Grandi tute, e camici ingombranti


Ecco, ci siamo. Finalmente chiudiamo come reparto Covid. Tre e dico tre mesi intensi.
Grandi tute, e camici ingombranti che ci hanno depersonalizzato.
Abbiamo visto e conosciuto tanti pazienti, siamo stati il loro sfogo, la loro “mano amica” in una situazione di isolamento totale dal mondo. Siamo stati forti, bravi e coesi.
Abbiamo litigato e abbiamo fatto pace. Abbiamo perso la pazienza, e l’abbiamo ritrovata dopo 5 secondi.
Ci siamo sentiti isolati dal mondo intero, con la paura di infettare.
Abbiamo accolto infermieri novizi, cercando di spiegare loro come cambia tutto. Come cambia l’assistenza, come cambia quel famoso “tocco” che tanti dicono essere benefico.
Abbiamo spiegato loro l’importanza dei DPI; l’importanza di saper leggere e mettere in atto una procedura. Infermieri che chissà mai se si ricorderanno di Noi.
Se mi fermo a pensare, sembra quasi di aver vissuto una vita parallela, e invece la nostra Vita è andata avanti: abbiamo avuto molti pensieri da tante persone: le uova a Pasqua, la pizza dalla mensa. Piccoli pensieri, che sono stati graditi da tutti Noi.
Anime impaurite, che hanno dovuto trovare il coraggio di affrontare un mostro più grande di Tutti. Talmente infimo da essere anche silente, che ha ferito profondamente l’Italia intera.
Caro Covid, noi abbiamo rivisto la nostra assistenza, ma siamo stati talmente uniti che difficilmente dimenticherò questo periodo. Hai distrutto famiglie intere, hai alterato il mio ritmo-veglia ma ci hai reso più forti di prima. Grazie ai miei magnifici colleghi, scusate per le mie sbroccate…io sono fatta un po’ così!
Ricorderemo i segni sul nostro volto, ricorderemo il sudore dei camici.
Ricorderemo il tempo inesorabile in quel corridoio vuoto.
Grazie a coloro che hanno “fatto i bravi”.
Dobbiamo continuare così, e ne usciremo tutti.
Tutti insieme.

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