Indagine sulla Componente Narcisistica fra gli studenti infermieri: uno studio trasversale


Riassunto

Introduzione
Il Diagnostic Statistical Manual of Mental Disorders IV (DSM-IV-TR) descrive i soggetti che presentano tratti narcisisti come caratterizzati da un orientamento egocentrico nei confronti della vita; senso grandioso della propria importanza e unicità, costantemente occupati da fantasie di successo, potere, bellezza e con una capacità critica carente, sia per quanto riguarda le proprie effettive capacità, sia per quanto riguarda i limiti reali circa il raggiungimento dei propri obiettivi; contestualmente, presentano una limitata, in alcuni casi pressoché nulla, capacità di empatia. Questo problema lo si riscontra anche tra i professionisti che agiscono in molti ambiti, incluso il campo sanitario. Le segnalazioni di episodi di mancanza empatia da parte di alcuni infermieri, hanno portato a richieste di integrare la valutazione delle qualità personali nella selezione degli studenti infermieri, con l’intento di reclutare individui le cui caratteristiche personali riflettano quelle desiderate nell’infermiere. Infatti l’empatia e la comunicazione empatica sono componenti chiave ormai ampiamente riconosciute come presupposti per cure sanitarie di buona qualità.

Materiali e metodi
Allo scopo di analizzare il fenomeno narcisismo in una popolazione di aspiranti infermieri è stata condotta una survey tra gli studenti del 1° anno di corso il Corso di laurea in infermieristica (Università degli studi del Piemonte Orientale Anno accademico 2014/2015) attraverso l’auto-somministrazione del questionario Narcisistic Personality Inventory, strumento adatto a valutare la tendenza narcisistica nelle popolazioni non cliniche.

Risultati
Lo studio ha coinvolto 218 soggetti di età compresa tra i 19-44 anni. L’analisi dei punteggi complessivi ha mostrato un livello di narcisismo piuttosto basso (in media pari a 1.5), con una tendenza fra i maschi a totalizzare punteggi lievemente più alti, cosi come appare bassa la percentuale di soggetti il cui punteggio complessivo risulta superiore a 2, pari al 17.4% dei 218 intervistati. Tuttavia rileviamo che circa il 30% dei soggetti ha indentificato più della metà degli item indicatori di narcisismo, sempre con una prevalenza fra gli studenti maschi.

Conclusioni
Il livello complessivamente basso dei punteggi ottenuti nel nostro studio indica che gli studenti non presentavano marcati tratti narcisistici: questo ci conforta poiché ci aspettiamo che chi decide di avvicinarsi a questa professione lo faccia consapevole anche della disponibilità umana che comporta. In ambito formativo non si tratta solo di favorire l’acquisizione di competenze di comunicazione ma di far apprendere un modo di rapportarsi con il paziente che tenga conto del lato umano e affettivo della relazione, e quindi di spiegare le potenzialità della relazione secondo finalità terapeutiche.

Parole chiave: narcisismo, formazione infermieristica, empatia, competenza empatica.

Survey about the narcissistic component among nursing students: a cross-sectional study

ABSTRACT
Introduction
The Diagnostic Statistical Manual of Mental Disorders IV (DSM-IV-TR) describes subjects who have narcissistic features like an egocentric attitude towards life; a big sense of its own importance and uniqueness, constantly occupied by fantasies of success, power, beauty and with a lack of critical capacity, both in terms of his actual capabilities, and in terms of real limits about the achievement of hi aims; at the same time, they have a limited or missing capacity for empathy. This typical situation can be found also among professionals belonging to many setting, including in the health field. The warnings about episodes of lack of empathy by some nurses could request to integrate the evaluation of personal qualities in the selection of nursing students, with the aim of recruiting people whose personal features reflect those wondered in a nurse. In fact, empathy and empathic communication are fundamental features that are now widely recognized as prerequisites for a quality health care.

Methods
In order to analyse the narcissism phenomenon in a population of nursing students, has been conducted a survey among the students of the first year of the degree course in nursing (University of Eastern Piedmont Academic year 2014/2015) through the self -administration of the Narcisistic Personality Inventory questionnaire, that is a suitable tool to evaluate the narcissistic trend in non-clinical populations.

Results
The survey involved 218 people between 19-44 years old. The analysis of the overall scores showed a quite low level of narcissism (on average 1.5), with a tendency among males to score slightly higher marks, at the same time the percentage of subjects whose overall score is higher than 2 is lower (on average 17.4% of 218 interviewee).

Conclusions
The overall low level of the scores in our study shows that the students didn’t have emphasized narcissistic features: this reliefs us since we expect that people who want to approach this profession wold be aware of the human availability that this task involve. In the training field tutors have to provide the acquisition of communication and relational skills that would take into account the human and affective side of the relationship with patient, and therefore make sure students about the power of that relationship for therapeutic purpose.

Key words: narcissism, nursing training, empathy, empathic competence.


INTRODUZIONE
Le generazioni nate e vissute nell’arco dell’ultimo 50ennio, hanno assistito a profondi rivolgimenti di carattere sociale ed economico, sia rispetto alla distribuzione di beni e risorse, sia nelle forme della rappresentanza e partecipazione politica e, non da ultimo, nell’imporsi repentino di nuovi mezzi di comunicazione e strumenti tecnologici.
Nell’ultima parte del secolo scorso abbiamo assistito all’imporsi di una “società liquida” (Bauman 2011, Buber 1991, Cantelmi 2013), che ha determinato la crisi del concetto di comunità intesa come Koinè: emerge l’individualismo sfrenato, dove non si è più compagni di strada ma antagonista l’uno dell’altro. Monchi di una reciprocità che è fondamento al senso dell’esistere e alla struttura del pensare, l’individuo irrompe in una modernità privatizzata, incerta, flessibile, vulnerabile, nella quale a una libertà senza precedenti fanno da contraltare una gioia ambigua e un desiderio impossibile da saziare.
La chiave interpretativa della contemporaneità e degli annessi disagi psicologici, sarebbe da ricondurre alle caratteristiche della rivoluzione digitale, coniugata all’imporsi di nuove forme di comunicazione, interagenti con le peculiarità della società liquida (Cantelmi 2013).
A nuove strutturazioni dell’assetto identitario seguono forme altre del disagio psichico: si impongono così all’attenzione dei clinici i disturbi di personalità.
Tra essi: il narcismo, con le istanze che lo caratterizzano, assume, in un’accezione allargata e trasversale, la validità di un costrutto interpretativo atto a rendere merito, in chiave psichiatrica, dei disturbi dell’individuo e, in chiave psicologica, di caratteristiche personologiche non per forza legate a quadri patologici, fino a divenire, in senso sociologico, cifra della modernità.
In psicologia il narcisismo è considerata una caratteristica individuale che comprende la grandiosità, l’amor proprio e la sensazione di essere speciali (4). I narcisisti sono eccessivamente fiduciosi, estroversi, ricchi di autostima, dominanti, attribuiscono più valore alla competenza e al potere rispetto ad avere relazioni socialmente stabili. I grandi narcisisti sono attratti dal successo e dalla fama e sono meno sensibili di altri ad implicazioni sociali riguardanti la comunità; invece, sentono di essere speciali e di avere diritto a determinati privilegi. Ciò sottolinea la tendenza degli individui narcisistici a sopravvalutare i propri risultati, sottovalutando il contributo degli altri (Lemaitre 2017).
L’Associazione Americana di Psichiatria (American Psychiatric Association) già nel 1992 ha individuato i criteri del Diagnostic Statistical Manual of Mental Disorders IV (DSM-IV-TR) per descrivere i soggetti che presentano tratti narcisisti (American Psychiatric Association 1992). Questi individui sono persuasi che i loro bisogni siano meglio soddisfatti adottando un orientamento egocentrico nei confronti della vita; hanno un senso grandioso della propria importanza e unicità, sono costantemente occupati da fantasie di successo, potere, bellezza e con una capacità critica carente, sia per quanto riguarda le proprie effettive capacità, sia per quanto riguarda i limiti reali circa il raggiungimento dei propri obiettivi; contestualmente, presentano una limitata, in alcuni casi pressoché nulla, capacità di empatia (Lowen 2003).
Questo problema lo si riscontra in molti ambiti, anche in campo sanitario. Le segnalazioni di episodi di mancanza empatia da parte di alcuni infermieri, hanno portato a richieste di integrare la valutazione delle qualità personali nella selezione degli studenti infermieri, con l’intento di reclutare individui le cui caratteristiche personali riflettano quelle desiderate nell’infermiere (Pitt 2014). Le qualità desiderabili in un infermiere comprendono: compassione, onestà, empatia, responsabilità, coscienziosità, etica, nonché capacità di comunicazione e lavoro di squadra.
In letteratura sono presenti diversi strumenti che misurano le qualità personali del personale sanitario tra cui : la Personal Qualities Assessment (PQA) (Pitt 2014) che si basa su 3 test: la scala del Narcisismo, Aloofness, Confidence, Empathy (NACE) (Lemaitre 2017); il Questionario sui Valori Interpersonali (IVQ) (American Psychiatric Association 1992); questionario di Autovalutazione (SAI) (Lowen 2003).
Gli alti punteggi del narcisismo sono associati a comportamenti di egocentrismo, mancanza di attenzione per il paziente, incapacità a differenziare i valori personali e la morale da quelli professionali quando sono in conflitto e l’intolleranza all’apprendimento.
Tutti questi contraddicono i valori per la cura compassionevole e hanno il potenziale per contribuire all’inciviltà negli studenti. Quest’ultima è considerata in aumento ed è descritta come comportamenti che sono irrispettosi in azione (parole, azioni, gesti) o intenti che hanno un impatto diretto sul processo di apprendimento.
Per quanto riguarda gli studenti infermieri, in uno studio australiano la valutazione delle qualità personali (eseguita su un campione di 138 studenti infermieri iscritti al corso di laurea triennale) la valutazione è stata effettuata tramite PQA al momento dell’arruolamento e ripetuta dopo 3 anni (Pitt 2014). Risultati delle studio mostrano che il 24% degli studenti ha riportato alti punteggi su una o più scale, tra cui quella del narcisismo. Le donne sono risultate significativamente più coscienziose, orientate verso la comunità e coinvolte, mentre i maschi hanno mostrato punteggi più alti riguardanti il narcisismo, il distacco e una minor empatia (Pitt 2014). Il fatto che le qualità personali siano rimaste invariate nei tre anni di studio suggerisce l’importanza di integrare la valutazione di tali qualità nella selezione e nel reclutamento degli studenti infermieri.
Il narcisismo è una dimensione delle qualità personali studiate nelle professioni sanitarie ed è stato oggetto di studio in forma separata. In uno studio svolto nel Regno Unito nel 2015 sono stati misurati i tratti della personalità degli operatori sanitari usando strumenti validati. Il narcisismo è stato misurato utilizzando Narcissistic Personality Inventory (NPI).
La popolazione indagata ha ottenuto punteggi significativamente più bassi in termini di narcisismo, rispetto alla popolazione generale. All’interno della coorte di professionisti medici, i chirurghi hanno espresso livelli significativamente più alti di narcisismo (Bucknall 2015).
In un’indagine più recente sempre svolta nel Regno Unito sugli studenti i risultati raccolti indicano comunque la presenza di comportamenti narcisistici negli studenti infermieri universitari (Hunt 2016). Cresce l’evidenza che alcuni studenti infermieri sono irrispettosi e maleducati nei confronti dei loro docenti universitari, tanto più se gli studenti risultano carenti nella valutazione pratica. Gli studenti infermieri possono usare un comportamento coercitivo e manipolativo per ottenere un risultato positivo nella loro valutazione dell’apprendimento pratico.
Per quanto riguarda l’empatia, in un studio, condotto in un’università del Nord Italia, è stato analizzata l’importanza dell’empatia e della comunicazione empatica e come gli studenti delle professioni sanitarie non siano in grado di dimostrare queste importanti abilità (Bidone 2014).
Il livello di tendenza empatica è stato valutato tramite la Balanced Emotional Empaty Scale (BEES), somministrata a 99 soggetti del primo, secondo e terzo anno di corso di laurea; la proporzione di studentesse è variata dal 50% del primo anno fino al 75% del terzo anno, con un’età media di 26,4 anni per le femmine e 23,5 per i maschi. Il lavoro suggerisce l’esistenza di una differenza sistematica complessiva fra i livelli di tendenza empatica maschili e femminili, a favore di questi ultimi.La tendenza empatica generale è comunque risultata discreta e rimasta all’interno dello stesso livello di punteggio per entrambi i generi (“discreta tendenza empatica”). I risultati sembrano indicare che all’aumentare dell’anno di corso aumenta il divario di tendenza empatica tra maschi e femmine, seppure in modo marginale.
La rilevanza delle caratteristiche personali degli studenti è elemento cardine per la formazione e per l’esercizio.
L’infermiere deve essere in grado di comunicare con il paziente e i suoi familiari con chiarezza e umanità; deve inoltre essere capace di collaborare con le diverse figure professionali con cui lavora. In ambito formativo non si tratta solo di favorire l’acquisizione di competenze di comunicazione ma di apprendere un modo di rapportarsi con il paziente che tenga conto del lato umano e affettivo della relazione.
Poiché elemento fondante della competenza professionale, le caratteristiche personali sono state studiate a livello internazionale ed anche in Italia, ma ad oggi non vi sono studi italiani che abbiano approfondito il tema del narcisismo nella popolazione degli studenti infermieri.
L’obiettivo del presente lavoro è quello di misurare la componente narcisistica tra gli studenti del, 1° anno di Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università del Piemonte Orientale.

METODI E STRUMENTI
Trattasi di una indagine trasversale condotta tra gli studenti del 1° anno di corso il Corso di laurea in infermieristica dell’Università degli studi del Piemonte Orientale Anno accademico 2014/2015 (sedi di Tortona, Biella, Alba, Verbania, Novara e Alessandria) nei mesi di maggio/giugno 2015.
E’ stata condotta presso tutte le sedi suddette, i dati sono stati elaborati presso la sede di Tortona: a tutti i partecipanti sono state fornite preventivamente le informazioni sulle finalità dell’indagine e le garanzie relative all’anonimato/privacy.
Lo strumento che si è scelto di utilizzare è il questionario Narcisistic Personality Inventory8, concepito per essere autosomministrato, adatto a valutare la tendenza narcisistica nelle popolazioni non cliniche.
Il costrutto soggiacente all’NPI considera il narcisismo come uno stile personologico caratterizzato da grandiosità, fantasie di successo, bellezza o potere illimitati, sensazione di avere diritto a tutto (sense of entitlement), elevata sensibilità alla critica e manipolazione nelle relazioni interpersonali (queste caratteristiche sono state mantenute quasi invariate anche nelle due successive edizioni del DSM) (Raskin 1988).
La validazione italiana dello strumento è stata condotta dal Dipartimento di Psicologia Clinica dell’Università di Bologna nel 2002 (Fossati 2008, Montebarocci 2002), il questionario è risultato efficace nell’ individuare le personalità narcisistiche inconsapevoli, forma tipica della popolazione non clinica.
Lo strumento è composto da 80 item presentati in 40 coppie di risposte, per ogni coppia la scelta di una delle due è obbligatoria, inoltre solo una è considerata indicatrice di narcisismo. All’intervistato è chiesto di indicare quanto la risposta data lo rappresenti, indicandone il grado attraverso una scala likert dai valori che vanno da un minimo di 1 ad un massimo di 5. Il questionario indaga 7 dimensioni, ognuna di queste è definita da uno specifico numero di item indicatori di narcisismo: Autorità (8 item), Esibizionismo (7 item), Superiorità (5 item), Sensazione che tutto sia dovuto (6 item), Sfruttamento interpersonale (5 item), Autosufficienza (6 item) e Vanità (3 item); per un totale di 40 item indicatori di narcisismo.

Analisi statistica
I dati questionari soso stati raccolti e organizzati un data base ed analizzati con Epidata Analysis e SAS System cary INC USA. Per ogni intervistato è stato calcolato lo score ottenuto in ogni dimensione e lo score totale, inoltre è stato calcolato lo score medio per genere e per dimensione; infine è stata calcolato il numero di risposte indicatrici di narcisismo che i soggetti avevano dato per ogni dimensione. Le analisi statistiche sono state eseguite con il test del chi-quadrato per le variabili categoriche e il test di Student per confrontare le medie dei punteggi fra i due generi.
Ai fini del calcolo dello score complessivo per dimensione, alla scelta dell’Item non indicativo di narcisismo è stato dato peso pari a 0, mentre alla scelta dell’item indicativo di narcisismo è stato assegnato come peso il grado (da 1 a 5) indicato dal soggetto.
L’associazione fra genere le singole dimensioni di narcisismo (Autorità, Esibizionismo, Superiorità, Sensazione che tutto sia dovuto, Sfruttamento interpersonale, Autosufficienza e Vanità) è stata valutata utilizzando l’oddsratio (OR) e il suo intervallo di confidenza la 95% (IC95%); quando l’intervallo di confidenza di OR non include il valore 1 (valore che indica assenza di associazione), ciò indica evidenza statistica di associazione fra genere e dimensione.

RISULTATI
La popolazione oggetto di studio comprende 266 soggetti di età compresa tra i 19-44 anni, di cui, 48 sono stati esclusi poiché il questionario presentava errori di compilazione o risultavano solo in minima parte compilati, quindi risultano inclusi in analisi 218 soggetti.
Complessivamente (tabella 1) risulta che il 68.8% degli intervistati è di genere femminile contro 31.2% di genere maschile. Confermando che il genere femminile principalmente si orienta verso questo corso di laurea. Inoltre Il 68.3% dei soggetti ha un età compresa tra i 19-21 anni.

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Osserviamo che la ripartizione per classe di età non appare differente fra i generi (Chi-quadrato = 4.5 df = 2 p = 0.1053), inoltre l’età media risulta pari a 21.4 anni con un intervallo di confidenza al 95% (IC95%) pari a [21.0; 21.8]; infine l’età media non differisce in modo statisticamente significativo fra generi, infatti nei maschi è pari a 21.8 anni (sd=2.59 n=68) mentre nelle femmine è di 21.3 anni (sd=3.26 n=150), (t-test=1.26 df=216 p=0.2105). L’analisi dei punteggi complessivi mostra un livello di narcisismo secondo la scala NPI piuttosto basso (considerando che il valore massimo dello score è pari a 5) in media pari a 1.5 IC95% [1.4; 1.6], cosi come per i maschi il valor medio complessivo è pari a 1.6 IC95% [1.4; 1.6], mentre per le femmine il valor medio è pari 1.4 IC95% [1.3; 1.5]. In entrambi i gruppi i punteggi medi appaiono differenti in modo statisticamente significativo dal punteggio 2 della scala NPI, inoltre la differenza dei punteggi medi fra maschi e femmine appare statisticamente significativa e più alta fra i maschi (tabella 2).

L’analisi dei punteggi medi per singola dimensione, ripartiti per genere (tabella 2), rivela che solo per due dimensioni i valori medi sono diversi in modo statisticamente significativo: Autorità e Autosufficienza, dove per entrambe il punteggio è risultato significativamente più altro fra i maschi.
L’analisi della frequenza dei soggetti che ha realizzato un punteggio medio superiore a 2 (considerando che il valore mediano dello score è 2,5) rivela che costoro sono complessivamente il 17.4% (n=38) IC95% [13.0%; 23.0%], inoltre si evidenza una associazione statisticamente significativa va fra generi (tabella 3) e risposte con score >2 OR=2.67 IC95% [1.31; 5.47], tuttavia tale associazione non si evince analizzando le frequenze di risposte con score >2 per singola dimensione (tabella 3). Infine la frequenza di coloro che hanno realizzato un punteggio superiore a 3 risulta paria allo 1.8% (n=4) IC95% [0.7%; 4.6%].

Analizzando quanti item indicatori di narcisismo sono stati scelti, indipendentemente dal grado assegnato, vediamo che (tabella 4) complessivamente il 29.5% dei soggetti IC95% [23.7%; 35.7%] ha individuato almeno il 50% degli Item indicatori di narcisismo, mostrando una associazione statisticamente significativa fra maschi e femmine OR=2.44 IC95% [1.33; 4.50], tale associazione non risulta statisticamente significativa analizzando le frequenze per singola dimensione (tabella 4).

L’analisi dei punteggi complessivi mostra un livello di narcisismo negli studenti di Infermieristica, rilevato secondo la scala NPI, piuttosto basso; in media pari a 1.5, con una tendenza fra i maschi a totalizzare punteggi lievemente più alti, cosi come appare bassa la percentuale di soggetti il cui punteggio complessivo risulta superiore a 2, pari al 17.4% dei 218 intervistati, tuttavia rileviamo che circa il 30% dei soggetti ha indentificato più della metà degli item indicatori di narcisismo, sempre con una prevalenza fra gli studenti maschi.

DISCUSSIONE E CONCLUSIONI
Il livello complessivamente basso dei punteggi ottenuti nel nostro studio indica che gli studenti non presentavano marcati tratti narcisistici, questo ci conforta poiché ci aspettiamo che chi decide di avvicinarsi a questa professione lo faccia consapevole anche della disponibilità umana che comporta. Infatti, chi si indirizza verso la professione di Infermiere deve essere una persona dalla struttura psicologica molto speciale poiché sceglie il confronto quotidiano con alcune delle polarità fondamentali dell’essere umano: adattamento – disadattamento, successo sociale – insuccesso, salute – malattia; invece il carattere narcisista non è in grado di esprimere la disponibilità d’animo necessaria a questa professione.
I risultati dello studio rivelano una lieve differenza nei punteggi fra maschi e femmine, con punteggi di narcisismo mediamente più bassi fra le studentesse, tuttavia questa differenza non appare considerando le singole dimensioni ad eccezione di “autorità” e “autosufficienza” i cui punteggi medi sono significativamente più alti fra i maschi. Tuttavia, dobbiamo sottolineare che tali differenze sono di 4 decimi di punto, pertanto sarebbero necessarie ulteriori indagini per stabilire se tale differenza è anche rilevante. Inoltre, questo studio presenta alcuni limiti, ad esempio quello di mostrare un forte sbilanciamento fra generi, inoltre le studentesse sono mediamente più giovani degli studenti. Infine, il forte sbilanciamento fra classi di età entro generi impedisce una analisi che controlli simultaneamente le differenze per genere ed età.
La declinazione non patologica dei tratti narcisistici del carattere è rappresentata da una persona in grado di operare scelte autonome e responsabili, una persona che si realizza nei rapporti sociali che lo coinvolgono, consapevole del fatto che la possibilità di crescita passa attraverso la capacità di inserirsi e mediarsi in un contesto di relazioni.
Pertanto per chi si accinge a svolgere una professione di aiuto dovrebbe intraprendere un percorso formativo atto a dispiegare le potenzialità della relazione secondo finalità terapeutiche. Uno degli orizzonti per preservarsi dal narcisismo è proprio la formazione e la socializzazione dell’individuo, riteniamo quindi importante arricchire il percorso di studi con attività didattiche e seminari volti a far crescere il soggetto non solo tecnicamente, ma anche emotivamente e psicologicamente: educarlo a saper essere e non soltanto saper fare. Infine, pur con un livello complessivamente basso e comunque con pochi soggetti con marcati tratti narcisistici, continuiamo a ritenere importante monitorare sotto questo aspetto la popolazione degli aspiranti infermieri, al fine di orientare la formazione sia alla crescita tecnica che umana.

Conflitto di interessi
Si dichiara l’assenza di conflitto di interessi.

Finanziamenti
Gli autori dichiarano di non aver ottenuto alcun finanziamento e che lo studio non ha alcuno sponsor economico.

STAMPA L'ARTICOLO

Bibliografia

– American Psychiatric Association -Diagnostic and statistical manual of mental disorder IV ed. 1992. Washington DC.
– Bidone S, Beneventi M, Larghero E, Di Pietrantonj C. La tendenza empatica negli studenti del corso di laurea in infermieristica: risultati di uno studio osservazionale. L’Infermiere 2014; 1.
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