L’impatto della pandemia da SARS-COV-2 sull’immagine e sull’attrattività della professione infermieristica nel sistema mediatico: una scoping review

ISSN: ISSN 2038-0712 – L’Infermiere 2025,62:4, e174 – e192 - DOI: 10.57659/SSI.2026.03 - © Autore/i 2025. Riutilizzo consentito con CC BY-NC. Nessun riutilizzo commerciale. Pubblicato da FNOPI.

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Riassunto

Introduzione: La pandemia da SARS-CoV-2 ha portato grande attenzione mediatica alla professione infermieristica, spesso raffigurata come eroica, ma accompagnata da stereotipi dannosi per la professione. La percezione pubblica degli infermieri, influenzata dai mass media, ha subito una trasformazione significativa durante questo periodo.

Obiettivi: Questa scoping review si propone di esplorare come i mass media hanno rappresentato la professione infermieristica prima e dopo la pandemia da SARS-CoV-2 e di indagare l’influenza di queste rappresentazioni sull’attrattività della professione.

Materiali e metodi: La revisione è stata condotta seguendo le linee guida del Joanna Briggs Institute e la checklist PRISMA ScR. Sono stati inclusi articoli pubblicati dal 2010 al 2023 in quattro lingue, analizzati secondo il mnemonic PCC (Population, Concept, Context). Le banche dati consultate sono: Medline, CINAHL, Livivo e Web of Science.

Risultati: Sono stati selezionati 14 articoli che evidenziano un cambiamento nella rappresentazione degli infermieri, da figure sottovalutate a eroi mediatici. Tuttavia, permangono stereotipi che limitano la percezione delle competenze infermieristiche e ostacolano l’attrattività della professione.

Discussione e conclusioni: Questa revisione evidenzia l’importanza di promuovere una rappresentazione accurata della professione infermieristica nei media, per migliorarne la percezione pubblica e l’attrattività. La pandemia offre un’opportunità unica per ridefinire l’immagine degli infermieri come professionisti autonomi e competenti.

Parole chiave: Infermieri, Mass media, Immagine professionale, Scoping review.

Impact of the SARS-COV-2 pandemic on the nursing profession image and attractiveness in the media system: a scoping review
ABSTRACT

Introduction: The SARS-CoV-2 pandemic has amplified media attention on nursing, often depicting nurses as heroic figures while reinforcing harmful stereotypes. Public perceptions of nurses, shaped by mass media, underwent a notable transformation during this period.

Objectives: This scoping review aims to examine how the nursing profession has been portrayed in the mass media before and after the SARS-CoV-2 pandemic, and to explore the impact of these portrayals on the profession’s appeal.

Materials and methods: The review followed Joanna Briggs Institute guidelines and the PRISMA ScR checklist. Articles published between 2010 and 2023 in four languages were included and analyzed using the PCC mnemonic (Population, Concept, Context). Data were collected from Medline, CINAHL, Livivo, and Web of Science databases.

Results: Fourteen articles were selected, revealing a shift in the representation of nurses from undervalued figures to media heroes. However, enduring stereotypes limit the public’s perception of nursing skills and hinder the profession’s overall appeal.

Discussion and conclusions: This review underscores the importance of promoting accurate portrayals of the nursing profession in the media to enhance public perception and career attractiveness. The pandemic offers a unique opportunity to redefine nurses as autonomous, competent professionals.

Key words: Nurses, Mass media, Professional image, Scoping review.

 


INTRODUZIONE
I media svolgono un ruolo fondamentale nell’informazione all’opinione pubblica, ma non tutti gli elementi che descrivono il contesto sociale sono equamente rappresentati. In riferimento al contesto di salute, emerge una limitata alfabetizzazione della popolazione che si traduce in scarsa conoscenza delle specifiche dei servizi sanitari, delle attività e delle responsabilità dei singoli professionisti (Garcia e Quershi, 2022).
Entrando nel merito della professione infermieristica, questa mancanza di conoscenza non riconosce l’evoluzione che la professione ha avuto nel corso degli anni, mantenendola legata a stereotipi che descrivono una professione prevalentemente femminile, subordinata al medico (Garcia e Quershi, 2022; Gradellini e Ibatici, 2022; Peng, 2022, Zamanzadeh e Valizadeh et al., 2013), spesso senza riconoscimento di competenze e responsabilità specifiche (Blandón, 2021; Girvin e Jackson et al., 2016), con scarsa considerazione sociale (Clow e Ricciardelli et al., 2014).
La pandemia da SARS-CoV 2 ha portato gli infermieri sotto i riflettori della cronaca e non solo, con un impatto mai visto prima: la professione è stata protagonista della gestione pandemica e gli infermieri sono stati riconosciuti nella loro dedizione e professionalità, oltre che descritti come eroi, in un momento difficilissimo della nostra storia (Gradellini e Ibatici, 2022). Questo riconoscimento, tuttavia, ha avuto breve durata: da un lato, infatti, sono presto emersi episodi di isolamento e stigma legati al timore di contagio dai professionisti operanti in prima linea (Gradellini e Ibatici, 2022; Barello e Falcó-Pegueroles et al., 2020; Bhattacharya e Banerjee et al., 2020; Cabarkapa e Nadjidai et al., 2020), dall’altro sono riemersi i vecchi stereotipi precedentemente citati (Van der Cingel e Brouwer, 2021). In riferimento alla figura dell’infermiere, dalla letteratura emerge scarsa conoscenza del ruolo, delle attività e delle responsabilità dell’infermiere. (Zamanzadeh e Purabdollah et al., 2022).
Gli elementi precedentemente riportati, tra i quali lo stigma, hanno contribuito a creare un’immagine distorta della professione, distante dalla realtà, che arriva ad ostacolare lo sviluppo della professione stessa, con impatto sulla qualità dell’assistenza, sulla fiducia dell’utenza, sulla soddisfazione lavorativa degli infermieri e, conseguentemente, sull’attrattività della professione (Blandón, 2021). La mancanza di un’immagine pubblica forte, infatti, insieme alle difficoltà di reclutamento e fidelizzazione (Cao e Chen et al., 2021), potrebbe essere una delle ragioni per cui i giovani non sembrano interessati a intraprendere la professione (Robin e Schaffert, 2016). L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’International Council of Nurses (ICN), nella campagna Nursing Now, denunciano una grave carenza di personale infermieristico a livello mondiale, stimata intorno a quasi sei milioni di professionisti (Roth e Wensing et al., 2022). Tale carenza distingue due problematiche: la mancanza effettiva di personale e infermieri qualificati che scelgono di abbandonare la professione a causa di condizioni lavorative non soddisfacenti (orari di lavoro gravosi, poca autonomia professionale, violenza e minacce sul luogo di lavoro) e di un mancato investimento sulle risorse umane (bassa retribuzione e scarso riconoscimento della reale responsabilità come professionisti) (Roth e Wensing et al., 2022; Stopper, 2022). In contrapposizione, la necessità di personale infermieristico è in forte crescita, influenzata dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dal prossimo pensionamento di un grande numero di infermieri (Roth e Wensing et al., 2022). Insieme a tali dati, occorre considerare il calo di iscrizioni nei corsi di laurea in Infermieristica (Roth e Wensing et al., 2022): se tra le motivazioni che spingono gli studenti a scegliere un corso di laurea nel settore emerge la possibilità di sbocchi professionali, seguita da un orientamento alla pratica e alla rilevanza della formazione, va, tuttavia, riconosciuto che tali elementi stanno perdendo importanza e interesse nelle nuove generazioni (Macdiarmid e Turner, et al. 2021; Wu e Low et al., 2015).
Da quanto emerso dalla letteratura, risulta chiaro che la professione non sia ancora conosciuta e riconosciuta a livello sociale (Peng, 2022) e altrettanto chiaramente emerge la necessità di conoscere approfonditamente come i media descrivono la professione, insieme al possibile impatto che questo può avere sull’assistenza (Girvin e Hutchinson, 2016).
Questo permetterebbe di rendere visibile l’invisibile della professione, aumentando una presenza mediatica, corrispondente al contesto reale e in grado di rendere la professione conosciuta e rispettata come risorsa fondamentale della salute globale (Peng, 2022), in linea con quanto promosso dall’ICN (ICN, 2021).
Dalla letteratura, infatti, emerge come la pandemia ha avuto un impatto ambivalente sulla percezione della professione infermieristica: ha accresciuto l’attenzione dei media, descrivendo una professione che richiede dedizione e sacrificio, ma non ha portato attenzione sulle competenze specialistiche e sull’autonomia professionale (Foà e Bertuol et al. 2021). Inoltre, la narrazione eroica non ha portato a miglioramenti concreti delle condizioni lavorative, contribuendo all’insoddisfazione professionale (Gradellini e Ibatici, 2022) e, conseguentemente, al fenomeno dell’abbandono professionale.
Questa revisione risulta utile perché consente di comprendere in che modo la rappresentazione mediatica della professione infermieristica influenza la percezione pubblica e il riconoscimento sociale dell’infermiere. Analizzare in profondità i messaggi veicolati dai media, permette non solo di evidenziare eventuali distorsioni o stereotipi, ma anche di promuovere una narrazione più aderente alla realtà, capace di valorizzare il contributo essenziale degli infermieri alla salute pubblica e al benessere collettivo.
Inoltre, una rappresentazione corretta e rispettosa può incidere positivamente sull’attrattività della professione, contribuendo a orientare le scelte formative dei giovani e a garantire un ricambio generazionale qualificato.

OBIETTIVI
Questa scoping review si propone di:

  1. Esplorare come la professione infermieristica sia stata rappresentata dai mass media prima, durante e dopo la pandemia da SARS CoV-2, con particolare attenzione all’evoluzione della narrazione mediatica.
  2. Analizzare l’impatto di tali rappresentazioni sull’attrattività della professione infermieristica, sulla percezione sociale del ruolo infermieristico e sull’interesse delle nuove generazioni a intraprendere questo percorso professionale.
  3. Individuare strategie comunicative per favorire una narrazione più realistica e valorizzante del ruolo infermieristico.

MATERIALI E METODI
Questa revisione è stata condotta seguendo le linee guida del manuale evidence based synthesis, del Joanna Briggs Institute (JBI) per le scoping review (Peters e Godfrey et al., 2020, capitolo 11). Sono state inoltre considerate le indicazioni PRISMA ScR checklist per il reporting delle scoping review (Tricco e Lillie et al., 2018).

Strategia di ricerca e banche dati utilizzate
La formulazione della domanda di ricerca ha utilizzato la metodologia del Mnemonic Population, Concept, Context (PCC) sviluppato dal JBI (JBI) (Peters e Godfrey et al., 2020) (Tabella 1).

Tabella 1 – Declinazione quesito tramite Mnemonic PCC.

Population Infermieri
Concept Immagine sociale della professione infermieristica prima e dopo la pandemia SARS-CoV 2 e la sua influenza nell’attrattività della professione
Context Mass media

 

La domanda principale di questa revisione era perciò: Come è stata rappresentata la professione infermieristica nei mass media prima e dopo la pandemia da SARS-CoV 2?

Abbiamo poi indagato due sotto-domande:

  • Quale impatto hanno tali rappresentazioni sull’attrattività della professione infermieristica, sulla percezione sociale del ruolo infermieristico e sull’interesse delle nuove generazioni a intraprendere questo percorso professionale?
  • Quali strategie comunicative potrebbero favorire una narrazione più realistica e valorizzante del ruolo infermieristico?

La stessa strategia è stata adottata per la formulazione di tutte domande.

È stata condotta una preliminare ricerca nella letteratura al fine di individuare le parole chiave maggiormente utilizzate sull’argomento della revisione, attraverso la consultazione dei database Medline (tramite PubMed), CINAHL (tramite EBSCO). A seguire, sono state elaborate le stringe di ricerca utilizzando le Keywords presenti negli articoli rilevanti individuati nella ricerca preliminare, ovvero:

  • Nurs*.
  • Attractiveness OR attraction OR appeal OR beauty OR
  • Covid-19 OR coronavirus OR 2019-ncov OR sars-cov-2 OR cov-
  • Social image OR Public image OR social construct OR social
  • Professional identity OR Professional image.
  • Professional identity OR Professional image.

Un esempio delle stringhe di ricerca utilizzate in Medline (via PubMed) sono riportate nella tabella 2.

Tabella 2 – Stringhe di ricerca utilizzate.

Banca dati Stringhe di ricerca Nr. articoli trovati
CINAHL (via Ebsco) nurs* AND ( attractiveness OR attraction OR appeal OR beauty OR handsome ) AND ( covid-19 OR coronavirus OR 2019-ncov OR sars-cov-2 OR cov-19) 26

 

(nurs* AND ( social image OR public image OR social costruct OR social representation) AND ( covid-19 OR coronavirus OR 2019-ncov OR sars-cov-2 OR cov-19 )) NOT student* 32

 

nurse image AND ( covid-19 OR coronavirus OR 2019-ncov OR sars-cov-2 OR cov-19 ) AND (social media OR facebook OR twitter OR instagram OR snapchat OR tumblr OR social networking ) 11

 

Medline (via PubMed) Image of nursing AND media AND nursing AND public image AND social media 163

 

 ((((Nurs*) AND (Professional identity OR professional image)) AND (Social image OR Public image OR social construct OR social representation)) AND (career)) NOT (student) 58

 

(((nurs*) AND (Social image OR Public image OR social construct OR social representation)) AND pandemic) AND (Professional identity OR Professional image) 66

 

(((nurs*) AND (Social image OR Public image OR social construct OR social representation)) AND (post pandemic) 57

 

Livivo ((((Nurs*) AND (Professional identity OR professional image)) AND (Social image OR Public image OR social construct OR social representation)) AND (career)) NOT (student) 76

 

(nurs*) AND (Social image OR Public image OR social construct OR social representation) AND (post pandemic) 43

 

Web of Science ((((Nurs*) AND (Professional identity OR professional image)) AND (Social image OR Public image OR social construct OR social representation)) AND (career)) NOT (student) 34
(nurs*) AND (Social image OR Public image OR social construct OR social representation) AND (post pandemic) 59
Totale

 

  625

 

Le banche dati consultate per la revisione sono state Medline (tramite PubMed),  Cinahl (EBSCO), Livivo e Web of Science tra ottobre e novembre 2023, con un’ultima consultazione a giugno 2025 (data ultima consultazione 1° giugno 2025). Le parole chiave sono state abbinate tramite gli operatori booleani “AND” e “OR” in varie combinazioni e ricercate come termini di testo libero, dato che non sono stati identificati termini “MeSH” pertinenti. Durante la ricerca nelle banche dati Medline, Livivo e Web of Science sono emersi degli studi provenienti dall’ambito formativo, per questo motivo è stato aggiunto l’operatore booleano “NOT [Title]” con la parola chiave “student”.
Considerando l’obiettivo principale rispetto al cambio di paradigma nella fase pre- e post- pandemica è stato evidenziato un limite temporale di 13 anni (dal 2010 al 2023). Il limite temporale è stato scelto per garantire un’analisi comparativa significativa tra il periodo pre-pandemico e post- pandemico, includendo studi che riflettano sia la rappresentazione consolidata della professione infermieristica nei media prima dell’emergenza sanitaria, sia le eventuali trasformazioni avvenute durante e dopo la crisi da SARS-CoV-2. Non sono state applicate restrizioni o limitazioni geografiche, culturali e religiose nella selezione degli articoli.
Sono stati utilizzati i seguenti criteri di inclusione ed esclusione.

Criteri di inclusione

  • Studi primari e studi secondari, con disegno di studio qualitativo, quantitativo e mixed methods.
  • Saggi, opinion papers, editoriali, lettere all’editore e sondaggi online.
  • Articoli pubblicati in lingua inglese, italiana, francese e tedesca.
  • Articoli reperibili in full text.

Criteri di esclusione

  • Articoli con focus sulla prospettiva da parte dei professionisti.
  • Articoli con focus sulla prospettiva da parte degli studenti in infermieristica.
  • Articoli che non dichiaravano il tipo di studio.

Modalità di selezione degli articoli inclusi
A seguito della ricerca nei database, tutti i documenti identificati sono stati raccolti e caricati su un foglio Excel Microsoft®, quindi, sono stati rimossi i duplicati. La lettura di titoli ed abstract è stata condotta in modo indipendente da due autori. I possibili studi rilevanti sono stati recuperati in full text e letti anch’essi individualmente. Gli articoli in full text che non soddisfacevano i criteri di inclusione sono stati esclusi. Gli eventuali dubbi o disaccordi tra i due autori se includere o meno lo studio sono stati risolti consultando un terzo autore (Peters e Godfrey et al., 2020).

Modalità di estrazione dei dati
È stata sviluppata una tabella sinottica al fine di estrarre i dati degli studi inclusi, considerando gli elementi suggeriti dal manuale JBI (Peters e Godfrey et al., 2020). Gli elementi contenuti nella tabella sono: autore e data, paese di conduzione dello studio, obiettivo, disegno di studio, risultati/outcome e conclusioni. I dati degli articoli selezionati sono stati estratti indipendentemente da due autori. Dopo l’estrazione dei dati gli autori si sono confrontati per verificare eventuali disaccordi e nel caso vi fossero, è stato consultato un terzo revisore.

Modalità di integrazione dei risultati degli studi
I dati estrapolati dagli studi inclusi sono stati riassunti e rappresentati in forma descrittiva e classificati considerando i tre obiettivi di questa revisione. Per l’integrazione dei risultati degli studi si è seguito il Mnemonic PCC.
Per quanto riguarda l’elemento Population (Infermieri), nella macroarea della rappresentazione mediatica si è analizzato come i media plasmano la percezione pubblica degli infermieri. È stato evidenziato l’impatto della rappresentazione mediatica che va oltre la mera esposizione dell’immagine sociale della professione infermieristica prima e dopo la pandemia da SARS-CoV-2. In particolare, come gli stereotipi, l’idealizzazione e l’immagine sociale influenzino l’opinione pubblica e la valutazione della professione infermieristica.
Per quanto riguarda il Concept (Immagine Sociale della Professione Infermieristica e l’Attrattività Professionale), nel contesto dell’attrattività del settore è stata evidenziata la percezione della professione infermieristica, riportata dagli studi, in relazione alle condizioni lavorative, al compenso economico, alla posizione subordinata e poco autonoma all’interno del sistema sanitario. In particolare, ci si è focalizzati su come la pandemia abbia modificato l’immagine sociale della professione infermieristica, influenzando l’attrattività della carriera e la percezione del pubblico.
Nella macroarea della comunicazione (Context), riguardante mass media e social network, è stata sottolineata l’importanza della terminologia e della visibilità della professione. Inoltre, è stato analizzato quali parole sono state maggiormente utilizzate nel contesto della comunicazione mediatica e l’impatto della visibilità nella formazione dell’opinione pubblica riguardo al ruolo e al significato degli infermieri nel processo di cura.

Aspetti etici
Essendo una revisione della letteratura, non è stato necessaria l’approvazione di un Comitato Etico.

RISULTATI
Dalla ricerca nelle banche dati sono stati trovati in totale 625 risultati, 236 dei quali erano duplicati. Dalla lettura di titoli e abstract, sono stati esclusi 362 studi che non rispondevano ai criteri di inclusione ed esclusione. Si è dunque proceduto con la lettura integrale di 27 articoli, dei quali 14 sono stati ritenuti pertinenti e rilevanti per rispondere alle domande di ricerca.
Il processo di selezione è riportato nel diagramma di flusso PRISMA (Figura 1).

Figura 1 – PRISMA Flow Chart.

Descrizione degli studi
Gli articoli inclusi sono una scoping review, dieci articoli qualitativi, due studi osservazionali cross- sectional, una lettera all’editore.
Gli studi inclusi provengono da varie zone geografiche: Brasile (2), Canada (2), Italia (2) e Turchia (2). Seguono Cina, Corea, Corea del Sud, Inghilterra, Iran e Spagna, con un articolo ciascuno. Essi fanno riferimento al periodo 2021-2023, riportando un interesse scientifico e mediatico recente, amplificato dalla pandemia da COVID-19 e dai suoi impatti sociali e culturali. Gli articoli analizzano media tradizionali, social network e progetti di ricerca sulla domanda specifica.
Gli studi di Begnini e Cicolella et al. (2021) e De Sena e Fontenele et al., (2022) analizzano rispettivamente l’immagine mediatica degli infermieri durante la pandemia e la loro vulnerabilità, attraverso fotografie pubblicate nei media. Due studi (Chen e Du et al., 2023; Giorgetta e Pasquot, 2021) esplorarono la rappresentazione degli infermieri nei media cinesi e italiani.
Due studi (Ha e Park, 2022; Kim e Lee, 2023) utilizzano metodi di text mining (analisi di significato del testo) e analisi delle reti di parole chiave, per studiare i cambiamenti nell’immagine infermieristica nei media sudcoreani pre e post-pandemia. In particolare, lo studio di Ha e Park (2022) si configura come un’analisi osservazionale di tipo quantitativo, basata sull’analisi testuale comparativa di articoli di giornale online.
Un ulteriore studio (Mohammed e Peter et al., 2021) esamina criticamente l’effetto del concetto dell’infermiere come eroe. La scoping review di González e Errasti-Ibarrondo et al. (2023) sintetizza le rappresentazioni infermieristiche nei media dal 1920 al 2020, evidenziando una recente maggiore attenzione, pur rilevando stereotipi persistenti.
Lo studio di Rubbi e Lupo et al. (2023) presenta i risultati di un’indagine osservazionale trasversale condotta mediante questionario online, con campionamento a valanga, per valutare l’immagine pubblica degli infermieri in Italia nel periodo post-pandemico.
Lo studio, di natura quantitativa descrittiva, si propone di rilevare la percezione sociale e professionale della figura infermieristica. Şahan e Demirdağ (2021) e Tokac e Brysiewicz et al. (2022) analizzano percezioni e sentimenti su Twitter, tramite tecniche di sentiment analysis (analisi del tono del messaggio digitale); Uysal e Demirdağ (2022), esaminano l’immagine infermieristica percepita attraverso uno studio trasversale; Zamanzadeh e Purabdollah et al. (2022) riflettono sul ruolo dei media nella riformulazione dell’immagine pubblica degli infermieri durante la pandemia.
Nella pubblicazione di Kim e Lee (2023) sono state analizzate 9.533 articoli online totali, di cui 1.586 pre-COVID e 7.947 post-COVID. Mohammed et al. (2021) hanno esaminato 71 documenti provenienti dai mass media, tra cui articoli di giornale, pubblicità aziendali, video, post sui social media e contenuti di siti istituzionali.
Şahan e Yldiz et al. (2021) hanno analizzato 1.379 tweet (373 pre-COVID e 1.006 durante la pandemia), mentre Tokac e Brysiewicz et al. (2022) hanno studiato 582.399 tweet. Ha e Park (2022) hanno analizzato 3.410 articoli pre-pandemia, con termini legati al bullismo lavorativo, e oltre 5.000 post- pandemia, focalizzati su cura, ospedali e medici.
Begnini e Cicolella et al. (2021) hanno analizzato sei immagini circolate nei media durante la pandemia. Bernard e Bévillard-Charrière et al. (2021) hanno revisionato 73 fonti provenienti da 13 paesi. Chen et al. (2023) hanno analizzato 317 articoli, identificando 28 immagini di infermieri.
De Sena e Fontenele et al. (2022) hanno studiato 74 fotografie in Europa, Brasile e Usa, categorizzandole in tre gruppi: Care, Imagination, Demonstration. Giorgetta e Pasquot (2021) hanno considerato 639 articoli di giornale. Infine, González e Errasti-Ibarrondo et al. (2023) hanno incluso 60 studi.
Rubbi e Lupo et al. (2023) hanno coinvolto un campione di 564 individui in un sondaggio online, realizzato con un campionamento a palla di neve tramite social network, con l’obiettivo di analizzare l’immagine degli infermieri in Italia nel periodo successivo all’emergenza sanitaria da COVID-19 e di comprendere le percezioni della società riguardo al ruolo infermieristico. Uysal e Demirdağ (2022) hanno considerato un campione di 663 individui con lo scopo di analizzare l’immagine degli infermieri percepita durante la pandemia di COVID-19 in Turchia, evidenziando un miglioramento della percezione pubblica grazie alla pandemia. Tuttavia, la professione è ancora vista come subordinata ai medici e di basso status. Zamanzadeh e Purabdollah et al. (2022) hanno presentato riflessioni su come la pandemia di COVID-19 ha rappresentato un’opportunità unica per migliorare l’immagine pubblica della professione infermieristica, evidenziandone il valore e l’indipendenza.
Nella tabella 3 vengono riportati i dati descrittivi degli studi.

Tabella 3 – Tabella riassuntiva estrazione dati degli studi.

Autori e data Provenienza Disegno dello studio Obiettivo Outcome Conclusioni
1. Begnini e Ciolella et al.  2021

 

Brasile Analisi qualitativa

(Analisi culturale)

 

Analizzare la

visibilità degli

infermieri attraverso

6 immagini circolate

nei media durante la

pandemia.

 

Effetto della pandemia sull’immagine degli infermieri:

– Da figure subalterne a protagonisti.

– Maggiore riconoscimento pubblico su varie piattaforme.

– Criticità persistenti

– Condizioni di lavoro avverse.

– Razzismo strutturale.

– Disparità di genere

Rappresentazione durante la pandemia:

– Infermieri descritti come eroi mediatici

– Gestori di situazioni caotiche in prima linea

– Conseguenze dell’idealizzazione

Riconoscimento pubblico, ma anche:

– Stress crescente

– Aspettative sociali elevate

– Fatica e sofferenza

2. Bernard e Bévillard-Charrière et al.

2021

 

Canada Studio qualitativo

secondo

Whittemore e

Knafl

Identificare e

analizzare gli scritti

che trattano della

costruzione di

un’identità popolare

dell’infermiere e del

suo ruolo in tempi

di pandemia

Rappresentazione attuale degli infermieri:

-Descritti come eroi o angeli custodi.

-Associati a sacrificio, coraggio e dedizione.

– Uso di vocabolario militare per sottolineare il rischio professionale.

Conseguenze sulla percezione pubblica:

– Immagine eroica, ma semplificata e parziale.

– Avvio di un dibattito sulla retribuzione e sulle condizioni di lavoro degli infermieri.

Nuova immagine della professione infermieristica, acquisita durante la pandemia:

– Riconoscimento del coraggio e del ruolo in prima linea.

Paradossi emergenti:

– Percezione distorta promossa dai media, nonostante l’evidenza della professionalità.

– Gli infermieri non si identificano come eroi, ma come professionisti basati sull’evidenza scientifica.

Criticità dell’etichetta “eroe”:

– Rischia di giustificare e normalizzare condizioni lavorative dure e inadeguate

3. Chen e Du  et al.

2023

 

Cina Studio qualitativo (Content analysis) dal 1940 al 2022 Chiarire la rappresentazione

pubblica della figura

infermieristica in Cina e a questo proposito, analizzare eventuali

cambiamenti nel tempo

 

Evoluzione della copertura mediatica sull’infermieristica:

Trend generale:

– Numero di articoli stabile nel tempo

– Picchi rilevati durante le pandemie del 2003 e 2020

Durante la pandemia COVID-19:

– Diminuzione delle denunce contro gli infermieri

– Aumento degli articoli celebrativi

– Contenuti enfatizzati dai media:

– Coraggio e auto-sacrificio

– Infermieri descritti come eroi filantropici

Condizioni lavorative evidenziate:

– Lavoro stressante

– Alta intensità

– Definito come sporco e privo di pause

Enfasi sulle virtù:

– Focus su compassione, dedizione e sacrificio

– Trascurate le competenze tecniche e scientifiche

Persistenza degli stereotipi:

– Rappresentazione ancora tradizionale e limitante

– Immagine spesso idealizzata, non realistica

Percezione distorta del ruolo:

– Riduzione dell’attenzione alla professionalità

– Misconosciuta la complessità del lavoro

Sotto rappresentazione nei media sanitari:

– Infermieri meno visibili rispetto ai medici

– Spazio limitato nei notiziari e nel dibattito pubblico

Urgenza di ridefinizione dell’immagine:

– Necessità di riconoscere gli infermieri come: scienziati, leader nel sistema sanitario, attori chiave dell’assistenza basata sull’evidenza

4. De Sena e Fontenele et al.

2022

Brasile Studio qualitativo (Studio documentale) dal 01.01.2020 al 31.03.2021 Analizzare la

vulnerabilità degli

infermieri attraverso

le foto diffuse dai

media durante la

pandemia COVID-

19.

 

 

 

74 fotografie raccolte in:

Europa, Brasile, USA

Categorie tematiche:

Care, Imagination, Demonstration.

Principali risultati:

– Prevalenza di stigma e svalutazione sociale

Emozioni ricorrenti – non percepibili al di fuori dell’ambiente sanitario:

– Fatica

– Tristezza

– Disagio

Assenza di figure rappresentative della professione infermieristica:

– Mancanza di protagonismo e visibilità pubblica

Impatto di cultura e stereotipi sulla percezione infermieristica.

Criticità che influenzano negativamente la concezione sociale degli infermieri:

– Stereotipi persistenti

Pandemia da COVID-19 come contesto favorevole per:

– Rivendicare il ruolo professionale

– Aumentare la visibilità pubblica

– Ridefinire l’identità infermieristica

5. Giorgetta e

Pasquot

2021

Italia Studio qualitativo (Content analysis con approccio induttivo) dal 30.01.2020 al

18.01.2020.

 

Analizzare l’immagine dell’infermiere negli articoli di quotidiani nazionali 6 e 2 locali (in Lombardia considerato l’epicentro del primo focolaio). Analisi di 639 articoli – 5 macrotemi emersi, 3 evidenziati:

– Lavoro a rischio non tutelato

– Incertezza sul ruolo sociale post-pandemia

– Rappresentazioni contraddittorie

 

Nessun cambiamento significativo nei sentimenti di apprezzamento, gratitudine e percezione della professione.

Opportunità attuale:

– Affermare una nuova immagine dell’infermiere quale professionista qualificato, autonomo, con competenze avanzate

Criticità persistenti:

– Percezione di lavoro sottopagato in un contesto lavorativo di figura marginale con una carenza cronica di personale

6. González e Errasti-Ibarrondo  et al. 2023 Spagna Scoping review secondo Arksey e O’Malley dal 1920 al 2020 Rivedere sistematicamente le prove disponibili della comunità scientifica che esplorano l’immagine degli infermieri nei media. Media più utilizzati:

– Giornali

– Film

– Riviste

– Serie TV

Evoluzione recente, crescente attenzione verso i media digitali:

– Twitter

– YouTube

– Facebook

Riflessione critica:

– Le rappresentazioni mediatiche possono influenzare negativamente la percezione della professione infermieristica.

– Scelta della carriera infermieristica potenzialmente condizionata da stereotipi o immagini distorte veicolate dai media.

Valorizzazione recente:

-L’immagine dell’infermiere è stata valorizzata, soprattutto nel periodo pandemico.

Criticità persistenti:

– L’immagine pubblica resta: inaccurata,

prevalentemente negativa,

-Scelta del percorso infermieristico condizionata da stereotipi

Contributi positivi dopo le campagne del 2020 a favore della professione infermieristica:

– Rafforzamento della narrativa sull’assistenza infermieristica.

– Comunicazione più efficace, ma non ancora sufficiente per un reale cambiamento percettivo.

7. Ha e Park 2022 Corea Text mining: dal portale di notizie Naver con algoritmo Python, dal 01.01.2017 al 11.12.2019 e dal 12.12.2019 al 10.05.2020. Identificare le parole chiave relative agli infermieri negli articoli di giornali online e analizzare com’è cambiata l’immagine degli infermieri dopo la pandemia COVID- 19. Analisi dei contenuti mediatici

Pre-pandemia (su 3.410 articoli). Temi ricorrenti:

– Bullismo sul posto di lavoro

Post-pandemia (oltre 5.000 articoli). Temi ricorrenti:

– Cura

– Ospedale

– Medico

– Paziente

Considerazioni:

– Persistono pessime condizioni di lavoro per gli infermieri.

– È necessario migliorarle per contrastare la carenza di personale.

Impatto dei media sulla professione infermieristica:

– Gli articoli giornalistici influenzano in modo significativo l’immagine pubblica degli infermieri.

Rappresentazioni distorte portano a diffusione di stereotipi negativi

– È necessario presidiare attivamente l’immagine mediatica della professione e comunicare in modo accurato e realistico il ruolo degli infermieri

8. Kim e Lee 2023 Corea del Sud Studio qualitativo (Content analysis), dal 18.01.2019 al 18.01.2020 e dal 19.01.2020 al 31.05.2020. Analizzare e descrivere i cambiamenti dell’immagine pubblica dell’infermiere tra pre- e post-COVID- 19 in Corea. Interesse verso la professione infermieristica:

– Crescita di interesse anche tra uomini

Ruolo dei media:

– Influenza forte sulla percezione sociale

– Problemi nella rappresentazione che rimanda un’immagine passiva e femminile

– Infermieri descritti come privi di autonomia e indipendenza

– Compensi inadeguati

– Mancanza di personale

– Condizioni di lavoro stressanti

Evoluzione dell’immagine pubblica degli infermieri:

– Miglioramento post-pandemia, ma

l’infermiere è ancora percepito come figura ausiliaria

– Persiste ancora una scarsa visibilità pubblica

– Impatto mediatico sul reclutamento, tanto più l’immagine proposta dai media è positiva tanto più è facile attrarre nuove generazioni alla professione.

9. Mohammed e Peter et al.

2021

Canada Studio qualitativo (Poststructural discourse analysis) dal 01.03.2020 al 01.08.2020 Esaminare criticamente gli effetti delle proclamazioni dell’eroe sugli infermieri che stanno lottando con la crisi in corso di Covid-19 e considerare l’impatto politico, sociale, culturale e professionale che ha sul lavoro infermieristico. Studio su 71 fonti (USA, Inghilterra, Nord America).

Immagine pubblica:

– Figura dell’infermiere-eroe, percepito come “sacrificio necessario” nella lotta alla pandemia

Rappresentazione mediatica:

– Soggetti moralmente eccezionali

– Spesso raffigurati come “angeli” deceduti per Covid

– Presente l’uso di simbolismi religiosi, militari e nazionalistici

Limiti del discorso sull’eroe:

– Strumento di manipolazione, utilizzato da chi detiene il potere per mantenere lo status quo

Conseguenze:

-Placa il malcontento degli    infermieri;

– Legittima condizioni di lavoro pericolose e ingiuste,

– Rende accettabile il sacrificio silenzioso, ostacolando il cambiamento.

10. Rubbi e Lupo et al. 2023 Italia Sondaggio utilizzando il Nursing Attitude Questionnaire (NAQ) online di campionamento a valanga, dal 08.2022 al 01.2023. Individuare come si è evoluta e come è percepita l’immagine pubblica infermieristica dopo la pandemia. Percezione della professione infermieristica (valori medi)

Oltre il 90% di accordo:

– Gli infermieri sono una risorsa per le persone con problemi di salute

– Il servizio infermieristico è importante quanto quello del medico

Meno del 10% di accordo:

– Gli infermieri sono pagati adeguatamente

– Gli infermieri eseguono senza obiettare gli ordini medici

Osservazione geografica:

– Il Sud è più propenso a consigliare un percorso di studi in infermieristica

Percezione dell’immagine infermieristica – Evoluzioni e criticità

Aspetti positivi:

– Miglioramento della percezione pubblica

– L’83% considera la professione al pari di quella medica

Criticità persistenti:

– Stereotipi legati a:

– Genere

– Mancanza di autonomia

– Assenza di potere decisionale

– Sottovalutazione delle competenze professionali.

Conseguenze:

– Ridotta attrattività della professione

– Necessità di affrontare questi aspetti per valorizzare il ruolo infermieristico e favorire nuove vocazioni

11. Şahan e Yildiz et al. 2021 Turchia Analisi qualitativa (Content analysis, Sentiment analysis), dal 1° al 31 dic. 2019 e dal 11.03.2020 al 11.04.2020. Identificare l’immagine degli infermieri sui social media prima e dopo la pandemia SARS- Cov-2. Inoltre, rappresentare la percezione pubblica rispetto alle comunicazioni degli infermieri su Twitter. Analisi dei contenuti mediatici con MAXQDA 20.0

Categorie emotive:

– Rispetto

– Gratitudine

– Ansia

– Violenza

– Rabbia

Risultati principali Pre-pandemia (373 tweet):

– Positivi: 35,65%

– Negativi: 64,35%

Risultati principali Post-pandemia (1.006 tweet):

– Positivi: 91,94%

– Negativi: 8,06%

Tweet negativi riferiti ai

contesti lavorativi descritti come:

– Frenetici

– Stressanti

– Rischiosi

– Violenti

Impatto della pandemia sull’immagine mediatica degli infermieri:

– Miglioramento significativo dell’immagine pubblica degli infermieri

– Riconoscimento aumentato dell’importanza della professione

– Esposizione mediatica intensa durante la pandemia da SARS-CoV-2

– Trasformazione della percezione sociale del ruolo infermieristico

12. Tokac, Brysiewicz  et al. 2022 Inghilterra Studio qualitativo (Content Analysis con tecnica di Opinion Mining). Dal 01.01.2020 al 11.11.2021 Esplorare come la parola “infermiere” nei tweet relativi alla pandemia viene percepita dal pubblico. Social media e comunicazione infermieristica (Piattaforme analizzate Facebook e Twitter)

– Utilità: fornito dati preziosi per migliorare la comunicazione con il pubblico

– Credibilità: i messaggi su Twitter sono percepiti come più credibili rispetto a quelli su Facebook

– Termine più associato alla parola infermiere: “fiducia”.

Impatto della pandemia sull’immagine infermieristica:

– Le crisi sanitarie favoriscono la riabilitazione dell’immagine pubblica degli infermieri

– Rappresentati come eroi e angeli, simboli di professionalità, fiducia e valori umani

– Miglioramento della percezione pubblica e rafforzamento del prestigio della professione

13. Uysal e Demirdağ 2022 Turchia Studio cross- sectional Determinare l’immagine infermieristica percepita dalla società durante la pandemia di Covid- 19 Studio su 663 persone (durante la pandemia)

Scarsa propensione a consigliare la carriera infermieristica. I motivi principali:

– Stipendi bassi

– Condizioni di lavoro gravose

– Carenza di personale

Impatto dei media:

– Il 61,1% riconosce che i media hanno aumentato la visibilità e la percezione positiva degli infermieri

– I media aiutano a far conoscere le difficili condizioni di lavoro della professione

Impatto della pandemia sull’immagine infermieristica.

Effetti positivi:

– Maggiore visibilità

– Enfasi sull’importanza del ruolo

Effetti negativi:

– Persistenza di stereotipi con immagine ancora superficiale e radicata

Strategie necessarie:

– Costruire un’immagine moderna:

– Produttori di conoscenza scientifica

– Leader indipendenti

– Rendersi visibili all’opinione pubblica

14. Zamanzadeh, Purabdollah et al. 2022 Iran Lettera all’editore Immagine infermieristica e ruolo dei media

– Presenza mediatica triplicata, ma stereotipata e negativa

– Ruolo centrale dei media che incidono sugli effetti persistenti della percezione pubblica

Percezione sociale della professione:

– Figura subordinata al medico

– Standard accademici percepiti come inferiori

– Condizioni lavorative dure

– Reddito basso

– Scarse opportunità di carriera

Comunicazione e visibilità della professione infermieristica

– Mancanza di comunicazione

– La pandemia come opportunità di rafforzare l’immagine professionale

– Azione strategica basata sulla comunicazione diretta con i media

– Strumenti efficaci: piattaforme come YouTube per rimuovere stereotipi e valorizzare gli aspetti invisibili della professione

 

 

Analisi narrativa delle pubblicazioni incluse
Nella tabella 4 viene dichiarato come sono distribuiti i contenuti degli studi, considerando i tre obiettivi della scoping review.

Tabella 4 – Analisi dei contenuti degli articoli considerando i tre obiettivi della revisione.

Evoluzione della rappresentazione mediatica prima, durante e dopo la pandemia da SARS-CoV-2 Sfide e criticità che influenzano l’attrattività della professione Strategie comunicative per una narrazione valorizzante e realistica
Begnini e Ciccolella et al.
Bernard e Bévillard-C. et al.
Chen e Du et al.

 

De Sena e Fontanele et al.
Giorgetta e Pasquot

 

Gonzalez ed Errasti

 

Ha e Park

 

Kim e Lee

 

Mohammed e Peter et al.

 

Rubbi e Lupo et al.

 

Sahan e Yildiz et al.

 

Tokac e Brysiewicz et al., 2022)
Uysal e Demirdag

 

Zamanzadeh e Purabdollah et al.

 

  1. Evoluzione della rappresentazione mediatica prima, durante e dopo la pandemia da SARS-CoV-2

I risultati della revisione mettono in evidenza un cambiamento significativo nella rappresentazione mediatica della professione infermieristica nel corso della pandemia da SARS-CoV-2 (Begnini e Ciccolella et al., 2021; Bernard e Bévillard-Charrière et al., 2021; Giorgetta e Pasquot, 2021; González ed Errasti et al., 2023; Ha e Park, 2021; Kim e Lee, 2023; Mohammed e Peter et al.,2021; Rubbi e Lupo et al., 2023; Uysal e Demirdag, 2022; Zamanzadeh e Purabdollah et al., 2022). Prima dell’emergenza sanitaria globale, l’immagine degli infermieri nei mass media era marginale, spesso caratterizzata da stereotipi radicati che relegavano la professione a un ruolo ausiliario e subordinato rispetto ad altre figure sanitarie. Gli infermieri venivano frequentemente rappresentati come esecutori di compiti tecnici, con scarsa autonomia decisionale e competenze scientifiche poco valorizzate. Tale rappresentazione era fortemente legata a una dimensione tradizionalmente femminile e assistenziale (Giorgetta e Pasquot, 2021), con una visibilità pubblica estremamente limitata (Begnini e Cicolella et al., 2021; Rubbi e Lupo et al., 2023; Giorgetta e Pasquot, 2021; Ha e Park, 2022; Tokac e Brysiewicz et al., 2022).
Durante la pandemia, il ruolo degli infermieri è stato oggetto di una rilevante esposizione mediatica, principalmente in virtù della loro posizione in prima linea nella gestione dell’emergenza. I media hanno costruito una narrazione eroica, ricorrendo a metafore belliche e religiose come “trincea”, “sacrificio”, “coraggio” o “angeli”, con lo scopo di sottolineare l’impegno e la dedizione del personale infermieristico (Bernard e Bévillard-Charrière et al., 2021; Mohammed e Peter et al., 2021; Ha e Park, 2022; Tokac e Brysiewicz et al., 2022). Questa narrazione ha da un lato contribuito a un aumento dell’apprezzamento da parte dell’opinione pubblica e a un temporaneo incremento dell’interesse verso la professione (Kim e Lee, 2023; Uysal e Demirdağ, 2022), ma dall’altro è stata anche oggetto di numerose critiche per la sua idealizzazione. Molti autori hanno infatti sottolineato come tale retorica non si sia tradotta in un reale miglioramento delle condizioni professionali, retributive e decisionali degli infermieri (Mohammed e Peter et al., 2021; De Sena e Fontenele et al., 2022). Zamanzadeh e Purabdollah et al. (2022), in particolare, hanno evidenziato i rischi legati all’abuso del linguaggio bellico, ritenendo che una pandemia richieda coesione e solidarietà piuttosto che narrazioni eroiche e divisive.
Nel periodo post-pandemico si è registrato un nuovo calo dell’attenzione mediatica nei confronti della professione infermieristica (González e Errasti et al., 2023). Gli infermieri sono tornati a essere rappresentati secondo schemi comunicativi tradizionali, centrati sulla cura e sul sacrificio, senza che fosse pienamente riconosciuta la complessità del loro ruolo o la loro autonomia professionale, evidenziando come, nonostante l’accresciuta visibilità durante l’emergenza, persistano ancora stereotipi e una sottovalutazione strutturale della professione (Chen e Du et al., 2023; González e Errasti et al., 2023; Kim e Lee, 2023; Rubbi e Lupo et al., 2023; Tokac e Brysiewicz et al., 2022). In particolare, Giorgetta e Pasquot (2021) e Gradellini e Ibatici (2022) sottolineano la mancanza di una rappresentazione aggiornata e veritiera dell’infermiere, capace di riflettere la reale complessità e responsabilità della pratica infermieristica contemporanea.

2. Sfide e criticità che influenzano l’attrattività della professione

La pandemia da COVID-19 ha avuto l’effetto di rendere più visibili molte delle criticità strutturali che da tempo affliggono la professione infermieristica (Zamanzadeh e Purabdollah et al., 2022). In primo luogo, la carenza cronica di personale rappresenta una sfida ricorrente, accentuata durante l’emergenza sanitaria e spesso associata a un sovraccarico di lavoro che compromette sia la qualità dell’assistenza che il benessere psicofisico degli operatori (Ha e Park, 2022). Gli studi inclusi nella revisione riportano difficoltà operative rilevanti, tra cui turni estenuanti, mancanza di supporto organizzativo, aumento delle responsabilità e inadeguate condizioni lavorative (Begnini e Cicolella et al., 2021; Chen e Du et al., 2023).
A queste problematiche si aggiungono episodi di violenza verbale e fisica, riportati in diversi contesti assistenziali, come documentato da Şahan e Yıldız et al. (2021). Tale situazione, unita a una retribuzione percepita come non commisurata all’impegno richiesto e alle responsabilità, contribuisce a generare insoddisfazione professionale, demotivazione e, in molti casi, l’intenzione di abbandonare la professione. Il tema delle condizioni salariali emerge in particolare negli studi condotti in Italia, Turchia, Brasile e Sudafrica, dove l’infermieristica continua a essere percepita, in larga parte, come una professione a basso status sociale e con scarse prospettive di crescita (De Sena e Fontenele et al., 2022; Giorgetta e Pasquot, 2021; Rubbi e Lupo et al., 2023; Uysal e Demirdağ, 2022).
In alcuni contesti, come quello tedesco e brasiliano, l’infermiere è ancora visto come una figura tecnica, con un’autonomia decisionale limitata e scarsamente coinvolta nei processi di leadership clinica e gestionale. Anche il modo in cui i media informano il pubblico contribuisce in modo significativo alla costruzione di un’immagine poco attrattiva della professione, perpetuando spesso narrazioni distorte o superficiali (Uysal e Demirdağ, 2022; Rubbi e Lupo et al., 2023).
Nonostante l’aumento di visibilità avvenuto durante la pandemia, i risultati emersi suggeriscono che la valorizzazione simbolica non si è tradotta in un riconoscimento strutturale e istituzionale. La scarsa considerazione pubblica e politica della professione ha un impatto diretto sull’attrattività per le nuove generazioni, compromettendo il necessario ricambio professionale e la sostenibilità del sistema sanitario a lungo termine (Chen e Du et al., 2023; González ed Errasti-Ibarrondo et al., 2023).

  1. Strategie comunicative per una narrazione valorizzante e realistica

Dagli studi analizzati emerge con chiarezza la necessità di adottare strategie comunicative efficaci e coerenti, in grado di ridefinire l’immagine pubblica della professione infermieristica. Una narrazione rinnovata deve superare stereotipi riduttivi e idealizzazioni eroiche, per restituire un’immagine autentica, moderna e professionale dell’infermiere, centrata su competenze, responsabilità e autonomia decisionale (Chen e Du et al., 2023; Uysal e Demirdağ, 2022).
Giorgetta e Pasquot (2021) propongono l’avvio di campagne mediatiche mirate, capaci di valorizzare il ruolo strategico dell’assistenza infermieristica all’interno dei sistemi sanitari. Tali campagne dovrebbero essere costruite su basi narrative fondate, evitando semplificazioni simboliche, e rivolgersi sia all’opinione pubblica sia agli attori politici, con l’obiettivo di incrementare la visibilità sociale e istituzionale della professione.
In parallelo, De Sena e Fontenele et al. (2022) sottolineano la responsabilità della comunità infermieristica nel presidiare attivamente lo spazio mediatico, promuovendo contenuti che riflettano la complessità e l’evoluzione del lavoro infermieristico. Questo richiede non solo una maggiore presenza nei media generalisti, ma anche un uso strategico dei social media, intesi non come meri strumenti di visibilità, ma come veri e propri canali di educazione collettiva e advocacy professionale.
In questa direzione si collocano anche gli studi di Chen e Du et al. (2023), che richiamano l’importanza della socializzazione professionale e della comunicazione delle competenze come leve fondamentali per modellare la percezione pubblica. La rappresentazione deve includere esplicitamente aspetti scientifici, decisionali ed etici dell’agire infermieristico, spesso trascurati o semplificati nella narrazione dominante.
Rubbi e Lupo et al. (2023) e Zamanzadeh e Purabdollah et al. (2022) evidenziano il potenziale dei canali digitali nella diffusione di contenuti professionali affidabili, capaci di contrastare stereotipi e promuovere un’immagine dell’infermiere come figura autonoma, competente e centrale nei processi di cura. Tuttavia, avvertono che tale attività comunicativa richiede formazione specifica, coerenza istituzionale e attenzione etica, poiché un uso inappropriato dei media può rinforzare rappresentazioni distorte o delegittimanti.
Infine, González e Errasti-Ibarrondo et al. (2023) sottolineano la necessità di costruire una narrazione pluralistica, che rifletta la molteplicità dei contesti assistenziali in cui operano gli infermieri: dagli ospedali ai servizi territoriali, dalle aree critiche alla prevenzione, dalla ricerca all’insegnamento. Solo una rappresentazione complessa e aderente alla realtà può contribuire a rafforzare l’identità professionale, migliorare l’attrattività della carriera infermieristica e sostenere, nel lungo termine, la legittimazione sociale della professione.

DISCUSSIONE
L’obiettivo di questa revisione era quello di esplorare come i mass media hanno rappresentato la professione infermieristica prima, durante e dopo la pandemia da SARS-CoV-2, indagando al contempo l’influenza di tali rappresentazioni sull’attrattività della professione. L’analisi degli articoli ha evidenziato come l’immagine sociale degli infermieri sia cambiata nel tempo, mettendo in luce ostacoli alla valorizzazione del ruolo e criticità che ne riducono l’attrattività. È emersa inoltre l’importanza dei media nel modellare la percezione pubblica della professione. Tra i mezzi di comunicazione esaminati, la stampa e le produzioni televisive risultano essere le fonti più frequentemente analizzate.
L’immagine pubblica dell’infermieristica è caratterizzata da una percezione limitata della sua importanza e da una rappresentazione spesso stereotipata. Yavas e Özerli (2025) evidenziano che, prima della diffusione del virus SARS CoV-2, la società non era pienamente consapevole dell’indispensabilità della professione infermieristica, percepita come una professione di supporto piuttosto che come una disciplina autonoma, fondata su basi scientifiche. Inoltre, l’immagine dell’infermiere nei mass media era frequentemente associata a ruoli subalterni, con scarsa valorizzazione della sua competenza e autonomia professionale (Yavas e Özerli, 2025).
La figura degli infermieri nei media spesso non rispecchia la professionalità, il valore reale e il loro ruolo cruciale nel settore sanitario (Bernard e Bévillard-Charrière et al., 2021; Chen e Du et al., 2023; González ed Errasti-Ibarrondo et al., 2023; Ha e Park, 2022). Uno studio sulla rappresentazione nelle fiction ha evidenziato la tendenza a descrivere un ruolo marginale e debole anche nel contesto privato (Gradellini e Idamou et al., 2013). In tali narrazioni, l’infermiere – quasi sempre donna – appare spesso come una figura di mezza età e arcigna, oppure come una giovane donna dalla connotazione sessualizzata. Queste immagini mediatiche, più che riflettere la realtà della professione, ripropongono vecchi stereotipi ancora fortemente radicati (Gradellini e Idamou et al., 2013). Tuttavia, negli ultimi anni la rappresentazione nel contesto televisivo è aumentata, dimostrando una maggiore adesione alla realtà rispetto al passato. Recentemente, una produzione BBC, “Call the Midwife”, ha fornito rappresentazioni efficaci delle competenze infermieristiche e della loro autonomia (Associazione Svizzera Infermieri, 2024), segnando un possibile cambiamento nella narrazione mediatica della professione.
Un esempio significativo riportato da alcuni autori riguarda l’etichetta di “eroi” attribuita agli infermieri durante la pandemia di COVID-19. Sebbene questa definizione intendesse celebrare il coraggio e la dedizione professionale, ha finito per rafforzare stereotipi riduttivi, come quello dell’infermiere compassionevole e instancabile, trascurando la complessità e l’autonomia del ruolo (Rubbi e Lupo et al., 2023). La narrazione dominante ha spesso fatto leva su toni eroici, esaltando il sacrificio, ma restituendo un’immagine idealizzata e poco realistica. Durante l’emergenza, gli infermieri sono stati frequentemente descritti come “angeli” o “eroi”, simboli di altruismo (Uysal e Demirdag, 2022), generando un’ondata di sostegno emotivo ma anche un’immagine fragile e instabile. In alcuni casi, gli infermieri sono poi stati visti come possibili fonti di contagio, a conferma di quanto quel riconoscimento fosse fragile e passeggero (Giorgetta e Pasquot, 2021). Tale oscillazione tra ammirazione e timore mette in discussione la solidità e la sostenibilità del riconoscimento professionale (Giorgetta e Pasquot, 2021).
L’utilizzo di metafore belliche nella narrazione pandemica sembra, inoltre, riflettere un’organizzazione gerarchica della professione simile a quella militare, richiamando le origini storiche dell’infermieristica subordinata alla medicina e alle istituzioni ecclesiastiche o militari (Zamanzadeh e Purabdollah et al., 2022).
Con la diffusione della pandemia da SARS-CoV-2, la professione infermieristica ha ottenuto una visibilità mediatica senza precedenti e un riconoscimento pubblico notevolmente rafforzato (Yavas e Özerli, 2025). In quel periodo, l’immagine dell’infermiere è passata da scarsamente valorizzata a eccezionale ed eroica (Begnini e Cicolella et al., 2021; Bernard et al., 2021; Chen e Du et al., 2023; Kim e Lee, 2023). Sebbene questa narrazione positiva abbia accresciuto la visibilità della professione, non ha favorito una reale comprensione del suo ruolo strategico nei sistemi sanitari, né ha prodotto effetti duraturi sul riconoscimento sociale o sul miglioramento delle condizioni lavorative (Mohammed e Peter et al., 2021; Tokac e Brysiewicz et al., 2022). Tuttavia, Yavas e Özerli (2025) confermano che il valore, il rispetto e la fiducia verso gli infermieri sono aumentati durante l’emergenza, anche grazie all’intensa esposizione mediatica che ne ha enfatizzato il contributo essenziale.
Uysal e Demirdag (2022) evidenziano come il linguaggio adottato dai media influenzi in modo significativo la percezione sociale della professione infermieristica, incidendo anche sulla scelta di intraprendere questo percorso professionale.
La narrazione mediatica ha avuto un impatto sull’attrattività della professione e se, durante la crisi sanitaria, il linguaggio dei media ha potenzialmente incentivato l’interesse verso l’infermieristica, nel periodo post-pandemico questo effetto si è progressivamente affievolito (Dzansi e Abdul-Mumim et al., 2024). Sempre secondo Dzansi e Abdul-Mumim et al. (2024), l’utilizzo dei social media ha contribuito a plasmare la percezione della professione, ma spesso amplificando sentimenti di insoddisfazione legati a condizioni lavorative precarie, favorendo l’esodo verso altri Paesi o l’abbandono della carriera da parte di giovani professionisti. Inoltre, segnalano che, nel periodo post-pandemico, la percezione positiva della professione infermieristica ha subito un rapido ridimensionamento, facendo riemergere una posizione marginale sia nel panorama mediatico che nella considerazione dell’opinione pubblica (Dzansi e Abdul-Mumim et al. 2024). Il calo di visibilità dimostra quanto sia fragile un riconoscimento fondato su narrazioni eccezionali. Senza una comunicazione costante e realistica, tale riconoscimento tende a svanire con la fine dell’emergenza.
Dalla letteratura emerge con forza la necessità di adottare strategie comunicative più efficaci, capaci di offrire una rappresentazione accurata, realistica e multidimensionale della professione infermieristica (Giorgetta e Pasquot, 2021; Rubbi e Lupo et al., 2023). Una comunicazione che sappia valorizzare le competenze, l’autonomia e il contributo cruciale degli infermieri alla salute pubblica è oggi più che mai urgente.
In questa prospettiva, una scoping review condotta da Gonzales e Errasti-Ibamondo et al. (2023) evidenzia la necessità che siano le stesse infermiere e gli stessi infermieri ad assumere un ruolo attivo nella promozione e nel riconoscimento sociale della professione, facendosi protagonisti nella costruzione della propria immagine pubblica (Foà, Bertuol et al., 2021). Questo richiede che gli infermieri si assumano un ruolo attivo nella comunicazione, per costruire una narrazione solida, coerente e riconosciuta anche a livello internazionale (Foà, Bertuol et al., 2021). Un miglioramento della rappresentazione mediatica della professione, fondato su una comunicazione più aderente alla realtà, contribuirebbe a rendere visibile ciò che spesso rimane invisibile, rafforzando la conoscenza, la comprensione e il riconoscimento pubblico del ruolo infermieristico (Peng, 2022). Questo approccio si inserisce pienamente nelle raccomandazioni dell’ICN (ICN, 2021), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di altri autori (Foà e Bertuol et al., 2021; Gradellini e Ibatici, 2022; Roth e Wensing et al., 2022).
Integrare l’educazione ai media nella formazione infermieristica e promuovere l’aggiornamento in questo ambito è essenziale per contrastare le distorsioni comunicative, migliorare l’immagine pubblica e rafforzare il ruolo di advocacy nelle politiche sanitarie (Pavić e Marković et al., 2025).
Si rende pertanto necessario adottare strategie di branding mirate a colmare il divario tra l’immagine attuale della professione infermieristica -ancora ampiamente percepita come quella di assistenti premurosi- e la posizione auspicata, ovvero quella di professionisti leader e influenti. Tali strategie dovrebbero includere la promozione di un’immagine inclusiva, la formazione di infermieri in qualità di ambasciatori della professione, il rafforzamento della visibilità pubblica e l’attuazione di iniziative di empowerment, attraverso percorsi di sviluppo professionale e la creazione di contesti lavorativi favorevoli (Yeo e Syuen et al., 2025).
Un punto di forza di questa revisione risiede nel confronto con studi precedenti sulla stessa tematica, che consente di evidenziare l’evoluzione della rappresentazione mediatica della professione infermieristica nel periodo post-pandemico. Mentre le ricerche condotte in precedenza (Bernard e Bévillard-Charrière et al., 2021; Ha e Park, 2022) si focalizzavano principalmente sul periodo pre-pandemico o sull’apice della crisi sanitaria, la presente analisi si distingue per l’attenzione rivolta agli effetti a lungo termine della pandemia sull’immagine e sul riconoscimento del ruolo infermieristico.
Essa offre dunque una prospettiva aggiornata e più ampia sulla relazione tra media e professione, mettendo in luce come, nel post-pandemia, siano state in gran parte disattese le aspettative di un riconoscimento duraturo e strutturale. I risultati mostrano quanto sia rilevante promuovere una narrazione più realistica e coerente, in grado di valorizzare il ruolo strategico dell’infermieristica nei sistemi sanitari.

Limiti e punti di forza
Nonostante gli sforzi compiuti, non è possibile escludere che alcuni contributi non siano stati individuati, vista la peculiarità dell’argomento trattato. Nel definire i criteri di inclusione, è stato stabilito un intervallo temporale iniziale 2010 – 2023. Tuttavia, gli articoli reperiti che rispondevano alle domande di ricerca e includibili nella revisione sono stati pubblicati tutti tra il 2021 e il 2023.
Si osserva, inoltre, che buona parte della letteratura selezionata è costituita da studi secondari, con prevalenza di revisioni e analisi qualitative, oltre alla presenza di contributi di riflessione come lettere all’editore, che arricchiscono il quadro interpretativo con ulteriori spunti critici e prospettici.
Con la consapevolezza dei limiti di cui sopra, questa revisione ha comunque dato la possibilità di tracciare una panoramica di quanto riportato nei mass-media a livello internazionale sull’immagine della professione infermieristica, con un approccio rigoroso, dando la possibilità di sintetizzare quanto pubblicato sulla tematica.

Implicazioni per la pratica e la ricerca
La ricerca futura potrebbe concentrarsi sulla valutazione dell’impatto che ha l’immagine mediatica della professione infermieristica sulla decisione da parte dei giovani di intraprendere questo percorso professionale, nonché sulla volontà, da parte di chi è già professionista, di rimanere nella professione. Approfondire la percezione pubblica dell’infermiere e le sue implicazioni sull’assistenza sanitaria potrebbe essere un ulteriore campo di indagine.
Si potrebbero inoltre individuare strategie di promozione dell’immagine della professione infermieristica, attraverso la consulenza di esperti della comunicazione, per valutarne a seguire l’impatto in termini di riconoscimento da parte dei cittadini.
Le associazioni infermieristiche potrebbero promuovere campagne che riflettano una visione autentica e positiva della professione, al fine di aiutare a contrastare stereotipi dannosi.
Questa revisione potrebbe essere anche una risorsa per stimolare la riflessione in ambito formativo. Si potrebbero integrare infatti nei programmi didattici contenuti specifici volti a sviluppare una capacità critica tra gli studenti riguardo alla rappresentazione mediatica della professione infermieristica, al fine di promuovere l’appartenenza professionale e una chiara identità e consapevolezza del ruolo.

CONCLUSIONI
Questa scoping review ha messo in evidenza come la professione infermieristica sia ancora poco riconosciuta, poco valorizzata e come se ne comprenda ancora sommariamente l’importanza strategica e la rilevanza per lo sviluppo dei sistemi sanitari.
Considerando le sfide che sta affrontando il contesto sanitario e l’importanza della professione come elemento attivo in esse, promuovere la professione acquisisce ulteriore importanza. Se i paesi Europei si trovano di fronte a un aumento delle persone anziane e delle malattie croniche che richiede maggiori risorse infermieristiche, mentre il calo delle iscrizioni ai corsi di formazione, insieme all’abbandono crescente della professione, non solo con il pensionamento, è chiaro che la promozione del ruolo diventa necessaria. La crescente domanda di personale qualificato si scontra con un’offerta in declino, rappresentando una minaccia per la sostenibilità del sistema sanitario: dall’analisi dei media, le condizioni di lavoro risultano difficili, la retribuzione spesso inadeguata e l’immagine descrittiva del ruolo evidenzia solo gli aspetti negativi della professione.
Nonostante il periodo pandemico abbia riconosciuto i professionisti come eroi, questa opportunità non ha portato una riflessione più ampia, anche a livello politico, per il riconoscimento e la valorizzazione della professione. A oggi, la professione infermieristica è ancora percepita come poco gratificante, mal retribuita, certamente con scarso riconoscimento sociale. Sarà necessario che in futuro siano gli infermieri stessi a cambiare questa narrazione, sottolineando il valore e gli aspetti positivi della professione, tra cui la possibilità di fare la differenza sugli esiti di salute.
A tale proposito, si rende necessario promuovere campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, con uso appropriato dei social media, sia nella tempistica, sia nella modalità, al fine di promuovere il valore dell’assistenza infermieristica e fornire una rappresentazione più chiara e veritiera della professione.

 

Conflitto di interessi
Tutti gli autori dichiarano l’assenza di conflitto di interessi. Tutti gli autori dichiarano di aver contribuito alla realizzazione del manoscritto e ne approvano la pubblicazione.

Finanziamenti
Gli autori dichiarano di non aver ottenuto alcun finanziamento e l’assenza di sponsor economici.

Ringraziamenti
Un sincero grazie a tutte le persone che hanno collaborato e creduto nella realizzazione di questa review, dimostrando grande disponibilità e attenzione.

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