Disforia di genere e accesso alle cure: prospettive infermieristiche

ISSN: ISSN 2038-0712-L’Infermiere 2025, 62: 4, e78 – e83

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INTRODUZIONE
La disforia di genere è definita come la condizione caratterizzata da una marcata incongruenza tra il genere assegnato alla nascita e l’identità di genere percepita, spesso associata a disagio psicologico e a una compromissione del benessere globale della persona (American Psychiatric Association, 2022). Nonostante i progressi normativi e sociali degli ultimi anni, l’accesso a cure sanitarie adeguate continua a essere ostacolato da numerose barriere. Tra queste emergono pregiudizi persistenti, scarsa formazione specifica del personale sanitario e modelli assistenziali non sempre orientati all’inclusività (Betancourt et al., 2005; White Hughto et al., 2015; Buonincontro, 2023).
Il presente lavoro si propone di analizzare le principali difficoltà che le persone con disforia di genere incontrano nell’accesso ai servizi sanitari e di individuare strategie assistenziali efficaci e culturalmente competenti. Un ulteriore obiettivo è esaminare l’impatto che discriminazione e stigma — sia diretti che indiretti — esercitano sul benessere psicofisico, integrando tali elementi con le migliori pratiche infermieristiche evidenziate in letteratura (Meyer, 2003; Poteat et al., 2013).

Razionale dello studio
La disforia di genere rappresenta un fenomeno complesso, situato all’intersezione tra dimensioni identitarie, psicologiche, sociali e relazionali (American Psychiatric Association, 2022; Meyer, 2003). L’assistenza sanitaria alle persone transgender richiede competenze specifiche e un approccio integrato, multidisciplinare e rispettoso, basato sulla competenza culturale e sulla centralità della persona (Betancourt et al., 2005; WPATH, 2022). Tuttavia nella pratica clinica permangono pregiudizi, disomogeneità nell’applicazione delle linee guida e carenze formative del personale sanitario, tutti fattori che possono compromettere la qualità della presa in carico (Poteat et al., 2013; White Hughto et al., 2015). Queste criticità possono generare percorsi assistenziali inadeguati e amplificare il disagio psicologico e fisico delle persone transgender, contribuendo a peggiorare gli esiti di salute e a ridurre la fiducia nei servizi sanitari (Budge et al., 2013; Williams & Mohammed, 2009). Approfondire tali aspetti risulta quindi essenziale per strutturare modelli di cura equi, sicuri e appropriati, capaci di rispondere in modo efficace ai bisogni specifici della popolazione con disforia di genere.

OBIETTIVO
Il presente lavoro mira a:

    • Individuare e descrivere le barriere che interferiscono con l’accesso ai servizi sanitari per le persone con disforia di genere.
    • Analizzare le conseguenze fisiche e psicologiche della discriminazione nei contesti assistenziali.
    • Valutare le strategie adottabili nella presa in carico infermieristica.
    • Identificare le migliori pratiche internazionali e riflettere sul loro possibile adattamento nella pratica clinica quotidiana.

MATERIALI E METODI
Il lavoro è stato condotto consultando le banche dati PubMed e CINAHL. Il quesito di ricerca è stato formulato mediante il modello P.I.O. (Population, Intervention/Exposure, Outcome), ritenuto più appropriato poiché la revisione non prevedeva un confronto diretto tra interventi.
Gli articoli inclusi riguardavano l’accesso alle cure delle persone con disforia di genere e l’impatto di barriere culturali, organizzative e professionali sull’assistenza infermieristica. Sono stati considerati studi pubblicati negli ultimi dieci anni, in lingua inglese o italiana, comprendenti studi osservazionali, studi trasversali, revisioni e linee guida.
La formulazione del quesito secondo il modello PIO è riportata nella Tabella. 1.

Tabella 1 – Metodologia P.I.O.

P Pazienti con disforia di genere/popolazione transgender e non binaria
I Pratiche assistenziali inclusive, formazione del personale, linee guida, approcci centrati sul paziente
O Miglioramento del benessere psicofisico, maggiore accessibilità ai servizi, riduzione della discriminazione, aumento della soddisfazione

 

Dopo la definizione del quesito, la ricerca su PubMed ha utilizzato parole chiave combinate con operatori booleani (“AND”, “OR”). Tra le principali stringhe: “gender dysphoria”, “inclusive nursing”, “transgender healthcare”, “healthcare discrimination”, “minority stress AND transgender”, “transgender patients AND quality of care”, “LGBTQ healthcare inequalities”.
Gli studi sono stati selezionati applicando criteri di inclusione ed esclusione definiti a priori, come riportato nella Tabella 2.

Tabella 2 – Metodologia P.I.O.

Criteri di Inclusione Criteri di Esclusione Filtri
Studi pertinenti al tema dell’assistenza sanitaria alle persone con disforia di genere.

Pubblicazione compresa tra il 2015 e il 2025

Full Text non disponibile.

Studi non completati o caratterizzati da bassa qualità metodologica.

Studi non correlati alla pratica infermieristica

Lingua Italiano/Inglese

 

La ricerca iniziale ha restituito circa 1.000 articoli. Dopo l’applicazione dei criteri, sono stati selezionati 120 studi; un’ulteriore valutazione di titoli e abstract ha portato a 8 articoli, di cui 6 considerati idonei all’analisi. Di seguito è riportato il diagramma di flusso del processo di selezione degli studi (Figura 1).
L’analisi degli articoli selezionati è riassunta nella Tabella 3.


Figura 1 – Processo di selezione degli articoli.

Tabella 3 – Metodologia P.I.O. Sinossi degli articoli con principali evidenze.

Titolo ed Autore Obiettivo Tipologia di Studio Risultati
Health Inequities in LGBT People and Nursing Interventions to Reduce Them – Medina-Martínez J., Saus-Ortega C., Sánchez-Lorente M.M., Sosa-Palanca E.M., García-Martínez P., Mármol-López M.I. (2021).

DOI: 10.3390/ijerph182211801

 

Esaminare le disuguaglianze sanitarie che colpiscono le persone LGBT e individuare interventi infermieristici efficaci per ridurle. Studio qualitativo Le persone transgender sperimentano elevate disuguaglianze sanitarie (suicidalità, abuso di sostanze). Lo stigma nei contesti assistenziali riduce la fiducia nel sistema sanitario e ostacola l’accesso alle cure.
Transgender people: health at the margin of society – Winter S., Diamond M., Green J., Karasic D., Reed T., Whittle S., Wylie K. (2016). DOI: 10.1016/S0140-6736(16)00683-8

 

Comprendere condizioni sociali, legali e mediche delle persone transgender e come influenzino salute e accesso ai servizi. Studio descrittivo Identificate barriere importanti all’accesso alle cure: discriminazione, incompetenza clinica percepita, timore dello stigma.

 

Association between gender minority status and self-reported physical and mental health in the United States – Streed Jr., McCarthy & Haas (2017). DOI: 10.1001/jamainternmed.2017.1460 Indagare differenze di salute fisica e mentale tra individui gender minority e coetanei cisgender. Studio trasversale (cross-sectional) Le persone gender minority riportano salute “scarsa o mediocre” con maggiore probabilità (OR=1,30), difficoltà cognitive (OR=1,56) e limitazioni nelle attività quotidiane (OR=1,22), anche dopo aggiustamento delle variabili.
Stratified analysis of health and gender-affirming care among Italian transgender and gender diverse adults – Marconi, Ruocco, Ristori et al. (2025).

DOI: 10.1007/s40618-025-02547-y

 

Analizzare in Italia salute fisica e mentale di adulti transgender e gender-diverse e il loro accesso alla gender-affirming care. Studio trasversale Evidenziate profonde disparità sanitarie nella popolazione TGD italiana. Sottolineata l’urgenza di politiche mirate, servizi di salute mentale rafforzati e formazione specifica degli operatori sanitari.
Evaluating the long-term impact of a distance learning course on gender-affirming healthcare competence in Italy – Marconi, Favazzi, Carbone et al. (2025).

DOI: 10.3389/fpubh.2025.1550470

Valutare l’efficacia a lungo termine di un corso a distanza sulla competenza nella gender-affirming care tra professionisti sanitari. Studio longitudinale (T0–T1–T2) La formazione produce miglioramenti durevoli nelle competenze, negli atteggiamenti e nelle conoscenze sulla salute TGD. Evidenziata la necessità di supporti istituzionali per integrare la gender-affirming care nella pratica clinica.
Exploring gender diversity in transgender and non-binary adults accessing a specialized service in Italy – Mirabella et al. (2023).

DOI: 10.3390/healthcare11152150

Esplorare le modalità di identificazione ed espressione di genere in adulti transgender e non-binary in un servizio italiano specializzato. Studio descrittivo trasversale Descritti percorsi e bisogni specifici della popolazione TNB. Il Gender Diversity Questionnaire evidenzia dimensioni utili per interventi clinici centrati sul benessere psicologico durante la transizione.

 

ANALISI DELLE EVIDENZE
L’insieme degli studi analizzati restituisce un quadro coerente rispetto alle condizioni di salute delle persone transgender e gender non-conforming: le principali criticità non derivano dall’identità di genere, bensì da fattori esterni che incidono profondamente sull’accesso, la qualità e gli esiti dell’assistenza sanitaria. Le evidenze convergono infatti nell’indicare che stigma, discriminazione e carenza di competenze professionali rappresentano i determinanti più rilevanti delle disparità osservate (Meyer, 2003; White Hughto et al., 2015).
Un primo elemento trasversale è il peso dello stigma. La letteratura mostra come esperienze di discriminazione — esplicite o implicite — aumentino il rischio di disagio psicologico, ideazione suicidaria e comportamenti a rischio (Budge et al., 2013; Testa et al., 2015). Queste dinamiche, sommate al timore di subire trattamenti non rispettosi, alimentano un diffuso fenomeno di evitamento dei servizi sanitari, con ripercussioni sulla prevenzione e sulla gestione delle condizioni croniche (Poteat et al., 2013).
A ciò si aggiunge il ruolo cruciale delle competenze professionali, più volte identificate come fattore chiave nel condizionare l’esperienza di cura. Gli studi sottolineano che molti operatori sanitari non dispongono di una formazione adeguata per approcciarsi con sicurezza ai bisogni specifici delle persone transgender, con il rischio di incomprensioni e interventi non appropriati (Betancourt et al., 2005; Puckett et al., 2018). Anche la letteratura italiana conferma come la mancanza di preparazione e la presenza di stereotipi influiscano negativamente sulla qualità della presa in carico infermieristica, evidenziando la necessità di un percorso formativo mirato (Buonincontro, 2023).
Le evidenze mostrano anche che l’organizzazione dei servizi gioca un ruolo determinante. Procedure rigide, modelli di cura non inclusivi e ambienti percepiti come non accoglienti possono diventare ostacoli concreti all’accesso (Grant et al., 2011). All’opposto, contesti assistenziali basati sulla competenza culturale, sulla centralità della persona e sull’autodeterminazione favoriscono maggiore soddisfazione e un miglior utilizzo delle risorse (Betancourt et al., 2005).
Infine gli studi convergono sull’importanza di percorsi di affermazione di genere accessibili, considerati fattori protettivi per il benessere psicologico. Barriere burocratiche, attese prolungate e scarsa uniformità nell’applicazione delle linee guida possono limitarne l’accesso e aumentare lo stress (WPATH, 2022; White Hughto et al., 2015).
Nel complesso, le evidenze suggeriscono che il miglioramento dell’assistenza richiede un intervento su più livelli: formazione continua degli operatori, revisione dei modelli organizzativi, riduzione dello stigma e promozione di ambienti realmente inclusivi. Solo attraverso un approccio integrato e culturalmente competente è possibile colmare le disuguaglianze e garantire un’assistenza equa e rispettosa dei bisogni delle persone transgender.

Sintesi delle evidenze
Nel complesso le evidenze mostrano che ambienti sanitari inclusivi, uniti a una formazione specifica del personale, costituiscono elementi fondamentali per ridurre le disuguaglianze e migliorare gli esiti di salute (Betancourt et al., 2005; WPATH, 2022). In questo processo, il contributo della professione infermieristica risulta determinante, come evidenzia anche la letteratura italiana, che richiama l’importanza di competenze relazionali, sensibilità culturale e approcci non giudicanti (Buonincontro, 2023).

Limiti dello studio
Questo studio lavoro presenta alcuni limiti: il numero ridotto di studi disponibili e la scarsa rappresentatività dei campioni, composti prevalentemente da persone già in contatto con servizi sanitari, con il rischio di sottostimare la vulnerabilità di chi rimane ai margini dell’assistenza (Grant et al., 2011). Inoltre, la predominanza di studi trasversali limita la possibilità di valutare l’impatto a lungo termine dei percorsi di affermazione di genere e le traiettorie evolutive della salute psicofisica (Budge et al., 2013).

CONCLUSIONI
Le evidenze mostrano che le persone con disforia di genere affrontano vulnerabilità rilevanti, legate soprattutto a barriere culturali e organizzative. Disturbi d’ansia, depressione e peggiori condizioni fisiche risultano amplificati da stigma e discriminazione, che incidono sul benessere psicologico e limitano l’accesso ai servizi (Meyer, 2003; White Hughto et al., 2015). Da ciò emerge la necessità di una formazione continua del personale sanitario e di percorsi assistenziali multidisciplinari basati su equità, competenza e rispetto (Betancourt et al., 2005; WPATH, 2022). Il ruolo infermieristico è centrale nel creare ambienti di cura inclusivi, privi di pregiudizi e orientati alla dignità della persona. La letteratura sottolinea come l’infermiere, grazie alla natura relazionale della professione, possa rappresentare il primo agente di cambiamento verso modelli assistenziali più equi e rispettosi (Buonincontro, 2023). Investire nella formazione e nella ricerca rappresenta un passaggio essenziale per garantire il diritto universale alla salute e un’assistenza realmente equa per tutte le persone.

Conflitto di interessi
Si dichiara l’assenza di conflitto di interessi. Tutti gli autori dichiarano di aver contribuito alla realizzazione del manoscritto e ne approvano la pubblicazione.

Finanziamenti
Gli autori dichiarano di non aver ottenuto alcun finanziamento e che lo studio non ha alcuno sponsor economico.

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