Educazione civico-sanitaria nelle scuole: un’esperienza degli studenti del terzo anno del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università del Piemonte Orientale-canale formativo di Verbania- in epoca Covid


INTRODUZIONE
Garantire la salute nelle scuole fa parte delle caratteristiche proprie della professione infermieristica. L’educazione sanitaria è uno degli strumenti più importanti che gli infermieri all’interno delle strutture scolastiche utilizzano per insegnare a studenti, famiglie e personale la salute. Per essere educatori sanitari efficaci, gli infermieri hanno bisogno di abilità nella pianificazione e nell’implementazione di programmi attraenti ed efficaci per gli studenti. Devono sviluppare abilità nel valutare l’efficacia dei loro interventi e valutare l’impatto che l’assistenza infermieristica scolastica può avere sulla salute dei bambini e dei ragazzi (Denehy J. 2001).
La ricerca internazionale sull’impiego dell’infermiere scolastico è in corso, ma alcune ricerche evidenziano come l’infermiere scolastico in molti paesi ha svolto un ruolo importante nel benessere degli studenti durante la pandemia e in molti casi anche durante la chiusura delle scuole (Rothstein, R.; Olympia, R.P. 2020).
Il COVID-19 ha messo in primo piano la salute degli studenti e ha portato gli infermieri scolastici sotto i riflettori. Gli infermieri che operano nella scuola si sono trovati ad assumersi responsabilità su una scala mai prevista prima (McDonald C. C. 2020).
Il Profilo Professionale dell’Infermiere, benché risalga al 1994, descrive tra le funzioni specifiche dell’Infermiere l’educazione all’individuo e alla collettività e proprio per le peculiarità descritte, la sede del Corso di laurea in Infermieristica di Verbania dell’Università del Piemonte Orientale ha accolto favorevolmente la proposta formulata dal Comune su cui è situato il Corso. Nel corso del mese di Gennaio 2021 infatti, il Sindaco del Comune di Verbania ha formulato formale richiesta alla sede centrale dell’Università per chiedere l’adesione e il patrocinio non oneroso ad un progetto denominato “Progetto di educazione civico-sanitaria” rivolto agli studenti di tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado collocate sul territorio di Verbania con l’obiettivo e educare e sensibilizzare gli studenti nell’adesione delle norme comportamentali mirate alla prevenzione del contagio e diffusione del virus causa della Sars da Cov-2 da cui è derivato lo stato pandemico ancora in essere. Sono stati coinvolti quali attori del progetto educativo gli studenti del terzo anno del Corso di laurea in Infermieristica con il tutor dell’anno, il coordinatore del corso di laurea, infermieri e medici che hanno concluso il proprio percorso lavorativo, volontari della Croce Rossa. Attraverso una progettazione dettagliata svolta in collaborazione con le scuole destinatarie del progetto, sono state individuati giorni e orari specifici in cui si sono svolti gli interventi di circa un’ora per ogni classe. Il progetto che si è svolto nel corso del mese di febbraio 2021, qualche giorno nel marzo, ha permesso di raggiungere circa 800 studenti e indirettamente le loro famiglie. Ogni intervento ha previsto la costituzione di gruppi misti tra studenti e professionisti che previa condivisione delle modalità di intervento rispetto agli strumenti da utilizzare, video e integrazione con lezione frontali con partecipazione attiva da parte degli studenti, sono entrati nelle aule. Gli studenti e i restanti partecipanti al progetto durante gli interventi si sono soffermati mediante video e filmati ad analizzare i momenti fondamentali della prevenzione dell’infezione da Covid: origine del virus e modalità di trasmissione, lavaggio delle mani, uso corretto della mascherina, norme comportamentali e distanziamento sociale.
Tutti gli studenti nei diversi ruoli hanno partecipato attivamente: in seguito vengono riportate le testimonianze fornite dai partecipanti. Di particolare interesse sia la modalità di apprendimento esperita dallo studente in formazione infermieristica che ha testato sul campo quanto appreso durante il suo percorso di studi che gli studenti destinatari dei contenuti.
Ognuno di questi ultimi, nei diversi gradi di istruzione, con molta collaborazione di tutto i personale docente presente in aula, ha potuto porre quesiti, curiosità e comprendere aspetti non sempre approfonditi in merito all’argomento.
Il progetto viene presentato agli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica che con il tutor dell’anno, accolgono con molto entusiasmo la proposta, che inseguito descrivono con alcune testimonianze.

IL RACCONTO DI JESSICA E ALESSANDRA
ll progetto in questione ci è da subito sembrato interessante anche se il timore di affrontare le domande dei bambini si è manifestato fin dal principio.
Abbiamo preso parte a tre incontri, due all’interno della scuola elementare “Torchiedo” (classi terza e quinta) e uno all’interno della scuola elementare “Tommasetti” (classe quarta).
Durante gli incontri venivano fatti vedere ai bambini una serie di video relativi alla modalità di trasmissione del Covid e alle tecniche di prevenzione da utilizzare nella vita quotidiana. Tra un video e l’altro veniva data loro la possibilità di fare domande. Le domande che ci sono state poste erano un misto tra ingenuità, creatività e curiosità; e noi ci siamo divertite tantissimo a rispondere. Ecco alcuni esempi di domande dei bambini:
 “Perchè non mettono il vaccino nell’acqua, in modo che quando beviamo l’acqua del rubinetto ci vacciniamo tutti?”
 “Perchè invece di un razzo non mandiamo nello spazio una siringa gigante piena di vaccino, così quando scoppia cade tutto sulla terra e ci vacciniamo tutti?”
 “Ma il virus può cadere dalle mascherine che alcune persone mettono vicino al gomito quando vanno a correre?”
 “Ma se io vado in piscina e faccio uno starnuto contamino tutta l’acqua e di conseguenza anche gli altri bambini che entrano in piscina?”
 “Ma se io ho il Covid e starnutisco nella mascherina poi mi re-infetto continuamente?”
Nel complesso dagli incontri è emerso che i bambini erano molto informati in materia, soprattutto sulle strategie di prevenzione (lavaggio delle mani, posizionamento della mascherina chirurgica e distanziamento).

IL RACCONTO DI SIRIA E LUNA
Per noi studenti del Corso di Laurea in Infermieristica, questo confronto è stato un’opportunità di arricchimento e crescita sia umana che professionale.
Questa esperienza è stata arricchente soprattutto perché, in una generazione così interconnessa, grazie alla scuola abbiamo trovato spazio per, non solo informare ed educare, ma anche per saziare la fame di curiosità del bambino/ragazzo.
Questo incontro fra due generazioni vicine e lontane allo stesso tempo, ci ha permesso di vedere il mondo e la realtà attuale attraverso lo sguardo genuino e curioso di un bambino, per cogliere aspetti spesso fugaci al mondo degli adulti.
È difficile riassumere in parole la perspicacia dimostrata dagli alunni ma possiamo condividere alcune delle domande che più ci hanno colpiti:
 “Perché ad oggi non c’è ancora una cura?”
 “Perché il virus muta?”
 “Perché si chiama COVID19?”
 “Perché e come ci infetta il virus?”
 “Perché non tutti reagiscono alla malattia nello stesso modo?”
Nel corso degli incontri è emersa una grande capacità adattativa e un’enorme sensibilità rispetto alla situazione pandemica. A tale proposito molti di loro con le proprie domande si sono chiesti come mai talvolta gli adulti facciano così fatica a rispettare delle regole ai loro occhi semplici quanto importanti, nell’ottica di poter ritornare a giocare e socializzare come la loro fase evolutiva merita. Questa opportunità ci ha permesso di concretizzare il ruolo educativo dell’infermiere, in una generazione che tutti i giorni si confronta con un momento storico che mette in discussione tutti gli aspetti della vita umana, soprattutto quelli che fino ad ora sono stati dati per scontati, nella speranza di aver contribuito nell’informazione consapevole di coloro che saranno gli adulti del futuro e ai quali lasciamo in eredità la responsabilità del cambiamento.

IL RACCONTO DI OUMAIMA E LISA
Noi siamo andate sia dai bambini delle elementari, 1° e 3 ° classe, e alle medie: 1° e 3° media. È stata un’esperienza molto bella sia perché abbiamo potuto sperimentare la parte dell’ educazione e della formazione esercitando il ruolo del formatore, ma soprattutto perché siamo rimasti sorpresi dalla preparazione dei ragazzi e dei bambini sull’argomento più di quanto ci aspettavamo e su certi aspetti meglio degli adulti. Abbiamo notato la comprensione della situazione pandemica anche da parte dei più piccoli e l’importanza della prevenzione appunto per combattere questo “mostro cattivo “come hanno detto loro.

IL RACCONTO DI GIORGIA E GIULIANA
Noi ci siamo dedicate degli alunni di 3° e 5° elementare della scuola Maria Peron Sant’Anna e di 1° dell’istituto Bachelet (Trobaso).
Dopo un intervento dedicato all’utilizzo del materiale didattico messo a disposizione si è è dato spazio alle domande, dubbi, chiarimenti dei bambini e dei docenti.
Tra le tante siamo rimaste colpite come i bambini siano in realtà informati riguardo a quello che li circonda: parlavano e conoscevano l’OMS, la proteina spike, indice di contagiosità, la mascherina FFP2,
Tra le tante siamo rimaste colpite da queste:
 “Ma è vero che il mezzo con cui il virus si è espanso sono gli animali?(serpenti, pipistrelli, topi)”
 “Per quanto durerà lo stato di emergenza che l’OMS ha stabilito?”
 “Visto che RT si è abbassato è dovuto secondo voi all’inizio della campagna vaccinale?”
 “Noo, non è il virus che viene messo nel corpo (parlando del vaccino) ma la proteina spike che sta nella parte superficiale del virus”
 “Cosa succede se un medico si ammala?”
 “Ma perché essere positivi è una cosa brutta, di solito io la uso per parlare di cose belle?”
 “Ma se io tocco il mio cane c’è il rischio che lui si ammali?”
 “Ma perché a noi non ci vaccinano?”
 “E se sono allergico al vaccino?”
 “Come ha fatto dalla Cina a fare un viaggio cosi lungo ?(riferito al virus)
 “Differenza tra mascherina chirurgica e mascherina FFP2?”
Tra un video e l’altro ci siamo assicurate che i bambini avessero compreso quello di cui si parlava; pertanto, insieme abbiamo riprodotto i momenti essenziali del lavaggio mani andando ad evidenziare gli sbagli più frequenti e pericolosi per il possibile contagio. Inoltre, tutti insieme abbiamo provato sia a indossare la mascherina chirurgica sia a toglierla e smaltirla. In questo modo, se prima non erano emersi dubbi o perplessità, dopo sono nate ulteriori domande riguardo questi temi, alle quali è stata data risposta.
In conclusione, riteniamo che iniziative come queste debbano essere promosse più frequentemente anche per altri temi: in quanto se l’educazione viene impartita sin da piccoli è più probabile che i futuri adulti adottino un comportamento consono al tema.
Inoltre è sempre bello e formativo confrontarsi con persone più piccole in quanto si viene a conoscenza del loro piccolo mondo, ma che in realtà, forse, è più grande del nostro.
D’altro canto questa esperienza ci ha aiutato a capire come interagire con persone più piccole di noi, anche per il nostro futuro lavorativo.

IL RACCONTO DI PAOLO
Durante i mesi di gennaio, febbraio e marzo ho partecipato, insieme ad alcune compagne di università, ad un progetto promosso dal comune di Verbania inerente all’educazione sanitaria sulle norme di comportamento utili a prevenire l’infezione da COVID-19. Il progetto era indirizzato ai bambini e alle bambine delle scuole elementari e ai ragazzi e ragazze delle scuole medie.
Ho avuto la possibilità di relazionarmi con entrambi i gruppi e con tutte le fasce di età coperte.
Posso dire dopo questa esperienza che la maggior parte dei partecipanti erano già molto informati relativamente ai comportamenti da tenere. Sicuramente le esperienze più belle e coinvolgenti sono state alle scuole elementari, dove solitamente ci si aspetta una partecipazione meno attiva e un bagaglio di conoscenze limitato, tuttavia mi sono dovuto ricredere, dal momento che alcune delle domande più tecniche, soprattutto relative alle vaccinazioni, sono state poste proprio dai più piccoli e l’attenzione è sempre stata molto costante, così come la partecipazione attiva. Probabilmente il rapporto più intenso con le nuove tecnologie sta portando anche i più piccoli a potersi informare in maniera più completa, ma non sempre veritiera. Spesso infatti venivano citati come fonti you-tube, tiktok e i vari social network, luoghi virtuali in cui oggi si fa e si trova informazione; il rischio per i ragazzi è che queste informazioni risultino scorrette a volte sbagliate e fuorvianti, soprattutto quando si parla di materia sanitaria, le cui nozioni sono fondamentalmente basate su fonti autorevoli e validate e non sulla prima pagina che troviamo cercando sul motore di ricerca, o sullo youtuber di turno che si spaccia per virologo.
Da questa esperienza ho portato a casa molto dal punto di vista umano, ho potuto vedere infatti come nei bambini rimanga sempre viva la curiosità, la voglia di imparare e soprattutto di proteggere i propri famigliari, dimostrata con l’attenzione prestata ai nostri interventi. L’unica nota amara è appunto questo eccessivo avvicinamento e attaccamento alla tecnologia, che se usata male, porta sicuramente alla mal-informazione e alla diffusione di notizie false e fuorvianti.

IL RACCONTO DI RACHELE
Durante l’inverno del 2021 ho avuto l’opportunità di recarmi nelle scuole medie del VCO per la realizzazione di un progetto riguardante il COVID-19 ai bambini.
Durante queste ore, usufruendo dei Video esplicativi realizzati dalla Croce Rossa Italiana , abbiamo presentato 3 concetti fondamentali di questa pandemia: cos’è il COVID-19, il lavaggio sociale delle mani, l’utilizzo delle mascherine.
È stato interessante potermi porre nel ruolo di un insegnate e capire le difficoltà nello spiegare e dare risposte riguardo un argomento così vasto e complesso.
Sono rimasta stupita dall’interesse dei bambini e delle domande molto pertinenti e specifiche, concentrate soprattutto sulle modalità di trasmissione del virus, su cosa potessero fare loro nella quotidianità per essere più protetti dal contagio e l’importanza delle vaccinazioni e delle misure preventive per combattere la pandemia.
È stato un progetto ben gestito e realizzato, che ha portato un feedback positivo sia ai bambini che a noi studenti.

IL RACCONTO DI GIORDANA, FRANCESCA E GEORGIA
Abbiamo partecipato al progetto di educazione sanitaria presso le scuole elementari Peron e Rosmini, spiegando le regole fondamentali di igiene e di prevenzione riguardanti il virus Sars-Cov-2 alle classi di prima e terza elementare.
Da subito i bambini si sono mostrati interessati e partecipavano attivamente alla presentazione elaborata dalla Croce Rossa Italiana, ponendo numerose domande e scalpitando per raccontare la loro esperienza.
Ricordiamo con emozione un bambino che, con orgoglio, ha elogiato sua madre infermiera, riconoscendo l’importanza e la gratitudine nei confronti di tutti i professionisti sanitari impegnati in prima linea nella lotta contro il Covid.
Fra le domande che i bambini ci hanno posto, qualcuna in particolare ci ha colpito particolarmente:
 Alla visione delle foto del virus al microscopio un bambino ha esordito con la frase: “Perché il coronavirus ha quelle spine?”
 Un’altra ha posto la domanda: “É vero che se mi si avvicina un pipistrello può trasmettermi il Covid?”
 Altri, più informati, domandavano se fosse possibile alla loro età, sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid e quali fossero gli effetti collaterali.
 Dopo la visione del video in cui veniva spiegata la funzione del sistema immunitario, un bambino ha posto la domanda: “Perché se noi abbiamo anticorpi che sconfiggono i virus ci sono persone che sono morte?”
 Un bambino incuriosito chiede: “Se mi ammalo, muoio o posso essere guarito?”
Dopo la visione del video inerente la corretta esecuzione del lavaggio delle mani, per assicurarci che i bambini lo avessero compreso correttamente, abbiamo chiesto loro di eseguirlo tutti insieme seguendo i passaggi fondamentali mostrati nel video.
Siamo rimaste entusiaste nel vedere che i bambini erano già a conoscenza di ogni singolo passaggio per un corretto lavaggio delle mani e in possesso del proprio gel disinfettante.
È stata per noi una sfida, quella di rapportarci con dei bambini, essendo abituati nella realtà di tutti i giorni a confrontarci con persone adulte. Ci siamo messe in gioco per individuare delle metodiche comportamentali, linguistiche e relazionali adeguate alla loro fascia d’età.
Ringraziamo l’università del Piemonte Orientale per averci offerto questa opportunità, che ha contribuito alla nostra crescita professionale oltre che intellettuale.

IL RACCONTO DI XHEVAIRE E SILVIA
L’iniziativa dell’educazione nelle scuole di vario livello ha permesso sia a noi studenti del terzo anno di capire l’importanza della figura infermieristica sia per i bambini che per ragazzi nell’esporre le loro perplessità riguardo il Covid-19.
L’utilizzo di video prodotti dalla Croce Rossa Italiana ha alimentato la curiosità dei bambini, permettendo loro di ricevere informazioni corrette riguardo il Covid-19, su come si sia diffuso, come prevenire il contagio, come indossare correttamente la mascherina, come effettuare il lavaggio delle mani secondo le indicazioni dell’OMS, come comportarsi quando si hanno i primi sintomi.
Molte sono state le domande dei bambini della prima elementare della scuola Cantelli di Verbania:
 Come mai si ammalano solo i nonni?
 Chi ha inventato il Covid?
 Perché non va più via?
 La cosa che mi manca di più è stato non aver giocato con i miei compagni.
Alcune affermazioni ci hanno profondamente colpiti poiché i bambini da oltre un anno hanno convissuto con notizie riguardanti il Covid-19 e hanno capito l’importanza della prevenzione e delle difficoltà che questo virus ha portato.
Inoltre, è stato chiesto loro di disegnare su un foglio come , la loro immaginazione, fosse strutturato il virus.
Sono stati soddisfatti dell’intervento fatto da noi e seppur piccoli di età, con una consapevolezza in più.
La speranza è quella di poter coinvolgere in più progetti gli studenti di Infermieristica per far “toccar con mano” l’importanza dell’educazione sanitaria.

CONCLUSIONI
Numerose sono le riflessioni che possono scaturire dalla lettura delle testimonianze. La semplicità con cui sono state espresse sono l’indicatore del linguaggio da utilizzare con l’utente e quindi anche la capacità comunicativa oltre che quella empatica richiesta all’Infermiere nella relazione.
Questa esperienza rappresenta un momento educativo rivolto agli studenti: la figura dell’infermiere nel settore scolastico non è ancora sufficientemente rappresentata. Sarebbe auspicabile che, come nell’esperienza svolta a San Martino Siccomario nel pavese, si proponessero progetti di intervento mirato allo sviluppo e implementazione dell’Infermiere nei contesti scolastici non solo con fine educativo ma perché possano stare accanto agli studenti non solo con lo scopo indispensabile di tutela della salute nella pandemia, ma con il più ampio obiettivo di essere punto di riferimento per gli studenti con condizioni di salute specifiche e di attuare, in sinergia con la scuola, azioni di prevenzione, di sensibilizzazione alle sane abitudini e a stili di vita sani nell’ottica di una più concreta promozione della cultura della salute e di sviluppo della civica responsabilità sociale di ciascuno nel tutelare la propria salute e quella collettiva, a sostegno di tutte le condizioni di fragilità e cronicità che possono essere presenti anche nell’età pediatrica ed evolutiva nello specifico.
Con l’augurio che la realizzazione di un piccolo progetto possa divenire un mattone per la costruzione di un connubio scuola-salute.

Conflitto di interessi
Si dichiara l’assenza di conflitto di interessi.

Finanziamenti
Gli autori dichiarano di non aver ottenuto alcun finanziamento e che lo studio non ha alcuno sponsor economico.

Ringraziamenti
Ai promotori del progetto:
Silvia Marchionini Sindaco di Verbania
Gian Carlo Avanzi Rettore Università Piemonte Orientale
Antonia Follenzi Presidente del Corso di Laurea In Infermieristica
Alberto Dal Molin Vice presidente Corso di Laurea in Infermieristica
Paola Sanvito Coordinatore corso di laurea in Infermieristica
Paola Scapparone Past Coordinatore corso di laurea in Infermieristica
Alessio Mirani Comitato Croce Rossa Italiana sede di Verbania
Personale medico ed infermieristico in astensione dal lavoro per fine rapporto

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Bibliografia

– D.P.R. 739/1994 Profilo Professionale dell’Infermiere.
– Denehy J. 2001 Oct;. Health education: an important role for school nurses. J Sch Nurs17(5):233-8. doi:10.1177/10598405010170050101. PMID: 11885338.
– McDonald C. C. 2020 Reopening schools in the time of pandemic: Look to the school nurses. Journal of School Nursing, 36(4), 239-240. 10.1177/1059840520937853.
– Rothstein, R.; Olympia, R.P. 2020 School nurses on the front lines of healthcare: The approach to maintaining student health and wellness during COVID-19 school closures. NASN School Nurs., 35, 246–249.

SITOGRAFIA
CRI sede di Verbania con www.clideo.com .
https://www.fnopi.it/archivio_news/attualita/1482/Sintesi_LineaGuida_WHO_lavaggio_mani.pdf.
https://www.fnopi.it/2020/06/07/oms-mascherine-nuove-indicazioni.
https://www.infermiereonline.org .
https://www.fnopi.it/aree-tematiche/infermiere-scolastico.
www.icsiccomario.edu.it .


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