L’infermiere come agente morale della professione: la sensibilità etica e i valori professionali


Etica e deontologia

È indubbio che nell’agire quotidiano infermieristico si riscontri una valenza etica delle azioni assistenziali che si compiono, correlata sia ad aspetti organizzativi, sia soprattutto a una percezione della propria responsabilità professionale morale non sempre consapevole. Considerando quindi l’infermiere quale agente morale professionale, si possono riscontrare in alcuni modelli etici influenze verso il mondo sanitario: si tratta del principialismo, l’etica delle virtù, l’etica della legge naturale e l’etica del rispetto delle persone.
Il principialismo di Beauchamp e Childress intende individuare i princìpi fondamentali cui la moralità comune fa appello nella discussione di casi problematici nell’area biomedica, pur non facendo riferimento ad una filosofia morale in particolare e ne riconosce l’esistenza e l’indispensabilità (Mordacci, 2003; Fry e Johnstone, 2004).
Nell’etica delle virtù, partendo da Aristotele e Hume, analizzata e modernizzata da filosofi contemporanei, Mordacci in particolare, si apre una ‘personalizzazione’ delle virtù legate all’essere umano ed alle sue caratteristiche di uomo-persona che interagisce con l’ambiente esterno, sociale ed interno e si modifica sulla base delle esperienze, emozioni e conoscenze, riconoscendo all’agente morale l’appartenenza al suo tempo (Mordacci, 2003).
Agli enunciati morali della legge naturale è stato riconosciuto un carattere prescrittivo, poiché sono intrinsecamente pratici; essi sono imperativi e indicano uno scopo dei beni come fine per l’azione e non viceversa, arrivando ad affermare che l’etica della legge naturale ha un carattere deontologico: da queste affermazioni possiamo dedurre che per la legge naturale l’agire e ciò che ne consegue sono inscrivibili nell’uomo come fondamenti della morale comune (Mordacci, 2003; Larghero e Zeppegno, 2007).
Nell’etica del rispetto della persona Mordacci, a dimostrazione di coerenza evidente anche con la morale cristiana, cita la seconda formulazione dell’imperativo categorico: agisci in modo da considerare l’umanità, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche al tempo stesso come scopo, e mai come semplice mezzo. L’autore afferma quindi che il principio di rispetto delle persone sia di per sé autoevidente, immediatamente noto, ma da sottoporre ad una accurata interpretazione e valutazione morale (Mordacci, 2003; Larghero e Zeppegno, 2007).

Figura 1 – Caratteristiche comuni dell’agente morale

 

Se possiamo identificare una morale e una coscienza morale comune (Fig. 1), possiamo presupporre la possibilità di sviluppare o acquisire una crescita della ‘morale professionale comune’, alla cui partenza si trova la morale comune, estendendosi poi alla professione con un’evoluzione che passa attraverso l’adesione ai valori professionali che i Codici Deontologici degli infermieri hanno evidenziato come identificativi della professione, così da traslare la seconda formulazione dell’imperativo categorico di Kant, fino ad affermare che il professionista infermiere, attraverso i valori professionali, considera se stesso come quel professionista e agente morale professionale il cui scopo è assistere la persona come lo scopo del suo agire e non semplice mezzo (Mordacci, 2003).
Per identificare i valori che ispirano e guidano il pensiero e l’azione del professionista infermiere si farà riferimento ai valori espressi dalla Dichiarazione universale dei diritti umani Nazioni Unite (1948): dignità, libertà, equità, eguaglianza, rispetto per la vita. Questi valori sono alla base di vari Codici Deontologici infermieristici (Tab.1), che troviamo rielaborati come:
– erogare un’assistenza sicura, competente, compassionevole ed etica
– promuovere la salute e il benessere delle persone
– promuovere l’informazione e rispettare le decisioni consapevoli delle persone
– preservare la dignità
– mantenere la privacy e la confidenzialità
– promuovere la giustizia
– essere accountable (responsabile)
– riconoscere l’uguaglianza.

I valori evidenziati sono tutti riconducibili a quanto sottolineato dalle correnti etiche citate quali fondamenti di un agito comune all’interno di una professione che vede nel rispetto dell’altro, in quanto detentore di dignità, diritti e doveri, un riconoscimento di sé come professionista e dell’assistito come persona.
L’analisi dei Codici Deontologici Code of Ethics for Nurses in Australia, Code of Ethics for registred nurse Canadian Nurses Association, Code of Ethics new Zeland Nurse Organization, il Codice deontologico del Consiglio internazionale degli infermieri (ICN) e il nuovo Codice delle Professioni Infermieristiche di Fnopi (2019) ha portato a evidenziare una sovrapposizione dei valori sopra descritti a testimonianza della base comune di partenza e dello scopo dell’assistenza.
Tutti i Codici dichiarano fin dall’inizio la loro aderenza ai valori professionali (Tabella 1) declinandoli poi in un articolato.

 

Code of Ethics for registred nurseCanadian Nurses Association(2017)

 

Il Codice fornisce una guida per le relazioni etiche, i comportamenti e il processo decisionale ed è usato in congiunzione con standard professionali, buone pratiche, ricerca, leggi e regolamenti che guidano la pratica. Fornisce una guida per gli infermieri che lavorano attraverso le sfide etiche che sorgono nella pratica con le persone che ricevono assistenza e con i colleghi in infermieristica e in altri campi di assistenza sanitaria. Il Codice è destinato agli infermieri in tutti i contesti e domini della pratica infermieristica. Non si basa su una particolare filosofia o teoria etica ma deriva da diverse scuole di pensiero, tra cui l’etica relazionale, un’etica della cura, l’etica basata sui principi, l’etica femminista, l’etica e i valori della virtù.

Il Codice si articola attraverso sette valori primari che sono: A. fornire assistenza sicura, compassionevole competente ed etica; B. promuovere salute e benessere; C. promuovere e rispettare un processo decisionale informato; D. onorare la dignità; E. mantenere privacy e riservatezza; F. promuovere la giustizia; G. essere responsabile.

 

 

Code of Ethics for Nurses in Australia(2018)

 

 

Il Codice di condotta per gli infermieri stabilisce i requisiti legali, il comportamento professionale e le aspettative di condotta per tutti gli infermieri, in tutte le strutture di pratica, in Australia. Descrive i principi del comportamento professionale che guidano le pratiche sicure e delinea chiaramente le condotte attese dagli infermieri dai loro colleghi e dalla comunità più ampia.

Il codice è coerente con la legge nazionale. Comprende sette principi di condotta, raggruppati in domini, ciascuno con una dichiarazione di valore esplicativo.

Gli infermieri rispettano e aderiscono agli obblighi professionali previsti dalla legge nazionale e si attengono alle leggi pertinenti.

Gli infermieri forniscono pratiche sicure, incentrate sulla persona e basate sull’evidenza per la salute e il benessere delle persone e, in collaborazione con la persona, promuovono il processo decisionale condiviso e l’assistenza tra la persona, i partner nominati, la famiglia, gli amici e gli operatori sanitari.

Gli infermieri si impegnano con le persone come individui in un modo culturalmente sicuro e rispettoso, favoriscono relazioni professionali aperte, oneste e compassionevoli e aderiscono ai loro obblighi in materia di privacy e riservatezza.

Gli infermieri incarnano l’integrità, l’onestà, il rispetto e la compassione
Gli infermieri promuovono la salute e il benessere per le persone e le loro famiglie, i colleghi, la comunità più ampia e loro stessi e in un modo che affronta la disuguaglianza sanitaria.

 

 

Code of Ethics – New Zeland Nurse Organization(2012)

 

Il Codice è incentrato su quattro valori fondamentali: rispetto, fiducia, collaborazione e integrità e otto principi primari. È un documento pratico che descrive chiaramente la condotta che ci si aspetta dagli infermieri. Senza la fiducia e la fiducia del pubblico nella professione, gli infermieri non possono svolgere il loro ruolo in modo efficace. Ciò significa che ciò che è personale e ciò che è professionale si sovrappongono inevitabilmente. 1. rispettare la dignità dell’individuo e di tutti coloro che usufruiscono del sistema salute. 2. Rispettare i bisogni e valori culturali di tutti coloro che usufruiscono del sistema salute. 3 lavorare in collaborazione con tutti coloro che usufruiscono del sistema salute per promuovere e proteggere il loro benessere. 4 mantenere la fiducia di tutti coloro che usufruiscono del sistema salute fornendo assistenza sicura e competente. 5 rispettare la privacy e la riservatezza di tutti coloro che usufruiscono del sistema salute 6. lavorare con rispetto con i colleghi per soddisfare al meglio le esigenze di tutti coloro che usufruiscono del sistema salute. 7 agire con integrità per giustificare la fiducia dei consumatori di salute. 8 mantenere la fiducia e la fiducia del pubblico nella professione infermieristica
The Code –

UK Nursing And Midwifery Council(2015)

 

Il Codice contiene le norme professionali che infermieri e ostetriche devono rispettare sia che prestino assistenza diretta a individui, gruppi o comunità, sia che la loro opera sia finalizzata all’esercizio della leadership, insegnamento o ricerca. Valori e principi contenuti nel codice non sono negoziabili o discrezionali.

Priorità alle persone: in primo luogo devono essere considerati gli interessi dei pazienti e degli utenti; in questo modo attraverso la professionalità viene promossa la fiducia. La preoccupazione principale dev’essere che cura e assistenza siano sicure, che sia preservata la dignità e che i  bisogni siano riconosciuti, valutati e che venga organizzata una risposta adeguata. É necessario che coloro i quali ricevono le cure siano trattati con rispetto e che eventuali atteggiamenti discriminanti nei confronti di coloro che ricevono cure siano contestati.

 

Codice deontologico ICN (2012)

 

Gli infermieri hanno quattro responsabilità fondamentali: promuovere la salute, prevenire la malattia, ristabilire la salute e alleviare la sofferenza. I bisogni di assistenza infermieristica sono universali. Il rispetto dei diritti dell’uomo, compresi i diritti culturali, il diritto alla vita e alla scelta, alla dignità e a essere trattati con rispetto fanno parte integrante dell’assistenza infermieristica. L’assistenza infermieristica rispetta tali diritti e non è influenzata da fattori riguardanti l’età, il colore, il credo religioso, la cultura, lo stato d’invalidità o malattia, il genere e l’orientamento sessuale, la nazionalità, l‘ideologia politica, la razza e lo stato sociale.
 

Codice Deontologico Infermieri italiani (2019)

Il Codice deontologico riconosce l’infermiere come professionista e come persona; riconosce il cittadino come curato e come persona; riconosce la società̀ nella quale viviamo e quella in cui vorremo vivere; riconosce la normativa attuale e ne prefigura la sua evoluzione.

Ecco quindi che il senso di questo (ri)conoscere racchiuso nel nostro documento guida è la rete, il collegamento, le connessioni, le relazioni.
Delle molte cose che ci dice o suggerisce questo Codice una sicuramente non si trova, ma non perché́ non sia funzione del Codice definirla: il Codice può̀ concorrere all’identità̀ professionale, ma non è l’identità̀ professionale. Quanto meno il Codice non può̀ esaurirla perché́ l’identità̀ professionale è sia deontologica, che scientifica, che personale.

 

Capo I  

Principi e valori professionali

                                                                                            

 Art. 1 – Valori

L’Infermiere è il professionista sanitario, iscritto all’Ordine delle Professioni Infermieristiche, che agisce in modo consapevole, autonomo e responsabile.

È sostenuto da un insieme di valori e di saperi scientifici.

Si pone come agente attivo nel contesto sociale a cui appartiene e in cui esercita, promuovendo la cultura del prendersi cura e della sicurezza.

 

 Art. 2 – Azione

 L’Infermiere orienta il suo agire al bene della persona, della famiglia e della collettività.

Le sue azioni si realizzano e si sviluppano nell’ambito della pratica clinica, dell’organizzazione, dell’educazione e della ricerca.

 

Art. 3 – Rispetto e non discriminazione

L’Infermiere cura e si prende cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento della sessualità, etnica, religiosa e culturale.

Si astiene da ogni forma di discriminazione e colpevolizzazione nei confronti di tutti coloro che incontra nel suo operare.

 

Art. 4 – Relazione di cura

Nell’agire professionale l’Infermiere stabilisce una relazione di cura, utilizzando anche l’ascolto e il dialogo.

Si fa garante che la persona assistita non sia mai lasciata in abbandono coinvolgendo, con il consenso dell’interessato, le sue figure di riferimento, nonché le altre figure professionali e istituzionali.

Il tempo di relazione è tempo di cura.

 

Art. 5 – Questioni etiche

L’Infermiere si attiva per l’analisi dei dilemmi etici e contribuisce al loro approfondimento e alla loro discussione. Promuove il ricorso alla consulenza etica e al confronto, anche coinvolgendo l’Ordine Professionale.

 

Art. 6 – Libertà di coscienza

L’Infermiere si impegna a sostenere la relazione assistenziale anche qualora la persona assistita manifesti concezioni etiche diverse dalle proprie.

Laddove quest’ultima esprima con persistenza una richiesta di attività in contrasto con i valori personali, i principi etici e professionali dell’infermiere, egli garantisce la continuità delle cure, assumendosi la responsabilità della propria astensione.

L’infermiere si può avvalere della clausola di coscienza, ricercando costantemente il dialogo con la persona assistita, le altre figure professionali e le istituzioni.

Tabella 1 – Valori professionali dei prinicipali Codici infermieristici

Per contestualizzare i valori professionali si devono considerare inevitabilmente le azioni professionali morali, le quali trovano il loro motivo di esistere solo se finalizzate a fornire risposta ai bisogni di assistenza infermieristica della persona, come evidenziato peraltro nel concetto di caring, passando da quel fondamentale rapporto di fiducia che caratterizza la relazione tra l’agente morale professionale e le persone assistite.
La tutela della salute e della sicurezza e dei valori delle persone assistite, della famiglia e della comunità si esplicita nel concetto di advocacy, eleggendo l’agente morale quale advocate per le persone che assiste. Attraverso il concetto di accountability l’agente morale esprime la propria responsabilità in modo coerente convinto e responsabile (Fry e Johnstone, 2004).
Avendo l’agente morale professionale come obiettivo il bene della persona assistita, che rappresenta il fine del suo agire e non il mezzo delle sue azioni, egli ritrova nella cooperazione una modalità di risposta e di coinvolgimento con altri professionisti con cui condivide il fine e l’obiettivo, parafrasando la seconda formulazione dell’imperativo categorico di Kant: Il professionista infermiere, attraverso i valori professionali, considera sé stesso professionista e agente morale professionale, il cui scopo è assistere, e considera la persona assistita come il fine del suo agire e non semplice mezzo, coerente con il tempo e la società in cui vive e opera.
La compassione si è rivelata una virtù connaturata nell’essere e nell’agire dell’agente morale, virtù da cui trae motivazione ed energia e con la quale instaura un rapporto sincero e sentito con le persone (Fig. 2). (Volpicelli, 1978; Gilbert, 2010; Zighetti, 2016).

Figura 2 – Caratteristiche dell’agito professionale

 

È leggendo l’uomo come unico e completo che l’agente morale lo riconosce e lo afferma come detentore di dignità cui dare un supporto professionale e umano impregnato di morale ed eticità, oltre che di competenza e conoscenza; in questo modo l’infermiere si erge ad agente morale professionale.
È l’infermiere agente che a questo punto può realmente tutelare la salute della persona, facendo di questo mandato il compito fondamentale del proprio essere e agire; l’agente morale professionale è quindi totalmente inserito nella società e professione cui appartiene e ne rappresenta la cultura e il pensiero predominante, ma ha anche un inscindibile legame con i valori professionali di riferimento cui deve rispondere per identificarsi e autodeterminarsi come professionista. L’assunzione di responsabilità si avrà, infatti, solo dopo che si è riconosciuta e resa consapevole l’inscindibile relazione tra le azioni svolte e capacità del professionista di rispondervi secondo scienza e coscienza (Mordacci, 2003), l’infermiere agente morale non sceglie chi assistere e curare ma sceglie di assistere e curare.

Conflitto di interessi
Si dichiara l’assenza di conflitto di interessi.

Finanziamenti
L’autore dichiara di non aver ottenuto alcun finanziamento e che lo studio non ha alcuno sponsor economico.

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Bibliografia

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