermieristica centrata sulle FoC.

CONCLUSIONI
L’esperienza formativa ha messo in luce il valore delle FoC come cornice concettuale capace di orientare gli studenti verso una visione più consapevole, riflessiva e relazionale della cura infermieristica. La combinazione di simulazione, confronto e riflessione ha favorito l’integrazione tra sapere teorico, esperienza e dimensione comunicativa, sostenendo lo sviluppo dell’identità professionale. I risultati suggeriscono l’importanza di consolidare nei curricula universitari percorsi formativi basati su esperienze attive e riflessive, in cui il FoC Framework sia assunto non solo come riferimento teorico, ma come filo conduttore della progettazione didattica e della supervisione clinica. In prospettiva, dal punto di vista della ricerca e della pratica, sarebbe utile sviluppare studi longitudinali per approfondire l’impatto di tali esperienze sulla costruzione delle competenze relazionali e sull’allineamento tra formazione e contesto assistenziale, promuovendo una cultura educativa e professionale centrata sulla persona e sulla qualità della relazione. Un’integrazione più sistematica delle FoC nella formazione infermieristica potrebbe infatti contribuire a rendere maggiormente coerenti i curricula con una pratica clinica autenticamente relazionale e orientata alla persona, offrendo indicazioni utili per l’evoluzione dei percorsi formativi in Italia.

Conflitto di interessi
Gli altri autori dichiarano di non avere conflitti di interessi.

Finanziamenti
Lo studio non ha ricevuto finanziamenti specifici da enti pubblici, commerciali o senza scopo di lucro.

Ringraziamenti
Si ringraziano i Direttori Didattici e gli studenti delle sezioni del Corso di Laurea in Infermieristica coinvolti nell’esperienza formativa sulle Fundamentals of Care per la preziosa collaborazione e il contributo alla realizzazione dello studio.

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