RIVISTA BIMESTRALE
Organo ufficiale della Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche
Guglielmo Imbriaco Dottorato di Ricerca in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università Degli Studi di Roma Tor Vergata, Roma, Centrale Operativa 118 Area Omogenea Emilia Est, ospedale Maggiore “Carlo Alberto Pizzardi”, Bologna, Italia
Francesco Limonti Dottorato di Ricerca in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università Degli Studi di Roma Tor Vergata, Roma, Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Anna, Ferrara, Italia
Nicola Ramacciati Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione (DFSSN), Università della Calabria, Rende (CS), Italia
Introduzione: I poster rappresentano uno strumento diffuso ma spesso sottovalutato per la comunicazione scientifica in ambito infermieristico. Oltre a presentare dati, consentono di diffondere risultati di ricerca, stimolare il dialogo professionale e valorizzare il contributo infermieristico in contesti clinici, formativi, organizzativi e di ricerca. Tuttavia, non di rado i poster mancano di efficacia comunicativa a causa di testi eccessivi, layout poco chiari o scelte grafiche inadeguate. Questo articolo propone una guida pratica alla progettazione di poster scientifici efficaci, basata sui principi di design, accessibilità e comunicazione visiva. Vengono affrontati aspetti chiave quali l’organizzazione dei contenuti, la scelta dei formati, l’uso appropriato di font e colori, l’importanza del contrasto e dello “white space”, e l’integrazione di immagini, grafici e tabelle come veri strumenti di comunicazione. Particolare attenzione è dedicata agli errori più comuni da evitare e agli strumenti digitali oggi disponibili, da software tradizionali come PowerPoint o Keynote a piattaforme web come Canva, Genially o Adobe Express, che permettono anche a chi non ha competenze grafiche di realizzare prodotti di qualità professionale. Infine, viene sottolineata l’importanza della presentazione orale che accompagna il poster, intesa come un breve “elevator pitch” capace di riassumere obiettivi, risultati e implicazioni dello studio, rafforzando l’impatto comunicativo complessivo.
Obiettivi: L’obiettivo è fornire agli infermieri, in particolare ai giovani ricercatori, indicazioni pratiche per strutturare un poster e comunicare in modo più chiaro e incisivo i risultati delle proprie ricerche, valorizzandone la visibilità nei contesti accademici e professionali.
Parole chiave: Comunicazione; presentazione congressuale; ricerca infermieristica; poster.
Communicating research: a practical guide to designing scientific posters
ABSTRACT
Introduction: Academic posters are a widely used yet often underestimated tool for scientific communication in nursing. Beyond simply displaying data, posters can effectively disseminate research findings, promote professional dialogue, and enhance the visibility of nursing contributions in clinical, educational, and research contexts. However, many posters fail to engage their audience due to excessive text, poor layout, or lack of visual clarity. This article offers a practical guide to designing effective scientific posters, drawing on principles from graphic design, accessibility, and communication. Key aspects include structuring content effectively, choosing appropriate formats, optimizing readability through typography and contrast, and using images, graphs, and visual elements to support the message. Attention is also given to modern tools for poster creation, such as PowerPoint, Keynote, and web-based platforms like Canva, which allow for greater personalization and a user-friendly interface. The importance of preparing a brief oral presentation, or “elevator pitch”, to accompany the poster is also emphasized. By mastering these strategies, nurses can enhance the communicative power of their posters, turning them into tools for engagement, collaboration, and influence.
Objectives: This contribution aims to support nurses, especially early-career researchers, in making their work more visible and impactful in academic and professional settings.
Key words: Communication; Conference presentation; Nursing research; Poster; Visual graphic.
Alissa Borner BSc, MSc Student, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Vincenzina De Luca BSc, MSc Student, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Elena Corina Luca PhD Candidate, MSc, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Monica Bianchi PhD, MSc, EMBA, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Loris Bonetti PhD, MSc, RN University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Cinzia Gradellini PhD, MSc, RN, University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland; Department of Business Economics, Health and Social Care, Svizzera
Introduzione: La pandemia da SARS-CoV-2 ha portato grande attenzione mediatica alla professione infermieristica, spesso raffigurata come eroica, ma accompagnata da stereotipi dannosi per la professione. La percezione pubblica degli infermieri, influenzata dai mass media, ha subito una trasformazione significativa durante questo periodo.
Obiettivi: Questa scoping review si propone di esplorare come i mass media hanno rappresentato la professione infermieristica prima e dopo la pandemia da SARS-CoV-2 e di indagare l’influenza di queste rappresentazioni sull’attrattività della professione.
Materiali e metodi: La revisione è stata condotta seguendo le linee guida del Joanna Briggs Institute e la checklist PRISMA ScR. Sono stati inclusi articoli pubblicati dal 2010 al 2023 in quattro lingue, analizzati secondo il mnemonic PCC (Population, Concept, Context). Le banche dati consultate sono: Medline, CINAHL, Livivo e Web of Science.
Risultati: Sono stati selezionati 14 articoli che evidenziano un cambiamento nella rappresentazione degli infermieri, da figure sottovalutate a eroi mediatici. Tuttavia, permangono stereotipi che limitano la percezione delle competenze infermieristiche e ostacolano l’attrattività della professione.
Discussione e conclusioni: Questa revisione evidenzia l’importanza di promuovere una rappresentazione accurata della professione infermieristica nei media, per migliorarne la percezione pubblica e l’attrattività. La pandemia offre un’opportunità unica per ridefinire l’immagine degli infermieri come professionisti autonomi e competenti.
Parole chiave: Infermieri, Mass media, Immagine professionale, Scoping review.
Impact of the SARS-COV-2 pandemic on the nursing profession image and attractiveness in the media system: a scoping review
ABSTRACT
Introduction: The SARS-CoV-2 pandemic has amplified media attention on nursing, often depicting nurses as heroic figures while reinforcing harmful stereotypes. Public perceptions of nurses, shaped by mass media, underwent a notable transformation during this period.
Objectives: This scoping review aims to examine how the nursing profession has been portrayed in the mass media before and after the SARS-CoV-2 pandemic, and to explore the impact of these portrayals on the profession’s appeal.
Materials and methods: The review followed Joanna Briggs Institute guidelines and the PRISMA ScR checklist. Articles published between 2010 and 2023 in four languages were included and analyzed using the PCC mnemonic (Population, Concept, Context). Data were collected from Medline, CINAHL, Livivo, and Web of Science databases.
Results: Fourteen articles were selected, revealing a shift in the representation of nurses from undervalued figures to media heroes. However, enduring stereotypes limit the public’s perception of nursing skills and hinder the profession’s overall appeal.
Discussion and conclusions: This review underscores the importance of promoting accurate portrayals of the nursing profession in the media to enhance public perception and career attractiveness. The pandemic offers a unique opportunity to redefine nurses as autonomous, competent professionals.
Key words: Nurses, Mass media, Professional image, Scoping review.
Beatrice Birello Infermiera, UOC Medicina Interna Ospedale dell’Angelo Mestre, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Maria Gabriella Procacci Infermiere Coordinatore, UOC Medicina Interna Ospedale dell’Angelo Mestre, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Claudia Piras Infermiera, UOC Medicina Interna Ospedale dell’Angelo Mestre, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Ilenia Chinellato Infermiera Tutor Didattico, Corso di Laurea in Infermieristica, Aulss 3 Serenissima, Venezia, Italia
Introduzione: Il passaggio delle consegne infermieristiche è fondamentale per garantire continuità, sicurezza e qualità dell’assistenza, ponendo la comunicazione come elemento centrale nella relazione di cura. Una trasmissione chiara e strutturata riduce errori clinici, migliorando efficacia e sicurezza. Il metodo bedside, che coinvolge il paziente direttamente al letto, favorisce partecipazione, riduce l’ansia e aumenta la fiducia verso gli infermieri, pur richiedendo attenzione a privacy e formazione specifica. Sebbene gli studi siano prevalentemente internazionali, risulta utile valutare l’applicabilità di questo approccio nel contesto italiano.
Obiettivi: Descrivere la soddisfazione del paziente riguardo l’applicazione del metodo Bedside nursing handover.
Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale trasversale su un campione di convenienza costituito da pazienti ricoverati presso l’Unità di Medicina Interna. La raccolta dati è avvenuta tramite la somministrazione di un questionario nel periodo compreso tra maggio e agosto 2024.
Risultati: Lo studio ha coinvolto 75 pazienti ricoverati in Medicina Interna (40% donne, 60% uomini), con prevalenza di anziani oltre i 76 anni. I risultati hanno mostrato un alto gradimento per le consegne al letto del paziente. La maggioranza ha evidenziato benefici in termini di sicurezza, chiarezza delle informazioni, partecipazione attiva e rafforzamento della relazione con l’infermiere. Complessivamente, il 98,7% ha apprezzato il metodo e il 96% lo ha preferito al modello tradizionale.
Discussione e conclusioni: Le consegne a letto del paziente si dimostrano efficaci per promuovere la sicurezza, la centralità del paziente e la qualità dell’assistenza infermieristica.
Parole chiave: Al letto del paziente; consegne cliniche; Comunicazione; Assistenza infermieristica; Assistenza centrata sul paziente.
Patient satisfaction following the introduction of the bedside nursing handover method in a hub hospital: a cross-sectional study
ABSTRACT
Introduction: Nursing handover is essential to ensure continuity, safety, and quality of care, with communication at the center of the nurse-patient relationship. Clear and structured information transfer reduces clinical errors, improving both effectiveness and safety. The bedside method, involving the patient directly at the bedside, promotes participation, reduces anxiety, and increases trust in nurses, while requiring attention to privacy and specific training. Although most studies are international, evaluating its applicability in the Italian context is useful.
Objectives: To describe patient satisfaction with the implementation of the Bedside Nursing Handover method.
Materials and methods: A cross-sectional observational study was conducted on a convenience sample of patients admitted to the Internal Medicine Unit. Data were collected through a questionnaire administered between May and August 2024.
Results: The study included 75 patients (40% female, 60% male), with a predominance of elderly patients over 76 years. Results showed high satisfaction with bedside handovers, with benefits in terms of safety, clarity of information, active participation, and strengthening of the nurse-patient relationship. Overall, 98.7% of participants appreciated the method, and 96% preferred it over the traditional handover model.
Discussion and conclusions: Bedside nursing handovers are effective in promoting patient safety, patient-centered care, and the overall quality of nursing assistance.
Key words: Bedside; Clinical handover; Communication; Nursing; Patient-centred care.
Emily Alini Infermiera Pronto Soccorso ASST Sette Laghi, Varese, Italia
Adele Talamona Coordinatore Area Sviluppo e Ricerca Clinical Practice ASST Sette Laghi, Varese, Docente di Infermieristica Clinica Applicata Università degli Studi dell’Insubria Varese, Italia
Introduzione: I cambiamenti demografici e la variazione dei pattern epidemiologici di questo secolo sono alla base della necessità di potenziamento della Rete di Cure Palliative. Coerentemente con il bisogno crescente di cure palliative, è necessario fare chiarezza sul ruolo degli Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC), in quanto identificati come professionisti fondamentali per garantire un’assistenza precoce e continuativa al paziente.
Obiettivi: Descrivere gli atteggiamenti degli IFeC nei confronti dell’assistenza di fine vita.
Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale descrittivo utilizzando il Frommentel Attitudes toward Care of the Dying Scale (FACTOD Form B-I), somministrato agli IFeC di quattro diverse sedi dell’ASST dei Sette Laghi.
Risultati: Hanno partecipato allo studio 33 IFeC, maggiormente di sesso femminile e con un’età compresa tra 25 e 60 anni. Dalla somministrazione del FACTOD-B è emerso che il campione ha avuto un punteggio medio di 118,61 (DS 15,19). Non sono emerse correlazioni statisticamente significative con i dati socio anagrafici e professionali.
Discussione e conclusioni: I risultati dello studio evidenziano un atteggiamento complessivamente positivo da parte degli IFeC verso l’assistenza ai pazienti in fase terminale. Tuttavia, investire nella formazione specifica, in particolare su alcuni ambiti, è indispensabile.
Parole chiave: Cure Palliative, Assistenza Domiciliare, Valutazione dei Bisogni, Infermieristica.
The attitude of family and community nurses toward end-of-life care: a descriptive observational study
ABSTRACT
Introduction: The demographic changes and shifting epidemiological patterns of this century underpin the need to strengthen the Palliative Care Network. In line with the growing demand for palliative care, it is necessary to clarify the role of Family Nurses, as they are identified as key professionals in ensuring early and continuous patient care.
Objectives: To describe the attitudes of Family Nurses towards end-of-life care.
Materials and methods: A descriptive observational study was conducted using the Frommentel Attitudes toward Care of the Dying Scale (FACTOD Form B-I), administered to Family Nurses from four different sites of the ASST dei Sette Laghi.
Results: A total of 33 Family Nurses participated in the study, the majority of whom were female and aged between 25 and 60 years. The administration of the FACTOD-B revealed that the sample had an average score of 118.61 (SD 15.19). No statistically significant correlations emerged with socio-demographic or professional data.
Discussion and conclusions: The results of the study highlight an overall positive attitude from Family Nurses towards caring for terminally ill patients. However, investing in specific training, particularly in certain areas, is essential.
Key words: Palliative Care, Home Care Services, Needs Assesment Nursing.
Francesco Zaghini PhD, MSN, RN, Ricercatore, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Italia ORCID: 0000-0002-3327-5751
Valeria Caponnetto PhD, MSN, RN Ricercatrice, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della vita e dell’Ambiente, Università degli Studi dell’Aquila, Italia ORCID: 0000-0003-4573-6110
Marco Di Nitto PhD, MSN, RN Ricercatore Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Genova, Italia ORCID: 0000-0001-8951-622X
Paolo Iovino PhD, MSN, RN Ricercatore, Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli studi di Firenze, Italia ORCID: 0000-0001-5952-881X
Ilaria Marcomini PhD, MSN, RN Assegnista di Ricerca, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano, Italia ORCID: 0000-0001-8096-0199
Valentina Vanzi PhDs, MSc, RN, ped RN, Assegnista di Ricerca, Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica c/o OPI Roma, Centro Interdipartimentale per la Ricerca e la Formazione (CIFAPPS), Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Italia ORCID: 0000-0002-7386-7532
Alessandra Burgio Dirigente di Ricerca, Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), Roma, Italia ORCID: 0000-0001-8017-7452
Stefano Domenico Cicala PhD UOSD Statistica e Flussi Informativi sanitari, AGENAS – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Roma, Italia
ORCID: 0000-0002-2087-3437
Annamaria Bagnasco PhD, MSN, RN, MEdSc, FFNMRCSI Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Ordinario Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Genova, Italia ORCID: 0000-0002-9079-8460
Giancarlo Cicolini PhD, MSN, RN Professore Ordinario, Dipartimento di Tecnologie Innovative in Medicina e Odontoiatria, Università degli Studi “G.d’Annunzio” Chieti – Pescara, Italia ORCID: 0000-0002-2736-1792
Loreto Lancia MSN, RN Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI ,Professore Ordinario Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della vita e dell’Ambiente, Università degli Studi dell’Aquila, Italia ORCID: 0000-0002-2345-1731
Duilio Fiorenzo Manara MSN, RN Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Associato Università Vita-Salute San Raffaele, Milano, Italia ORCID: 0000-0001-5182-6994
Laura Rasero MSN, RN Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Associato Dipartimento di Scienze della Salute Università di Firenze, Italia ORCID: 0000-0003-4460-8002
Gennaro Rocco PhD, MSN, RN, FAAN, FFNMRCSI Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Direttore Scientifico Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica c/o OPI Roma, Italia ORCID: 0000-0002-9211-3752
Loredana Sasso MSN, MEdSc, RN, FAAN, FFNMRCSI Direttore Scientifico CERSI-FNOPI, già Professore Ordinario Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Genova, Italia ORCID: 0000-0001-5886-5937
Rosaria Alvaro MSN, RN, FAAN, FESC Componente del Comitato scientifico CERSI-FNOPI, Professore Ordinario Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Italia ORCID: 0000-0002-4659-1569
Barbara Mangiacavalli MSN, RN Presidente Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche FNOPI, Rome, Italia
Introduzione: L’attività infermieristica ambulatoriale garantisce continuità delle cure e migliori esiti clinici ma non sono chiari i percorsi della loro erogazione ai cittadini e attribuzione dei costi. Tutto ciò dà origine al fenomeno delle “Hidden Nursing Care”.
Obiettivi: Censire, descrivere e misurare le attività infermieristiche erogate nei servizi ambulatoriali in Italia.
Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale descrittivo cross-sectional attraverso un’indagine strutturata composta da 30 domande somministrate a coordinatori/referenti infermieristici e da interviste web semi-strutturate ai dirigenti infermieristici.
Risultati: Lo studio ha coinvolto 23 aziende in 12 regioni italiane, censendo 220 ambulatori. Nel 2023 sono state erogate 1.380.337 prestazioni a 449.224 pazienti. Gli ambulatori hanno prevalentemente sede negli ospedali e sono stati attivati con Delibere Aziendali o Documenti Organizzativi di Dipartimento (N = 57; 28,5% ciascuno). Il 42,3% (N = 93) degli ambulatori afferisce a specialistiche mediche. L’“Ambulatorio Infermieristico Generale” risulta la categoria più rappresentata (N = 103; 46,8%). Il Prelievo di sangue venoso è la prestazione più frequente (N = 471.836; 34,2%). Dalle 12 interviste effettuate ai dirigenti di 8 diverse regioni, è emerso che la responsabilità degli ambulatori infermieristici spesso non è attribuita ai dirigenti infermieristici e non esiste un sistema di attribuzione dei costi e dei ricavi sostenuti/ottenuti.
Discussione e conclusioni: I dati raccolti di questa restituzione preliminare pur rappresentando un contributo conoscitivo delle “Hidden Nursing Care”, hanno evidenziato la mancanza di specifici percorsi standardizzati per la loro erogazione e attribuzione. L’introduzione di un tariffario condiviso potrebbe migliorare l’allocazione delle risorse, ottimizzare i processi e ridurre le liste d’attesa.
Parole chiave: Ambulatori ospedalieri; Servizi infermieristici; Amministrazione dei servizi sanitari; Utilizzo delle risorse sanitarie; Qualità dell’assistenza sanitaria.
Hidden Nursing Care (HNC) in Nurse-Led Outpatient Clinics: Preliminary Results of a Multicentre Exploratory Descriptive Observational Study on the Italian Territory (ENLIGHT-Amb)
ABSTRACT
Introduction: Nursing activities in outpatient settings ensure continuity of care and improved clinical outcomes but the ways in which they are delivered to citizens and the common system of attribution are not clear. This leads to the phenomenon known as Hidden Nursing Care.
Objectives: To record, describe and measure the nursing activities provided in outpatient services in Italy.
Materials and methods: A cross-sectional descriptive observational study was conducted using a structured survey consisting of 30 questions administered to nursing coordinators/leads and through semi-structured web interviews with nursing managers.
Results: The study involved 23 healthcare organizations across 12 Italian regions, surveying a total of 220 outpatient clinics. In 2023, 1.380.337 services were provided to 449.224 patients. Most of the clinics are located within hospital and were officially established through Corporate Resolutions or Departmental Organizational Documents (N = 57; 28,5% each). 42,3% (N = 93) of the clinics fall under medical specialties. “General Nursing Outpatient Clinic” emerged as the most represented category (N = 103; 46,8%). Venous blood sampling was the most frequently provided service (N = 471.836; 34,2%). From the 12 interviews conducted with managers from 8 different regions, it emerged that responsibility for nursing outpatient clinics is often not assigned to nursing managers, and there is no system in place for attributing the costs incurred and revenues generated.
Discussion and conclusions: The collected data of this preliminary report, while representing a knowledge contribution of the Hidden Nursing Care pointed out the absence of specific standardized procedures for their delivery and allocation. The introduction of a recognized fee schedule could improve resource allocation, streamline processes, and potentially reduce waiting times.
Key words: Outpatient Clinics; Nursing Services; Health Services Administration; Health Resource Utilisation; Quality of Health Care.
Marco Ghidini Dirigente delle Professioni Sanitarie, Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU), Milano; Italia
Michele Pirovano Dirigente delle Professioni Sanitarie, Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU), Milano; Italia
Sara Baraldi Dirigente Medico, Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza Metropolitana, (AREU) Milano, Italia
Alessandro Valtolina Operatore Tecnico, Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza Metropolitana, (AREU) Milano Italia
Roseline Immormino Infermiere Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza Laghi, (AREU) Como, Italia
Rita Erica Fioravanzo Psicologa e Psicoterapeuta, Presidente Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management, Milano, Italia
Francesca Tumminello Infermiera U.O. Cardiochirurgia. ASST dei Sette Laghi, Varese, Italia
Barbara Macchi Coordinatore Area Continuità Ospedale Territorio. ASST dei Sette Laghi, Varese, Italia
Adele Talamona Coordinatore Area Ricerca e Sviluppo DAPSS. ASST dei Sette Laghi, Varese Italia
Nicolò Simionato Ms.C, MSN, BSN, Coordinatore Professioni Sanitarie, Azienda ULSS 3 Serenissima, Venezia, Italia
Fabio Pantano Ms.C, BSN, Infermiere Nefrologia – Cardiologia Dolo, Azienda ULSS 3 Serenissima, Venezia, Italia
Antonello Carta Ms.C, MSN, CTN, BSN, Dirigente delle Professioni Sanitarie, Azienda ULSS 3 Serenissima, Venezia, Italia
Alessio Vedovetto Ms.C, MSN, BSN, Tutor Didattico Corso di Laurea in Infermieristica, Azienda ULSS 3 Serenissima, Venezia, Italia
Maria Romilda Filice Referente Infermiere nella digitalizzazione degli strumenti assistenziali in oncologia IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia ORCID: 0009-0009-9766-2783
Andrea Cuboni Responsabile Gestionale Area Dipartimento Oncologia Ed Ematologia Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Francesca Napolitano Post Doctoral Researcher, Faculty of Nursing & Midwifery, Royal College of Surgeons in Ireland, Irlanda ORCID: 0000-0002-9204-0899
Chiara Maddalo Infermiera e PhD student IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Annalisa Roberti Responsabile Gestionale Area Dipartimento Ginecologico e Percorso Nascita Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Daniela Giovannelli Responsabile Gestionale Area Dipartimento Medicina Interna Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Cristina Baiardi Responsabile Gestionale Area Critica E Dea Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Mirella Rossi Responsabile Gestionale Area Chirurgia e Cardio-toraco-vascolare Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Fulvia Ciarapica Responsabile Gestionale Area Dip. Medicina Specialistica Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Lorenzo Stagnaro Responsabile Gestionale Area Sale Operatorie Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Francesca Farina Responsabile di processo nell’ambito dell’area della Sicurezza Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Laura Delfino Responsabile di Area Gestionale Diagnostica di Laboratorio Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Ettore Agradi Responsabile Area Gestionale Tecnica della Diagnostica per Immagini e Radioterapia Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia
Davide Ulivieri Responsabile Aziendale Gestione Qualità dell’Assistenza e Bisogni Formativi Tutor Azienda, Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia ORCID: 0009-0005-9569-8396
Bruno Cavaliere Direttore delle Professioni Sanitarie, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova, Italia ORCID: 0009-0007-4740-6656
Maria Vittoria De Girolamo Prof.ssa a Contratto Laboratorio “Come Imparare ad Apprendere”, 1° anno Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche, Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Roma Italia

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